Lunedì 21 Gennaio 2019 | 10:24

NEWS DALLA SEZIONE

Truffa nel Leccese
Alezio, estorce soldi ad anziano fingendosi il figlio di un vecchio amico malato

Alezio, estorce soldi ad anziano fingendosi il figlio di un vecchio amico malato

 
Ambiente
Colombi e igiene, la Procura di Lecce apre un fascicolo

Colombi e igiene, la Procura di Lecce apre un fascicolo

 
In Salento
Taurisano, dopo incidente chiede aiuto: il «soccorritore» tenta di stuprarla

Taurisano, dopo incidente chiede aiuto: il «soccorritore» tenta di stuprarla

 
A Castrignano del Capo
Beve in un bar detersivo al posto dell'acqua: asportato stomaco a 28enne nel Leccese

Chiede acqua in un bar e gli servono brillantante: asportato stomaco a 28enne nel Leccese

 
Vandali al Vanoni
Nardò, dalla finestra della scuola «piovono» sedie

Nardò, dalla finestra della scuola «piovono» sedie

 
Padre, madre e 2 figli
Famiglia dipendente dal web vive chiusa in casa per 2 anni e mezzo: incubo nel Salento

Famiglia dipendente dal web vive chiusa in casa per 2 anni e mezzo: incubo nel Salento

 
Nel Leccese
Strattona nonna 95enne per avere soldi per la droga: un arresto a Casarano

Strattona nonna 95enne per avere soldi per la droga: un arresto a Casarano

 
A Torre San Giovanni
Tenta rapina in farmacia con rasoio e scappa, arrestato 31enne salentino

Tenta rapina in farmacia con rasoio e scappa, arrestato 31enne salentino

 
Il movimento nel Salento
Melendugno: No Tap protestano in tute anticontaminazione

Melendugno: No Tap protestano in tute anticontaminazione

 
Nel Leccese
Copertino, incendio in capannone Fse: danneggiato treno merci

Copertino, incendio in capannone Fse: danneggiato treno merci

 
Il festival
Picturebook Fest: a Lecce arte e letteratura per ragazzi

Picturebook Fest: a Lecce arte e letteratura per ragazzi

 

Il processo

Ergastolano evaso dal Fazzi
Chiesti 10 anni per «Triglietta»

Fabio Perrone scappò durante una visita specialistica in ospedale ferendo alcuni agenti penitenziari. Fu catturato dopo due mesi di latitanza

perrone ergastolano

La Procura chiede una condanna a dieci anni di reclusione per l’evasione di Fabio Perrone dall’ospedale “Vito Fazzi” del 6 novembre scorso. La richiesta è stata invocata dal pubblico ministero Stefania Mininni nel processo in abbreviato che si sta celebrando dinanzi al gup Vincenzo Brancato. La sentenza è prevista per il prossimo 30 settembre. Perrone, conosciuto con il nomignolo di “Triglietta”, risponde di evasione (aggravata da violenza e dall’uso delle armi), rapina, lesioni aggravate e della detenzione di armi e munizionamento. L’ergastolano, giunto appositamente dal carcere di Castrovillari, ha rilasciato spontanee dichiarazioni nell’aula bunker del carcere di Borgo “San Nicola”.

Ha rivolto un pensiero alla donna di Veglie rapinata della propria auto nel piazzale del “Fazzi” e all’agente di polizia penitenziaria ferito durante le concitate fasi della fuga. Nella giornata di ieri ha discusso anche l’avvocato Ladislao Massari che ha invocato una pena consona alla gravità del fatto senza condizionamenti esterni. Il legale si è soffermato scaturito sul clamore mediatico suscitato dal fatto e sulla spettacolarizzazione subito dopo l’arresto dell’ergastolano.

La fuga di Perrone risale al 6 novembre scorso. Il detenuto raggiunse l’ospedale “Vito Fazzi” in compagnia di un altro detenuto di nazionalità albanese per sottoporsi ad una gastroscopia. Una volta entrato in ambulatorio, però, “Triglietta” avrebbe sfilato la pistola d’ordinanza dalla fondina di uno dei berretti azzurri. Iniziò a sparare ferendo un agente. Poi, dopo una rapida fuga, rapinò una donna puntandole una pistola in pieno volto, una Toyota Yaris. Poi travolse un agente nei pressi della sbarra d’ingresso. Da quel momento di Perrone si persero le tracce. Il 43enne diventò un’ombra. Durante la sua latitanza l’ergastolano in fuga avrebbe fatto affidamento su una fitta rete di fiancheggiatori che gli avrebbero garantito soldi, copertura e covi sempre diversi. E per evitare di essere intercettato avrebbe centellinato l’uso della tecnologia.

Perrone non si sarebbe spostato mai dal suo territorio d’origine. Si sarebbe spostato come un’ombra tra Trepuzzi e le marine al confine con la provincia di Brindisi e avrebbe anche raggiunto il cimitero del suo paese per deporre un mazzo di fiori sulla tomba della madre defunta. La fuga si concluse dopo 63 giorni nel suo paese in via 2 Giugno all’alba del 9 gennaio in casa di un insospettabile arrestato per favoreggiamento. [f.oli.]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400