Si moltiplicano i ricorsi contro la legge elettorale pugliese e i risultati delle elezioni regionali dello scorso novembre: ad oggi, sette istanze sono state depositate presso il Tar Puglia. I termini per la presentazione delle impugnazioni si sono chiusi ieri a mezzanotte. L’udienza è stata fissata per il 6 maggio.
L’ultimo ricorso in ordine di tempo è stato presentato dall’ex assessore regionale Gianni Stea, coordinatore della lista Avanti Popolari, esclusa dalla ripartizione dei seggi per non aver superato la soglia di sbarramento del 4% prevista per le liste in coalizione. Stea contesta il criterio di calcolo della soglia, che include anche i voti espressi esclusivamente per i candidati alla presidenza della Regione. La stessa contestazione è stata sollevata in precedenza da Alessandro Leoci, collega di lista, e da AVS per Nichi Vendola e Annagrazia Maraschio: secondo i ricorrenti, includere questi voti innalza di fatto la soglia di sbarramento, penalizzando la rappresentanza delle liste minori.
Altri sei ricorsi riguardano direttamente l’attribuzione dei seggi nelle diverse circoscrizioni. Li hanno depositati: Domenico Damascelli (primo dei non eletti nella lista Fratelli d’Italia nella circoscrizione di Bari), Sergio Blasi (primo dei non eletti nel Pd a Lecce) e Francesca Bottalico (prima dei non eletti nella lista Decaro presidente a Bari). Damascelli e Blasi contestano l’assegnazione dei seggi della circoscrizione Bat, rispettivamente andati a beneficio di Andrea Ferri e Giovanni Vurchio, mentre Bottalico contesta l’attribuzione del seggio della sua lista nella circoscrizione di Foggia a Giulio Scapato.
Lucia Parchitelli, prima dei non eletti nella lista Pd a Bari, contesta invece la parte della legge elettorale pugliese che regola il premio di maggioranza: secondo Parchitelli, il testo vigente assegna fino a 29 seggi alla coalizione vincente e 21 alla minoranza, anche se il candidato presidente supera il 40% delle preferenze. Una corretta ripartizione, secondo la ricorrente, dovrebbe prevedere 32 seggi alla maggioranza e 19 alla minoranza, in linea con le norme nazionali.
Tra i ricorrenti, quindi, si evidenziano due linee di contestazione principali: da un lato, la distribuzione dei seggi e l’attribuzione del premio di maggioranza; dall’altro, il criterio di calcolo della soglia di sbarramento, che secondo Avanti Popolari e AVS produce una “soglia reale” superiore a quella formale, con effetti concreti sulla rappresentanza delle liste minori.
L’udienza davanti al Tar Puglia è stata fissata per il prossimo 6 maggio, quando saranno discussi tutti i ricorsi.
















