Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 11:17

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Sindaci e imprenditori

Statale 275, 9 indagati
per i rifiuti tombati

statale 275

LECCE - Nove indagati per i rifiuti tombati lungo il tracciato della 275. Sono nomi eccellenti, di sindaci e di imprenditori. Le discariche sono due. Una si trova in contrada «Matine» ad Alessano e l’altra nel comune di Tricase. Entrambi i siti incrociano il tracciato della Maglie-Leuca, almeno così come era stata delineata nel vecchio progetto. Le iscrizioni nel registro degli indagati rappresentano un atto dovuto. E il reato che si ipotizza è quello di gestione di rifiuti non autorizzata.
Per la discarica di Alessano, dove la Guardia di Finanza un paio di anni fa, ha sequestrato un’area di circa 6.400 metri quadri, risultano indagati un imprenditore, tre ex sindaci di Alessano e di Corsano.
L’altra discarica dista dalla prima poche centinaia di metri, non più di trecento. Per non aver bonificato l’area, adesso, il procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone ha iscritto altri cinque nominativi nel registro degli indagati. In questo caso al vaglio ci sono due imprenditori e tre amministratori comunali di Tricase.
Nelle discariche erano stati interrati scarti di lavorazione dell’industria tessile e calzaturiera e rifiuti sanitari. I risultati delle analisi eseguite dalla Asl non hanno fornito elemento riguardo alla pericolosità dei rifiuti tali da ipotizzare il reato di omessa bonifica.,

Il nodo ambientale (presenza delle discariche, mancata bonifica e compensi per i piani di monitoraggio ambientale) rappresenta una costola dell’inchiesta-madre sulla 275: quella che riguarda l’affidamento del progetto. Truffa tentata e consumata è l’ipotesi contestata nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Nel mirino della Procura sono finiti i pagamenti nei confronti della società di progettazione Pro.Sal. (Progettazioni salentine), cui il Consorzio per i servizi reali alle imprese Sisri (oggi Asi) aveva direttamente affidato la pianificazione della nuova statale 275 per conto di Anas. Gli indagati sono il legale rappresentante della Pro.Sal., Rosa Palma, e i vertici che guidavano il Consorzio tra il 2007 e il 2011: il direttore generale Paola Tana e i consiglieri di amministrazione Antonio Fitto (attuale presidente Asi) e Carmine Caputo, ex assessore provinciale. L’accusa è quella di truffa per aver dato il via libera al pagamento di ulteriori spese per la progettazione che ammontavano a 600mila euro, senza prima aver effettuato la verifica di congruità. Contestata anche la modalità di affidamento del lavoro nel 1994, senza un bando pubblico.

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