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sanità

Influenza, ko i salentini
contagio triplicato

di TIZIANA COLLUTO

LECCE - Ambulanze in coda, posti letto occupati, utenti in attesa per ore ai pronto soccorso. Sono i giorni del caos. L’influenza, ancora ben lontana dal suo picco previsto per metà gennaio, ha già messo ko migliaia di salentini e anche il servizio sanitario.
Il problema maggiore si ha con gli “sbarellamenti”: ieri mattina, un’ambulanza è stata ferma per quasi due ore fuori dal pronto soccorso del Santa Caterina Novella di Galatina, prima che venisse preso in consegna il paziente trasportato, poiché non si trovavano barelle libere da poter utilizzare. Spesso l’ingranaggio si inceppa in quell’operazione, che tiene in “ostaggio” i mezzi provocando, a catena, ritardi nei soccorsi sul territorio.
Il servizio di emergenza-urgenza, in questo periodo, sta coprendo una media di ottanta eventi a turno, circa 250 interventi al giorno. Le richieste arrivano soprattutto dal nord della provincia e dall’area del Magliese. L’intero territorio, però, è coperto con 25 ambulanze, che inevitabilmente devono fare i conti con i tempi che si ingolfano.

Il contagio si è triplicato all’improvviso, passando in pochi giorni da un tasso pari allo 0,97 per mille di persone a letto con l’influenza di stagione a quello di 2,61 per mille. Stando ai dati di Cirinet, il centro studi sull’influenza, sono 11mila i pugliesi colpiti e tra questi mille sono bambini fino a 4 anni.
Un’ondata anomala per il periodo. Non tutto il servizio ha retto all’onda d’urto. Le criticità maggiori, in questi giorni, si sono registrate negli ospedali di Galatina, Copertino e Casarano. Al Vito Fazzi di Lecce, la vera trincea: 257 accessi solo nel giorno di Natale, 60 persone in attesa di essere visitate nel pomeriggio di ieri. In otto, poi, hanno aspettato ieri mattina per molto tempo prima di essere ricoverati, nel frattempo accolti nella sala rossa dello stesso pronto soccorso e stabilizzati con l’ossigeno.
Posti letto liberi, infatti, non ce ne sono più. Si fatica a trovarne uno nei reparti di Medicina e Pneumologia e a Lecce la situazione è complicata dalla mancanza di una Lungodegenza e della Geriatria. Dunque, si provvede con le extralocazioni, ricoverando i pazienti in unità operative diverse e, in questo periodo, a minore intensità di cure, come Oculistica, Otorinolaringoiatria, Chirurgia plastica.

La degenza in ospedale è disposta soprattutto per pazienti anziani diabetici o cardiopatici, per cui l’influenza comporta complicanze non da poco, in grado di degenerare in broncopolmonite e scompenso cardiaco. Per fortuna, sono gli over 65 la categoria più attenta a vaccinarsi, risultando così i meno colpiti (1,03 per mille). A letto ci sono soprattutto i bambini fino a quattro anni: otto su mille. Tra i 5 e i 14 anni, la percentuale resta sostenuta, pari a 5,46 per mille. Tra i 15 ai 64 anni, invece, si oscilla tra il 2,06 e il 2,74 per mille.

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