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Slavo ucciso davanti al figlio nella Locride

Pepe Laykovac Tunevic, 36 anni, è rimasto vittima di un agguato compiuto stamane a Bovalino da due persone. Tunevic non aveva il permesso di soggiorno, ma da anni viveva nel campo nomadi di Gioia Tauro
BOVALINO (REGGIO CALABRIA) - E' stato ucciso davanti al figlio sordomuto Pepe Laykovac Tunevic, 36 anni, il cittadino slavo vittima di un agguato compiuto stamane a Bovalino da due persone.
Tunevic, che non aveva il permesso di soggiorno, ma da anni viveva nel campo nomadi di Gioia Tauro, è giunto a Bovalino stamane con la moglie ed i suoi cinque figli. L'uomo ed i suoi familiari hanno raggiunto la zona dove si svolge il mercato settimanale per vendere ai commercianti ambulanti delle miniature in legno di sua produzione. Tunevic era in compagnia di uno dei figli, mentre la moglie era con gli altri suoi bambini e stava visitando il mercato, quando è stato avvicinato da due persone con le quali si è appartato per parlare.
Mentre i tre stavano scambiando alcune parole uno dei due sconosciuti ha impugnato una pistola ed ha iniziato a sparare a distanza ravvicinata contro Tunevic il quale ha cercato di scappare. Dopo aver percorso alcuni metri lo slavo si è accasciato ed è morto. Il rumore degli spari ha provocato paura tra le numerose persone che erano tra le bancarelle del mercato che sono scappate.
Sul luogo dell'agguato sono poi giunti gli agenti della polizia di Stato che hanno avviato le indagini. Nonostante la presenza di numerose persone gli investigatori non hanno trovato nessun testimone che potesse raccontare la dinamica dell'omicidio. Solamente il foglio sordomuto di Tunevic ha indicato agli agenti della polizia che gli autori del delitto erano fuggiti a bordo di un ciclomotore non riuscendo poi ad aggiungere altri particolari utili alle indagini.
Sul luogo dell'omicidio gli investigatori non hanno trovato nessun bossolo e questo fa ipotizzare che per il delitto sia stato utilizzato un revolver. Dopo l'omicidio gli agenti del commissariato di Bovalino hanno compiuto numerose perquisizioni e controlli.
Gli investigatori hanno sentito anche i familiari e gli amici della vittima per ricostruire i suoi ultimi spostamenti e per accertare se l'uomo stamane doveva incontrare qualcuno. Nelle prossime ore il sostituto procuratore presso il tribunale di Locri, Giorgia De Ponte, affiderà l'incarico al medico legale per l'autopsia.
Gli investigatori, che per il movente del delitto non escludono nessuna ipotesi, ritengono che l'agguato possa essere riconducibili a contrasti nell'ambito della criminalità locale.

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