Processione del Venerdì Santo che precede la Pasqua, anche a Lecce, ieri sera, fra le vie del centro storico, seguita da una folla di fedeli e scandita dalle note della banda musicale “Città di Surbo”, che ha intonato inni sacri e marce, ed accompagnato i canti del coro delle Pie Donne, che piangono la morte di Gesù. Ha preso il via dalla chiesa di Santa Teresa, con l’urna contenente il Cristo Morto e la statua della Madonna Desolata, portate a spalla. Nella vicina piazza Duomo la prima sosta, voluta dal nuovo arcivescovo metropolita, monsignor Angelo Raffaele Panzetta, per due momenti di preghiera, davanti all’ingresso del vecchio Seminario e del Campanile, dalla cui sommità dei suoi quasi 71 metri, si domina l’intera città del barocco.
Anche quest’anno, del lungo corteo che ha formato la Processione, detta “Dei Misteri”, hanno fatto parte le Confraternite: della Provvidenza, dei Santi Medici, di Santa Croce, dell’Addolorata e del Rosario. Fra emozione e spiritualità, il passaggio delle statue del Cristo Morto e della Madonna detta anche Addolorata, è stato seguito da leccesi e turisti, questi ultimi già numerosi all’inizio della Primavera, che non si sono lasciati sfuggire l’occasione di fotografare e filmare il momento clou della Settima Santa, in vista della domenica di Pasqua, giorno della Resurrezione.
Tutti, indistintamente, hanno salutato con favore il rinnovarsi della tradizione della Processione del Sabato Santo, e fra questi, anche coloro i quali ne auspicano il potenziamento: a cominciare dal ritorno della statua dell’Addolorata vestita di nero e col volto coperto, che vaga di notte alla ricerca di Gesù, così come ancora avviene, giusto per fare qualche esempio, a Taranto ed a Gallipoli.
















