- Bandiera di Guerra del Raggruppamento Subacquei ed Incursori: «Cavaliere». Erede diretto di gloriose imprese il raggruppamento Subacquei e Incursori della Marina Militare ha fornito costante esempio di valore, abnegazione, senso del dovere e spirito di sacrificio. Recentemente impegnato in aspri e lontani territori in Medio Oriente, ha svolto le missioni affidate con valore e coraggio, grande capacità professionale, altissimo senso del dovere in un teatro caratterizzato da una situazione operativa difficile ed altamente rischiosa. Le azioni svolte costituiscono chiara testimonianza di grande efficacia, dedizione e coraggio, ed hanno contribuito ad accrescere il prestigio della Forze Armate Italiane ed dell'Intera Nazione nello scenario internazionale.
Kabul, 12 maggio - 19 settembre 2003
- Tenente Generale Fabio Mini: «Commendatore». Comandante del Contingente internazionale in Kosovo impegnato nell'operazione «Joint Guardian», si prodigava con chiarezza di obiettivi e di metodo nella condotta di difficili operazioni militari interalleate e multinazionali, nonchè in tutte le attività umanitarie e politico-militari connesse con il mandato. In un contesto contrassegnato da difficoltà ambientali e operative e da situazioni di pericolo, portava a compimento il delicato compito affidatogli, evidenziando capacità di comando e diplomatiche, che gli facevano riscuotere consenso, fiducia e ampia considerazione da parte di tutti i Paesi costituenti KFOR e delle fazioni in lotta, I risultati conseguiti sul campo gli sono valsi il plauso e l'ammirazione delle comunità internazione e degli organi di vertice politico-militari della NATO e dell'ONU, dando così lustro all'Italia ed alla sue Forze Armate.
Pristina (Kosovo), 3 ottobre 2002 - 3 ottobre 2003
- Brigadiere Generale Giorgio Battisti: «Ufficiale». Comandante del Contingente italiano in Afghanistan, ha costantemente operato con professionalità, coraggio ed elevatissima capacità organizzativa. Nonostante la situazione di pericolo ed esponendosi in prima persona, si è prodigato per negare la libertà d'azione a formazioni terroristiche in aree critiche in prossimità del confine pakistano. Ufficiale Generale di assoluto rilievo e di comprovato valore e senso di responsabilità, ha consentito al contingente di raggiungere pienamente tutti gli obiettivi imposti dal mandato, riscuotendo il plauso incondizionato delle altre forte della coalizione rafforzando ulteriormente il prestigio dell'intera Nazione e delle sue Forze Armate.
Khwost (Afghanistan), 13 febbraio - 15 giugno 2003
- Capitano di Fregata Aurelio De Carolis: «Cavaliere». Ufficiale di Stato Maggiore, impegnato in più periodi in Mar Arabico e Corno d'Africa, quale capo ufficio operazioni del comando complesso imbarcato, è stato successivamente comandante di nave Espero nell'operazione Enduring Freedom contro il terrorismo internazionale, affrontando con decisione, perizia e valore situazioni operative difficili e rischiose per il controllo del traffico marittimo in ambiente infido e potenzialmente ostile.
Comandante di alto prestigio, riferimento sicuro ed esempio trainante di capacità, dedizione ed impegno per il suo equipaggio.
Oceano Indiano, 16 ottobre 2003 - 15 febbraio 2004
- Capitano di Fregata Giorgio Gomma: «Cavaliere». Comandante di Nave Maestrale nell'operazione Enduring Freedom contro il terrorismo internazionale, ha evidenziato decisione, perizia e valore nell'affrontare situazioni operative difficili e rischiose per il controllo del traffico marittimo in ambiente infido e potenzialmente ostile. Comandante di alto prestigio, riferimento sicuro ed esempio trainante di dedizione, capacità ed impegno per il suo equipaggio.
Oceano Indiano, 25 febbraio - 17 giugno 2002
- Generale di Brigata Aerea Valter Mauloni: «Cavaliere» Ufficiale Generale Comandante la 46^ Brigata Aerea, reparto costantemente impegnato nelle operazioni di supporto alla Task Force «Nibbio» operante nel teatro afghano, guidava con professionalità ed elevate capacità organizzative la pianificazione diretta delle missioni di trasporto aereo svolte sugli aeroporti di Khwost e Bagram, situati in territorio ostile e soggetti a minaccia. In fase di esecuzione partecipava in prima persona, con lucida determinazione, a diverse missioni operative in qualità di comandante di velivolo, operando con perizia e alto senso del dovere e offrendo un encomiabile esempio che infondeva, negli equipaggi impegnati, coraggio e spirito di emulazione. Il suo operato contribuiva notevolmente alla buona riuscita della delicata operazione di rientro del contingente dell'esercito, ottenendo il plauso della autorità nazionali ed internazionali e dando, così, lustro e prestigio alla Forza Armata e alla Nazione.
Cieli dell'Afghanistan, 18 agosto - 15 settembre 2003
- Brigadiere Generale Marco Bertolini: «Ufficiale». Comandante del Contingente italiano in Afghanistan, ha costantemente operato con professionalità, coraggio ed elevatissima capacità organizzativa. Nonostante la situazione di pericolo ed esponendosi in prima persona, si è prodigato per negare la libertà d'azione a formazioni terroristiche in aree critiche in prossimità del confine pakistano.
Ufficiale Generale di assoluto rilievo e di comprovato valore e senso di responsabilità, ha consentito al contingente di raggiungere pienamente tutti gli obiettivi imposti dal mandato, riscuotendo il plauso incondizionato delle altre forte della coalizione rafforzando ulteriormente il prestigio dell'intera Nazione e delle sue Forze Armate. Khwost (Afghanistan), 16 giugno - 15 settembre 2003
- Contrammiraglio Rinaldo Cherubino Veri: «Cavaliere». Comandante del Gruppo Navale della Forza marittima europea e della Task Force 150 nell'operazione Enduring Freedom, ha dato prova di eminenti qualità professionali e di leadership, elevata perizia, senso di responsabilità e valore. Ha portato a termine le difficili missioni assegnate alla sua Forza nell'ambito della guerra globale al terrorismo con risultati operativi notevoli, grazie ad un approccio innovativo e deciso per ciascun compito affidatogli. I risultati conseguiti con la brillante azione di comando hanno conferito elevata visibilità e prestigio al ruolo della Nazione, della Marina Militare e della altre Marine che esprimo l'EUROMARFOR.
Oceano Indiano, 19 gennaio - 7 giugno 2003
- Capitano di Fregata Leonardo Bianchi: «Cavaliere». Comandante di Nave Euro nell'operazione Enduring Freedom contro il terrorismo internazionale, ha affrontato con spirito innovativo situazioni operative difficili e rischiose per il controllo del traffico marittimo in ambiente infido e potenzialmente ostile, dimostrando perizia e valore non comune. Comandante di alto prestigio, riferimento sicuro ed esempio trainante di dedizione, capacità ed impegno per il suo equipaggio.
Oceano Indiano, 18 luglio - 12 ottobre 2002
- Colonnello Giorgio Romano: «Cavaliere» Ufficiale Superiore Pilota, Comandante il 13° Gruppo Cacciabombardieri, guidava con lucidità e determinazione il reparto impegnato nell'operazione NATO «Allied Force», caratterizzata da missioni di bombardamento di obbiettivi militari, in un teatro con elevata ed attiva minaccia contraerea.
Partecipava in prima persona a numerose missioni belliche in qualità di capo-formazione, in ogni condizione di tempo e luce, guidando sempre i suoi gregari con coraggio e altissima perizia aviatoria, offrendo un chiaro ed efficace esempio Esemplare figura di comandante di gruppo e valido pilota, forniva un contributo determinante per il successo delle missioni assegnate, dando, in tal modo, lustro e prestigio all'Aeronautica Militare e alla Nazione.
Cieli del Kosovo, 3 maggio - 10 giugno 1999
- Maggiore CC Antonio Frassinetto: «Cavaliere». Ufficiale Superiore dell'Arma dei Carabinieri, evidenziava significative capacità quale capo della Polizia Militare Italiana nell'operazione «Enduring Freedom» in Afghanistan. In un contesto ambientale caratterizzato da vuoto istituzionale ed altissimo rischio, operava con slancio ed intima convinzione per favorire il graduale ritorno a normali condizioni di vita della popolazione, nei cui confronti assumeva un atteggiamento sempre improntato ad estrema umanità, fermezza ed equilibrio.
L'impegno profuso, lo spirito di abnegazione, la grande perizia e la professionalità costantemente testimoniati, contribuivano in modo decisivo al perseguimento degli scopi della missione, esaltando il prestigio dell'Italia e delle sue Forze Armate a livello internazionale Afghanistan, 19 febbraio - 26 giugno 2003.
- Maresciallo Ordinario CC Giorgio Macera Mascitelli: «Cavaliere». Comandante di Squadra Carabinieri di Polizia Militare, nell'ambito della missione «Enduring Freedom» in Afghnistan, impegnava ogni personale risorsa nell'assolvimento del compito assegnato, in un contesto ambientale caratterizzato da vuoto istituzionale ed elevatissimo rischio, proveniente da sommerse sacche di ostilità. Lo spirito di abnegazione, il consapevole sprezzo del pericolo e la straordinaria professionalità costantemente testimoniati, contribuivano in maniera decisiva al perseguimento degli scopi della rischiosa missione, esaltando, il prestigio dell'Italia, delle Forze Armate dell'Arma dei Carabinieri.
Afghanistan, 13 marzo - 28 maggio 2003
- Maresciallo Ordinario CC Filippo Zollo: «Cavaliere». Comandante di Squadra Carabinieri di Polizia Militare, nell'ambito della missione «Enduring Freedom» in Afghanistan, impegnava ogni personale risorsa nell'assolvimento del compito assegnato, in un contesto ambientale caratterizzato da vuoto istituzionale ed elevatissimo rischio, proveniente da sommerse sacche di ostilità. Lo spirito di abnegazione, il consapevole sprezzo del pericolo e la straordinaria professionalità costantemente testimoniati contribuiovano in manioera decisiva al perseguimento degli scopi della rischiosa missione, esaltando il prestigio dell'Italia, delle forze Armate e dell'Arma dei carabinieri.
Afghanistan, 26 febbraio-10 giugno 2003
















