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La festa in Salento

Notte della Taranta, la marea dei 150mila balla con il ragno

Applausi ai vigili del fuoco e alle forze dell'ordine. Il sindaco Ivan Stomeo «Il nostro pensiero va al disastro del ponte». Il silenzio per i morti di Genova, poi l’esplosione dei suoni

Notte della Taranta, la marea dei 150mila balla con il ragno

Foto Massimino Spedicato

LECCE - Magia, note travolgenti, danze sfrenate. Il popolo dei «pizzicati» (circa 150mila persone) ieri a Melpignano ha partecipato con il solito entusiasmo al Concertone de «La Notte della Taranta».

L’avvio della kermesse, poco prima delle 23, è stata preceduta da un minuto di silenzio, dedicato alle 43 vittime del crollo del ponte Morandi di Genova, ai dieci escursionisti morti in seguito alla piena del torrente Raganello, nel parco del Pollino in Calabria, e ai terremotati di Amatrice (nel Lazio) che dopo due anni, grazie anche ai contributi della Fondazione Ndt, potranno inaugurare la Casa della Musica dove gli artisti (l’anno prossimo un gruppo dovrebbe essere ospitato nella kermesse salentina) potranno provare gli strumenti e lavorare.

Sul palco sono saliti i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine impegnate nella sicurezza e nei soccorsi.
A nome delle autorità civili ha parlato il sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo, che ha portato anche i saluti degli altri primi cittadini dei paesi della Grecìa salentina. «Nonostante la bellezza di questa festa – ha detto Stomeo – il nostro pensiero va a chi ha perso la vita in queste tragedie che ci hanno profondamente colpito. Il nostro ringraziamento va a tutte le forze dell’ordine, ai volontari e alle istituzioni che si sono spesi per prestare immediatamente soccorso e aiuto».
Applauditissimi i vigili del fuoco, presenti sul palco con il comandante provinciale Giuseppe Bennardo, l’unico a parlare dopo Stomeo in rappresentanza di tutte le forze dell’ordine.

«La sicurezza è un concetto che deve essere condiviso tra istituzioni e cittadini – è stato l’appello lanciato da Bennardo – il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime – è stato cordoglio a nome di tutti i colleghi – noi siamo chiamati a fare questo lavoro sia in occasione, purtroppo, di tragedie, che di momenti allegri come questa festa. La collaborazione da parte di tutti è importantissima – ha concluso - perché la sicurezza è fondamentale per la nostra vita».
Subito dopo le luci sul palco si sono accese e il concertone ha preso il via tra un tripudio di suoni, colori e scenografie curate in ogni dettaglio. Il pubblico ha apprezzato molto la scelta del maestro concertatore Andrea Mirò di iniziare la scaletta della serata con una canzone simbolo della tradizione salentina, “Cordella”, interpretato dall’Orchestra popolare diretta dal maestro Daniele Durante.

Nel preconcerto tantissimi gli applausi per i bambini della “Piccola ronda” di Ruffano che con i loro coloratissimi abiti hanno reinterpretato i balli della pizzica al suono scatenato del tamburello, e per Daniele Sepe, che gli storici spettatori della “Notte” ancora ricordano alla guida degli artisti come maestro concertatore nella prima edizione del 1998.
Dietro le quinte grande fermento, con le costumiste guidate dallo stilista Michele Gaudiomonte impegnate a vestire i musicisti dell’Orchestra popolare, mentre l’occhio vigile della sarta tricasina Ada Amato ha guardato alla vestizione del corpo di ballo.

Tanti infine i messaggi lanciati dai maxischermi prima della diretta, comprese le campagne legate al recupero dell’adiacente convento degli Agostiniani, che si punta a inserire tra i “Luoghi del cuore” dei Fai, e all’iniziativa a sostegno dell’associazione “per un sorriso in più”, destinata ai piccoli degenti del reparto di oncoematologia pediatrica del “Vito Fazzi” di Lecce. L’obiettivo è completare la piattaforma tecnologica che collegherà il nosocomio ai centri di eccellenza del mondo, permettendo ai bambini affetti da tumori di accedere localmente alle cure più avanzate. 

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