Tre Daspo “fuori contesto” sono stati adottati nei giorni scorsi dal Questore di Lecce, Giampietro Lionetti e seguiti dalla Divisione Anticrimine nell’ambito delle attività di prevenzione a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.
Il provvedimento consente di vietare l’accesso a stadi e impianti sportivi anche a soggetti che non abbiano commesso reati in ambito sportivo, ma che siano ritenuti socialmente pericolosi sulla base di denunce o condanne riportate negli ultimi cinque anni per reati quali spaccio di stupefacenti, detenzione illegale di armi, episodi di violenza o disordini. La misura ha finalità preventive e punta a evitare infiltrazioni della criminalità comune o organizzata nelle tifoserie e nelle manifestazioni sportive, oltre a contrastare fenomeni come lo spaccio di droga negli impianti.
Il primo provvedimento riguarda un 35enne originario di San Pietro Vernotico e residente a Squinzano, attualmente destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Lecce per reati gravi, tra cui associazione di stampo mafioso, usura in concorso e detenzione illegale di armi. L’uomo risulta inoltre condannato, negli ultimi cinque anni, per reati in materia di stupefacenti. Per lui è stato disposto il divieto di accesso a tutti gli stadi e campi sportivi del territorio nazionale per quattro anni.
Il secondo Daspo è stato notificato a un 41enne, anch’egli originario di San Pietro Vernotico e residente a Squinzano, ritenuto responsabile negli ultimi cinque anni, a vario titolo e in concorso con altri, di reati in materia di armi. Nei suoi confronti è stato disposto il divieto di accesso agli impianti sportivi su tutto il territorio nazionale per tre anni.
Il terzo provvedimento riguarda un 24enne di Squinzano, condannato negli ultimi cinque anni per detenzione e spaccio continuato di sostanze stupefacenti in concorso. Anche per lui è scattato il Daspo «fuori contesto» con divieto di ingresso negli stadi e di partecipazione a manifestazioni sportive per tre anni dalla notifica.
Le istruttorie sono state curate dalla I tre provvedimenti si inseriscono nella strategia di prevenzione messa in campo dalla Polizia di Stato per garantire che gli impianti sportivi restino luoghi di aggregazione sicuri e coerenti con i valori di legalità.
















