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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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L’ambulante morto

Ucciso e sepolto in un bidone
a Gallipoli: due condanne

Trent'anni di carcere a Marco Barba, la figlia patteggia 18 mesi. La vittima ammazzata per un debito di droga. L’ex pentito sostiene invece di aver agito per gelosia

Gallipoli, uccise marocchinochiesto l'ergastolo per Barba

gallipoliTrent’anni per aver ucciso un ambulante marocchino per poi nascondere il cadavere in un bidone. L’ex collaboratore di giustizia Marco Barba è stato condannato. La sentenza in abbreviato è stata inflitta dal 44enne di Gallipoli, meglio conosciuto come “U Tannatu”, dal gup Carlo Cazzella che non ha accolto la richiesta di ergastolo invocata dal sostituto procuratore della Dda Alessio Coccioli. È stata disposta anche una provvisionale in favore dei familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Luigi Pedone.

Barba era accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi e di occultamento di cadavere. Quest’ultima accusa era contestata anche alla figlia Rosalba che ha patteggiato 1 anno e 6 mesi di reclusione (pena sospesa e non menzione) pena già concordata dal suo avvocato Amilcare Tana con la Procura.

L’omicidio di Kalid Lagraidi risale al 23 giugno scorso ma il cadavere venne ritrovato a fine gennaio, quando Rosalba Quarta decise di togliersi un grosso peso dalla coscienza raggiungendo la caserma dei carabinieri di Gallipoli.

L’ex collaboratore di giustizia avrebbe dapprima cercato di strangolare Lagraidi. Poi gli avrebbe sferrato numerosi colpi con un corpo contundente alla testa provocandogli diverse fratture al cranio. Infine avrebbe cercato di nascondere il cadavere in un bidone metallico e di sciogliere il corpo versandovi sopra numerose bottiglie di acido muriatico. L’occultamento del cadavere sarebbe stato compiuto grazie alla collaborazione della figlia. Il movente sarebbe legato al mancato pagamento di Lagraidi di un piccolo quantitativo di hashish a Barba. Tale tesi è stata sempre confutata dall’ex collaboratore di giustizia nel corso dei vari interrogatori rilasciati davanti al pm. Barba ha sempre dichiarato di non aver agito con premeditazione ma per gelosia, dopo aver saputo che la figlia aveva allacciato una relazione sentimentale con l’ambulante. L’imputato era difeso dall’avvocato Fabrizio Mauro.

gallipoliSentenza per l’omicidio di Khalid Lagraidi, marocchino scomparso nel giugno 2017. respinta la richiesta di ergastolo

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