Sabato 04 Aprile 2026 | 14:59

Ugento, «Si è avvicinato a una vittima»: nuova condanna ad un anno e due mesi per un 62enne

Ugento, «Si è avvicinato a una vittima»: nuova condanna ad un anno e due mesi per un 62enne

Ugento, «Si è avvicinato a una vittima»: nuova condanna ad un anno e due mesi per un 62enne

 
Angelo Centonze

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Angelo Centonze

Ugento, «Si è avvicinato a una vittima»: nuova condanna ad un anno e due mesi per un 62enne

Il maestro di boxe era stato già condannato nel marzo dello scorso anno alla pena di 4 anni e 3 mesi di reclusione per abusi sessuali su tre allieve minorenni, di età compresa tra i 14 ed i 17 anni

Sabato 04 Aprile 2026, 14:48

Nuova condanna per un istruttore di boxe di Ugento. Dopo avere incassato nel marzo dello scorso anno, la pena di 4 anni e 3 mesi di reclusione per abusi sessuali verso tre allieve, di età compresa tra i 14 ed i 17 anni, Luigi Salvatore Carafa, detto Totò, 62enne, è stato condannato a un anno e 2 mesi di reclusione per avere violato il divieto di avvicinamento ad una di esse e il divieto di dimora in un comune limitrofo.

La sentenza è stata emessa giovedì dal giudice monocratico Fabrizio Malagnino. In questo procedimento l’imputato rispondeva di violazione degli obblighi della misura cautelare.

Il giudice ha condannato l’istruttore al risarcimento del danno in separata sede, verso la vittima, disponendo in suo favore anche una provvisionale di 3.000 euro. La ragazza, ora maggiorenne, era parte civile con l’avvocato Ruggiero Sfrecola del Foro di Trani. L’imputato, difeso dagli avvocati Vincenzo ed Antonio Venneri del Foro di Lecce, potrà fare ricorso in Appello.

Nello specifico, il 20 novembre dello scorso anno, l’uomo si sarebbe appostato nei pressi della scuola guida frequentata dalla ragazza nel suo paese, in concomitanza delle quattro lezioni settimanali, e l’avrebbe fissata più volte. E si sarebbe fermato con la propria macchina a circa 10 metri dalla piazza, dove la giovane si trovava seduta su una panchina, in compagnia di amici. Anche in questa circostanza, l’avrebbe fissata con insistenza fino a quando la ragazza, prendendo il telefono, non gli avrebbe detto: «Mo chiamo papà». Solo a quel punto, si sarebbe allontanato da lì.

In primo grado, come detto, Carafa fu condannato a oltre 4 anni per violenza sessuale. I giudici collegiali avevano condannato l’istruttore anche al risarcimento del danno verso le vittime che erano parte civile con l’avvocato Sfrecola.

L’inchiesta, coordinata dal pm Maria Grazia Anastasia, aveva preso il via dalla denuncia delle ragazze, attraverso i genitori. I fatti si sarebbero verificati fino a giugno del 2023, tra Ugento e Matino. Secondo l’accusa, l’uomo, con la scusa di farle guidare la macchina, abusò di un’allieva 16enne e le mandò messaggi sul cellulare del tipo: «Ti bacerei, ma siamo davanti a casa tua e mi trattengo». E avrebbe inviato messaggi a sfondo sessuale, oltre a foto a petto nudo, anche ad una sua allieva 17enne, del tenore: «Che bella pelle che hai, così però mi fai eccitare».

E poi, era accusato di avere importunato una 14enne, intenta ad allenarsi in palestra contro un sacco di pugilato, dicendole: «Tu così vieni vestita? Che sempre maschio sono! ». Inoltre, avrebbe condotto in macchina, in luoghi appartati, le due ragazze di 14 e 17 anni, affermando : «Mo vi stupro».

L’uomo venne anche raggiunto da un divieto di dimora a Matino e dal divieto di avvicinamento. E in queste ore, per lui è arrivata un’altra condanna per avere violato tali obblighi. Invece, riguardo agli abusi sessuali sulle tre ragazze, il processo di Appello si aprirà l’11 giugno.

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