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il governatore chiede incontro con Di Battista

Tap, Emiliano: presi in giro
pugliesi che hanno votato M5s

Gasdotto, in una lettera a Tap l’ipotesi approdo alternativo

BARI - «Quello che non posso accettare è che i pugliesi che hanno votato M5S - tra i quali tanti miei amici ed elettori - siano stati presi in giro. Tutti sapevano o dovevano sapere anche all’epoca di questo comizio che il Tap non si poteva bloccare a causa di un accordo internazionale di molti anni fa». E’ un passaggio del post che ha scritto su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, condividendo il post di un altro internauta che pubblica un video in cui Di Battista, in un comizio a San Foca (Lecce) il 2 aprile del 2017, sosteneva che con il governo del M5s la realizzazione del gasdotto Tap sarebbe stata bloccata in due settimane.

Tap è il gasdotto che dall’Azerbaijan approderà in Salento, sulla piaggia di San Foca, a Melendugno, ma le comunità e molte istituzioni locali sono contrarie, e per questo protestano da molto tempo contro il suo approdo. Nel suo post, Emiliano chiede l’aiuto di Di Battista per spostare l’approdo del Tap più a nord.
«Adesso - aggiunge Emiliano - Di Battista deve metterci la faccia accanto a noi pugliesi e provare a spostare l’approdo in una zona meno dannosa». «Dimostrerà così - conclude - di essere la brava persona che molti di noi pensano che sia».

HO BISOGNO DI INCONTRARE DI BATTISTA - «Ho bisogno dell’aiuto di Alessandro Di Battista. Vorrei incontrarlo. Parlargli. Trovare una strategia comune. Abbiamo idee diverse, è vero, ma tra lasciare il mondo come sta e trovare un posto dove il gasdotto fa meno danni, secondo me è meglio unire gli sforzi per spostarlo più a nord». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano (Pd), condividendo il post di un altro internauta che pubblica un video in cui Di Battista, a San Foca (Lecce) il 2 aprile del 2017, sosteneva che con il governo del M5s la realizzazione del gasdotto Tap sarebbe stata bloccata in due settimane.

Tap è il gasdotto che dall’Azerbaijan approderà in Salento, sulla piaggia di San Foca, a Melendugno, tra le proteste delle comunità e di molte istituzioni locali. Nei giorni scorsi all’Università del Salento è stato contestato il ministro per il Sud, la pentastellata leccese Barbara Lezzi, da alcuni manifestanti 'No Tap' che la accusavano di averli traditi.

Nel suo post, Emiliano sottolinea che «se non interveniamo subito, i lavori andranno avanti e non ci sarà modo di cambiare l'approdo».

«È vero - aggiunge - la Puglia non ha mai detto di voler bloccare il Tap, ma solo di spostarlo un pò più a nord per evitare rischi per i bagnanti su una delle nostre più belle spiagge, e per evitare di massacrare la provincia di Brindisi e di Lecce scavando e costruendo un gasdotto di quasi 60 chilometri, peraltro pagato 400 milioni di euro dai consumatori italiani nella loro bolletta, per collegare alla dorsale Snam adriatica un’opera privata che farà guadagnare molti soldi solo ai privati».

«La Puglia - precisa Emiliano - non ha nulla contro il gas come combustibile di transizione verso forme di energia più evolute e meno dannose, e crede nella esigenza strategica di emanciparsi dal monopolio del gas russo. Per questo da anni ha fatto una proposta di mediazione al Governo nazionale e agli ambientalisti e sindaci preoccupati dall’arrivo del gasdotto a San Foca».

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