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LECCE - Gli albergatori lanciano l’allarme sull’invasione di strutture ricettive abusive che minacciano l’esistenza stessa di quelle regolari. Secondo le stime, quattro turisti su cinque dormono su letti «fantasma».
Il grido di dolore parte da Federalberghi e dagli operatori del settore, che dopo aver analizzato i flussi del periodo e averli confrontati con le presenze registrate nelle strutture regolarmente attive, hanno notato una discrasia che definiscono inaccettabile.

Un dato su tutti: secondo le stime di Federalberghi, quattro turisti su cinque che approdano nel Salento sarebbero attualmente alloggiati in strutture extralberghiere non autorizzate. L’indice è puntato verso case vacanza, seconde case, bed & breakfast e altre tipologie completamente sconosciute sia al fisco che alle autorità amministrative locali.
«Purtroppo è un fenomeno che, nonostante i numerosi sforzi, non si riesce ad arginare - stigmatizza il presidente provinciale di Federalberghi, Raffaele De Santis - gli operatori che pagano regolarmente le tasse e che a fine stagione si trovano a dover fare i conti con il poco che resta dopo aver speso e investito tanto, devono purtroppo combattere quotidianamente contro strutture che per gli enti preposti sono fantasma ma che sono ben visibili su internet, specie sui social. Con inserzioni sul web nonostante l’illegalità - spiega - fanno prezzi quasi stracciati pur di accaparrarsi il turista, raccogliendo però la crema delle entrate della stagione. Nella nostra categoria a reggere sono ancora le strutture ricettive ben organizzate, che hanno prenotazioni tutto l’anno e che hanno flussi regolamentati con impegni soprattutto esteri, ma da quello che ci riferiscono i nostri associati in zona, stanno soffrendo tantissimo gli alberghi tra Gallipoli e Otranto».

I dati di Federalberghi parlano chiaro. «Partiamo da uno studio di Pugliapromozione - illustra De Santis - che appare sconcertante se si pensa che su dieci strutture solo due sono in regola. Questo sta a significare che l’80 per cento del turismo, quindi quattro vacanzieri su cinque, va a dormire in strutture abusive con tutti i rischi che ne potrebbero derivare accogliendo tra le proprie mura persone sconosciute perché non vengono mai registrate. Capita anche che si possa trovare la persona ricercata dalla polizia e che viene in vacanza senza alcun controllo - avverte il presidente - oppure malintenzionati di ogni genere. Rivolgiamo un appello alla Prefettura - invoca - affinché vengano potenziati i controlli da parte delle forze dell’ordine e dei Comuni, che attraverso le polizie municipali potrebbero veramente dare un segnale forte facendo breccia in questa muraglia di illegalità».

I danni alle imprese ricettive vengono sottolineati pure da Massimo Rota (ex Assoturismo), titolare della masseria Appidé tra Corigliano d’Otranto e Cutrofiano, che punta l’indice anche su altri aspetti della vicenda. «Sono stati fatti tanti sforzi per far emergere le strutture irregolari come le seconde case - annota Rota - purtroppo non è solo l’abusivismo a minare il settore ma anche gli interventi fatti in passato dalla Regione, che ha potenziato i posti letto concedendo incentivi senza pensare a creare attrattori turistici. Parlo di parchi tematici, turismo sportivo, cicloturismo e quello legato al benessere, solo per fare alcuni esempi. Il turista deve essere motivato a venire nel Salento - conclude - e c’è ancora tanta strada da fare se pensiamo che tutte le presenze annuali della Puglia equivalgono a quelle della sola città di Venezia».

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