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Bradanica? Incompiuta era
e incompiuta è ancora oggi

e la vergogna continua

Bradanica? Incompiuta era e incompiuta è ancora oggi

di Emilio Salierno

Dopo 50 anni di vergogna è comprensibile che possano sfuggire le zone dove passa il tracciato della statale 655 Bradanica, in agro di Matera, lotto di La Martella.

E dopo 50 anni di responsabilità della politica lucana e dell’Anas c’è ancora chi ha il coraggio - e che non ricorda i luoghi del percorso Bradanica - di attribuire al proprio partito il merito del completamento di una strada che senza alcun dubbio è l’emblema del fallimento della gestione pubblica delle opere infrastrutturali. È il «coraggio» di chi pensa di poter capovolgere una brutta storia solo utilizzando, sorprendentemente, i termini di «pazienza, costanza e determinazione» per spiegare le ragioni di un memorabile successo: tra qualche giorno (speriamo) otto chilometri dei tredici del lotto Bradanica saranno aperti al traffico!

Così, scopriamo come un insuccesso colossale - non essere riusciti a chiudere una strada in ben mezzo secolo - improvvisamente si trasformi in un vanto, a poca distanza dall’apertura parziale di quel tracciato. Ribaltone clamoroso! Ma tanto chi ci crede. Ora il passo successivo di chi ha il merito di questo trionfo è presentarsi con altri a tagliare il nastro dell’inaugurazione? È possibile.

Pare, dunque, che otto chilometri del lotto di La Martella della statale Bradanica stiano per vedere la luce. Per gli altri altri cinque bisognerà attendere, e mica per un problemino qualsiasi: uno dei nuovi viadotti in cemento del percorso, costruito dall’impresa precedente a quella che oggi sta lavorando, è «ballerino», nel senso che pare sia instabile in quanto costruito in un punto non proprio «ideale» per posizionare un manufatto del genere, praticamente nell’alveo di un vecchio torrente, in una zona non proprio stabile dal punto di vista del terreno. Dove accade questo (lo abbiamo sottolineato più volte negli ultimi due anni)? A contrada Lama Lupo, altitudine 205 metri, sulla strada provinciale n. 8 Matera-Grassano. Lì, e non in contrada Rifeccia.

È il ponte ballerino che, non si sa per quale motivo, viene chiamato da qualcuno ponte di san Giorgio! Ma cosa volete che sia il disguido sul nome della contrada rispetto ad una vicenda da brividi che va avanti da 50 anni?

Più che annunciare con toni quasi trionfalistici il completamento prossimo del lotto Bradanica di La Martella, non sarebbe stato meglio e giusto ricordare perché siamo di fronte a questo ennesimo intoppo della storiaccia lunga 50 anni, anche per indicare altri responsabili di questa Odissea? L’impresa che ha messo su quel viadotto è il gruppo Intini, ma su progetto dell’Anas, che della strada è committente delle opere. Come mai nessuno ha calcolato i rischi di andare a costruire in un’area instabile? Così, giusto per saperlo. E magari sarebbe stato anche il caso di ricordare che gli otto chilometri del «trionfo», dopo tutti i rinvii e i problemi accavallatisi in anni e anni, avrebbero dovuto già essere consegnati il 4 dicembre scorso (sembrava la data dell’arrivo di Ulisse a Itaca, invece niente!). E che il viadotto di Lama Lupo (non di Rifeccia e non di san Giorgio) avrebbe dovuto essere pronto dopo quattro mesi, praticamente a fine aprile di quest’anno.

Ma non bisogna farci caso, l’importante è arrivare a destinazione, anche se il viaggio sta durando 50 bellissimi anni.

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