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Nel Leccese

Scambio di sesso e voti: condannati ex amministratori Porto Cesareo

Porto Cesareo, Cc al Comuneper il giallo delle cimici nascoste

3 anni e 3 mesi ciascuno ad Antonio Greco, 56 anni, ex vice sindaco, e Cosimo Presicce, di 54, già assessore comunale

18 Aprile 2019

Francesco Oliva

Si chiude con due condanne il processo sul presunto scambio di sesso e voti nel periodo della campagna elettorale del Comune nel 2011.
Il giudice monocratico Annalisa De Benedictis ha inflitto 3 anni e 3 mesi ciascuno ad Antonio Greco, 56 anni, ex vice sindaco, e Cosimo Presicce, di 54, già assessore comunale. Entrambi gli imputati rispondevano del reato di sfruttamento della prostituzione finalizzato al voto di scambio.
La sentenza va oltre le richieste stesse del pm Carmen Ruggiero che aveva invocato due anni per Greco e due anni e mezzo per Presicce.


L’inchiesta venne condotta dai carabinieri dalla sezione operativa della Compagnia di Campi Salentina. I due ex esponenti politici del comune jonico avrebbero drogato, questa è l’accusa, la campagna elettorale offrendo a giovani potenziali elettori prestazioni sessuali di ragazze di nazionalità rumena. In cambio della loro preferenza nelle urne.


Greco, in quella competizione, era candidato alla carica di consigliere comunale. A fare in modo che gli arrivassero voti sarebbe stato Presicce, che avrebbe ottenuto per lui un consistente pacchetto di voti facendo prostituire le giovani ragazze in un’abitazione in località “Il Poggio”. Tali favori si sarebbero tramutati in preferenze elettorali tant’è che in quella tornata elettorale Greco venne eletto vice sindaco, proprio per il peso delle preferenze riportate. Le voci, però, cominciarono a girare e tramite interrogatori, accertamenti e le testimonianze raccolte dagli investigatori, emerse il retroscena a luci rosse. Inizialmente nell’inchiesta comparivano altre sei persone, per le quali l’accusa di voto di scambio è poi caduta in prescrizione. Gli odierni imputati erano difesi dagli avvocati Riccardo Giannuzzi, Luigi e Roberto Rella e Giuseppe Romano.

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