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Scritte «No Tap» ripulite
è polemica per una foto

Sui social l'operaio con la felpa «né qui né altrove». La ditta si scusa

 Scritte «No Tap» ripulite è polemica per una foto

I muri del teatro Apollo e dell’istituto Cesare Battisti sono stati ripuliti alle prime ore di ieri, senza costi per il Comune di Lecce e con la supervisione dell’assessore all’Ambiante Carlo Mignone. Ma a fare notizia, soprattutto sui social, è la foto dell’operaio, intento a imbracciare l’idropulitrice, con - sulle spalle - la felpa «No Tap, né qui, né altrove».

Inizialmente si è pensato ad un fotomontaggio. Invece l’immagine è vera, ma doveva restare per «uso privato». È però finita su Facebook, creando non poco «imbarazzo». E determinando le scuse di Pierluigi Colavero, amministratore unico della società Mas Service Plus. Quest’ultima ha cancellato gratuitamente le scritte vandaliche sulle mura dei muri dell’Apollo e dell’edificio scolastico. «Nel corso dei lavori un esponente istituzionale di un altro Comune, aderente al Movimento No Tap, ha raggiunto il luogo dell’intervento chiedendo al personale presente la disponibilità a scattare una fotografia con la felpa No Tap sulle spalle - racconta Colavero - Al personale presente è stato rassicurato che lo scatto fotografico non sarebbe stato diffuso e che aveva l’unica utilità della soddisfazione privata del suo autore. Il nostro personale si è prestato al gioco, salvo poi rendersi conto, pochi minuti dopo, che lo scatto era stato condiviso su Facebook. Per questo la nostra azienda ci tiene a scusarsi con il Comune di Lecce per l’imbarazzo provocato e a prendere le distanze dalla fotografia e a stigmatizzarne ogni strumentalizzazione».

Raggiunto telefonicamente, l’amministratore della società non ha voluto chiarire chi sia «l’esponente istituzionale» interessato. Anche se circolava voce che si tratti di un amministratore di Melendugno. Intanto, proprio ieri il primo cittadino di Melendugno, Marco Potì, ha scritto su Facebook per ringraziare il Comune di Lecce, il sindaco Carlo Salvemini, l’assessore Mignone e il titolare della Ditta Mas Service Plus, «per aver ripulito prontamente (e gratuitamente) le scritte sul muro del teatro Apollo e di altri monumenti di Lecce. Il Salento difende la bellezza, sempre, in ogni luogo ed in ogni tempo. È la nostra una lotta di civiltà, di dignità e di democrazia, che è di esempio per l’intera Italia. Il Salento - ha concluso Potì - non ha bisogno di Tap, né sui muri né per pulire i muri né tanto meno a San Basilio».

Ma non è neppure mancato un post del movimento «No Tap» sulla vicenda: «A un anno di distanza, ci rendiamo ancora di più conto di dover combattere, anche, contro un altro mostro che si chiama ipocrisia - dicono - Ipocrisia di tante e tante persone, che non hanno mai sollevato un dito nemmeno per un clic mirato ad informarsi su cosa è Tap, e che invece oggi riescono ad ergersi a giudici senza vergogna, colpevolizzando tutto un movimento per una scritta. Ipocrisia di quel salottino perbenista e radical-chic di una Lecce cieca davanti ai veri problemi. Ipocrisia di uno Stato, che invia centinaia di forze dell'ordine a contrastare chi manifesta, chi fa una festa o chi lotta per difendere anche i loro figli».

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