Dal giorno della proclamazione di Antonio Decaro a presidente della Regione, Michele Emiliano è formalmente rientrato nei ranghi della magistratura. Lo ha fatto nell’attesa che il Csm provveda ad affidargli una nuova destinazione, in base alla disciplina precedente (datata 2002) rispetto alla riforma Cartabia che, due anni fa, ha dato una stretta agli incarichi esterni dei magistrati. Ma è proprio alle norme della Cartabia che si dovrà fare riferimento, eventualmente, se l’ex governatore chiederà di essere nuovamente collocato fuori ruolo per accettare l’incarico di consigliere giuridico di Decaro.
L’autorizzazione agli incarichi extragiudiziali spetta infatti al Consiglio superiore della magistratura, che ha l’obbligo di concederla soltanto per le cariche elettive (o quelle di ministro e assessore) e per alcune posizioni negli organi internazionali. In tutti gli altri casi, esistono norme (ora la Cartabia) e regolamenti (una circolare attuativa) che disciplinano le varie possibilità: ma la decisione finale resta sempre discrezionale. La Cartabia ha inserito nel novero degli incarichi autorizzabili presso gli enti pubblici anche quelli «nelle giunte e nei consigli regionali», che prima non erano contemplati ma ricadevano genericamente tra quelli per i quali veniva dimostrata la necessità di affidarsi a un magistrato ordinario.
Il contratto che gli uffici della giunta regionale hanno predisposto per Emiliano prevede un incarico triennale di studio e ricerca, con retribuzione parametrata a quella dei dirigenti apicali (circa 130mila euro lordi l’anno, più o meno in linea con quella degli assessori) e clausola di esclusiva. Una formulazione che sembra essere stata pensata proprio per ricalcare alcuni precedenti in materia, e dunque dimostrare che quel ruolo di supporto giuridico a Decaro – in materie complesse quali le crisi industriali – richiedono le competenze di un magistrato.
Dovrà essere la Regione a chiedere l’autorizzazione al Csm, illustrando la durata e i contenuti dell’incarico. L’interessato (Emiliano) dovrà confermare il proprio assenso. Da lì comincerà l’iter dell’organo di autogoverno, prima in Terza commissione e poi in plenum. I tempi non sono normati, ma – secondo diverse fonti – non sono particolarmente lunghi.
Non ci sono però precedenti, in pendenza della legge Cartabia, relativi a casi simili. In passato il Csm ha autorizzato il collocamento fuori ruolo di magistrati per l’incarico di capo di gabinetto nelle Regioni, ma lo ha anche negato (ad esempio) per la presidenza di società pubbliche o per assumere ruoli dirigenziali negli enti locali. La stretta imposta dalla Cartabia riguarda da un lato la durata massima del collocamento fuori ruolo di magistrato, dall’altro il possesso di una serie di requisiti di anzianità, oltre che un tetto massimo al numero di toghe che possono essere autorizzate a svolgere altri incarichi.
Emiliano ha lasciato il ruolo attivo in magistratura nel 2003, quando si è messo in aspettativa dall’incarico di pm alla Procura di Bari per candidarsi a sindaco. A novembre ha presentato al Consiglio giudiziario di Bari la richiesta di ricostruzione di carriera, per ottenere il riconoscimento della settima (e ultima) valutazione di professionalità che comporta anche l’aumento dello stipendio al massimo possibile: nella autorelazione, nella quale di norma si riportano i principali processi di cui ci si è occupati, Emiliano ha illlustrato la sua attività di sindaco (dieci anni) e poi quella di presidente della Regione. Il Consiglio giudiziario barese ha trasmesso l’istanza ai colleghi di Roma, cui spetta pronunciarsi sulle istanze dei magistrati fuori ruolo: l’avanzamento di carriera – si fa notare – è un diritto riconosciuto anche a chi è in aspettativa per incarico elettivo. Diverso il discorso per l’eventuale rientro nei ruoli della magistratura: per quanto la disciplina pre-Cartabia non sia particolarmente stringente (ora è infatti previsto un periodo di «purgatorio»), Emiliano dovrà essere assegnato al ruolo giudicante, presumibilmente nel civile, e in una regione non confinante con la Puglia.
















