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Lecce, festa di Sant’Oronzo senza statua e con colonna ingabbiata

«Ingabbiata», tra le luminarie, la colonna romana. Si attende da mesi l’ok ai lavori

Lecce, festa di Sant’Oronzo senza statua e con colonna ingabbiata

LECCE - A Lecce toccherà far festa in piazza senza il Santo. E - addirittura - con la colonna, che sorregge (o meglio: sorreggeva) la statua del Patrono ingabbiata tra le impalcature dei lavori sospesi. Anzi, per la verità, neppure iniziati, perché si attende il via libera della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio. Intanto, si montano le luminarie.
Già lo scorso anno, di questo periodo, colonna e statua erano coperte da teloni pubblicitari. Poi, lo scorso 30 gennaio, la statua di Sant’Oronzo ha lasciato la colonna e - da più di sei mesi, quindi - è ospitata nell’androne di palazzo Carafa. È lì tra i visitatori che vanno, in orari d’ufficio, a rendere omaggio al Santo. E attende l’ok per le complicate operazioni di restauro che dovranno essere eseguite dalla ditta Colaci per porre rimedio ai non trascurabili effetti del tempo e della lunga esposizione alle condizioni atmosferiche.

«Abbiamo anche effettuato dei saggi, sul retro della statua, per far vedere come sarà dopo il restauro - spiega Carmelo Colaci - ma non ci hanno ancora fatto sapere nulla».
E così, se Sant’Oronzo resta a palazzo Carafa, la colonna - non una colonna qualsiasi - si offre agli sguardi di turisti e salentini avvolta tra le impalcature in metallo. Con attorno le luminarie, che proprio in questi giorno sono state montate in vista della tre giorni di festeggiamenti dal 24 al 26 agosto.
All’impalcatura sono stati tolti, da tempo ormai, i pannelli pubblicitari che qualche critica e pure perplessità avevano suscitato in molti.

Ma la colonna resta e resterà ingabbiata chissà per quanto ancora. Sicuramente, non una colonna qualunque, si diceva, ma un vero e proprio monumento realizzato utilizzando i rocchi crollati dello stelo marmoreo di una delle due colonne romane, che erano poste al termine della via Appia, a Brindisi.
Nelle scorse settimana, la questione era stata sollevata da Mario Fiorella e Giovanni Seclì, per conto del «Forum Ambiente e Salute», con una lettera indirizzata al Comune e alla Soprintendenza. «Per la colonna romana in piazza Sant’Oronzo si prospetta il proseguimento di un lungo periodo di impacchettamento inutile e dannoso in quanto ne nega la visibilità e fruibilità - hanno scritto Fiorella e Seclì - È assurdo che questa sia una variabile dipendente del restauro della statua. Ne viene sminuita l’importanza: il monumento viene così ancor più ridotto solo alla funzione di basamento per la statua. È assurdo che il principale monumento romano presente in città, pur se traslato da Brindisi, sia così sminuito nella sua importanza rispetto alla statua del ‘700, ancorché del Santo Patrono di Lecce. Ciò denota una inadeguata attenzione culturale dei beni presenti in città, con conseguente mancata valorizzazione». Da qui la sollecitazione a «rimuovere teloni e impalcature che impediscono soprattutto ai turisti di poter apprezzare una delle due colonne terminali della via Appia. Aspetto che andrebbe evidenziato, esaltando così l’importanza del monumento, che finora è stata ignorata».

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