Domani, a Bologna, Eusebio Di Francesco proverà a… copiare se stesso. L’ultimo successo (2-0 con gol degli uruguaiani Guillermo Giacomazzi e Carlos Grossmuller) centrato dal Lecce allo stadio «Dall’Ara», contro i felsinei, infatti, è stato «griffato» proprio dal trainer pescarese, nella sua precedente esperienza nel Salento, il 18 settembre 2011.
Questa affermazione è stata anche l’unica ottenuta dalla formazione giallorossa in serie A, in casa della compagine rossoblù. Le altre due, infatti, sono relative al campionato cadetto e risalgono al 7 febbraio 1988 (1-0 con Carletto Mazzone in panchina) ed al 6 giugno 1993 (3-2 sotto la guida di Bruno «Maciste» Bolchi).
Della squadra che, diretta da Di Francesco, ha espugnato il «Dall’Ara» nel 2011, faceva parte David Di Michele. «Il colpo messo a segno in Emilia è coinciso con il primo successo stagionale del torneo 2011/2012, dopo le sconfitte subite contro Inter e Udinese - ricorda l’ex attaccante -. Purtroppo, è stata una delle poche soddisfazioni di un inizio di campionato molto sofferto, a causa del quale la società ha poi optato per il cambio della guida tecnica, con l’avvento di Cosmi (dalla sedicesima giornata, ndc). Alla fine, però, nonostante una buona rincorsa, siamo scivolati in B con tantissimi rimpianti».
Domenica, alle 18, il Lecce se la vedrà con il Bologna, in casa del team rossoblù, con la consapevolezza di avere assoluto bisogno di muovere la classifica: «L’auspicio è che i giallorossi riescano a ripetere il risultato del 2011 o, quanto meno, che sappiano meritare un pareggio. L’annata agonistica oramai volge al termine e sono rimaste sei partite nelle quali occorre conquistare i punti necessari per conservare la categoria. I salentini sono in corsa, ma hanno bisogno di uno scatto in avanti che permetta loro di guadagnare qualcosa rispetto alle avversarie dirette. Nella maggior parte delle gare, Falcone e compagni hanno destato una buona impressione sul piano della solidità, ma hanno raccolto meno di quanto avrebbero potuto per i limiti che palesano in fase offensiva. Se avessero realizzato qualche gol in più sarebbero senza dubbio più avanti in graduatoria, ma così non è stato e ci sarà da tribolare sino in fondo. Se non si segna diventa tutto molto complicato».
Il Bologna è reduce dalla cocente delusione patita, tra le mura amiche, nel match di Europea League perso per 3-1 contro l’Aston Villa. Il ritorno è in programma giovedì prossimo ma, dopo il risultato dell’andata, le chance dei felsinei di proseguire il cammino sono ridotte al lumicino. «I rossoblù puntavano molto sulla manifestazione continentale ed avere incassato tre reti sul proprio terreno è stata una brutta botta sul piano mentale - rimarca Di Michele -. Ma è difficile stabilire se questo aspetto inciderà nel confronto con il Lecce. Italiano sa come gestire certe situazioni ed in rosa dispone di calciatori di personalità e dalle indubbie doti tecniche. I giallorossi dovranno essere bravi a sfruttare in proprio favore gli eventuali tentennamenti dei rivali di giornata. Del resto, la compagine emiliana ha vissuto una annata alquanto altalenante e nel proprio impianto è passata da alcune prestazioni molto convincenti ad altre assai opache. L’undici allenato da Di Francesco dovrà tirare fuori una grande performance sul piano caratteriale, puntando sull’organizzazione, l’attenzione e l’intensità».
Il Lecce viene dalla pessima figura rimediata al «Via del Mare» contro l’Atalanta: «Ad oggi la considero un incidente di percorso arrivato dopo la sosta del campionato, che riserva sempre delle insidie alla ripresa. Guai, però, a ripetere una prova analoga a Bologna perché si tratterebbe di un vero e proprio campanello d’allarme, nel bel mezzo della volata che deciderà i verdetti».
La 33ª giornata proporrà la gara Cagliari-Cremonese, i due team che in questo momento sembrerebbero gli avversari del Lecce nella bagarre-permanenza: «Ai salentini probabilmente converrebbe che la sfida terminasse in parità, ma Ramadani e compagni devono badare solo a se stessi. Conterà innanzitutto ciò che riusciranno a dare loro in campo. I punti che ancora mancano per restare in A li dovranno conquistare i giallorossi, magari alzando un tantino l’asticella del rendimento. Non esistono alternative. Poi ci sta che si guardi anche ai risultati delle dirette rivali, tra le quali, classifica alla mano, vanno ancora annoverate anche Fiorentina e Genoa, che non sono affatto fuori dai guai».
L’ex attaccante indica quello che, a suo parere, sarà un aspetto determinante nell’economia della corsa-salvezza: «La condizione fisica è senza dubbio molto importante, ma ad essere fondamentale sarà quella mentale perché senza la “testa” le gambe non girano. Servirà avere grande fiducia in se stessi, nelle proprie possibilità, nelle scelte dell’allenatore e dare fondo ad ogni energia, senza farsi condizionare dalle sconfitte. Nella stagione 2024/2025 il Lecce ha sterzato proprio quando tanti addetti ai lavori davano per spacciata la formazione giallorossa».
















