Mercoledì 25 Febbraio 2026 | 20:53

Dopo la tragedia di Crans Montana parlano gli operatori pugliesi: «La vera emergenza sono i locali abusivi»

Dopo la tragedia di Crans Montana parlano gli operatori pugliesi: «La vera emergenza sono i locali abusivi»

Dopo la tragedia di Crans Montana parlano gli operatori pugliesi: «La vera emergenza sono i locali abusivi»

 
alessandra colucci e viviana minervini

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alessandra colucci e viviana minervini

Dopo la tragedia di Crans Montana parlano gli operatori pugliesi: «La vera emergenza sono i locali abusivi»

I consigli degli addetti ai lavori: «ecco come prevenire i pericoli»

Sabato 03 Gennaio 2026, 08:00

Il rischio più serio contro il quale occorre combattere perché tragedia come quella del locale Le Costellation, nella cittadina di Crans-Montana in Svizzera non si ripetano? Gli operatori pugliesi del settore sono concordi: l’abusivismo.

Pasquale Dioguardi, presidente Cna Bari per il settore Sale da ballo e discoteche e componente della commissione di Pubblico spettacolo, non ha dubbi: «Portiamo avanti una battaglia continua nei confronti dei locali abusivi». «C’è una media di due esposti a settimana sui locali abusivi, su Bari e provincia, siamo molto sensibili al tema della sicurezza nei locali da ballo. I nostri locali associati hanno le autorizzazioni, hanno subito le verifiche, da parte della Commissione di pubblico spettacolo, sia della parte statica che di quella legata alla sicurezza». Il tema della sicurezza, dunque, è evidentemente dirimente per i gestori, molto meno per i fruitori: chi frequenta un locale, soprattutto se giovanissimo, può non rendersi conto della presenza o meno dei permessi. Come difendersi? «Ci si difende chiedendo prima di tutto se il locale è di pubblico spettacolo con autorizzazione rilasciata dal Comune, anche per gli eventi privati» sottolinea Dioguardi. «Magari occorrerebbe anche chiedere il Certificato di prevenzione incendi - continua - e un cliente può essere informato in questo senso. Per come la vedo io, lo farei indicare nel contratto di affitto o nell’acquisto del biglietto. La Cna ha chiesto al Comune di Bari un osservatorio e un coordinamento contro le attività abusive. La richiesta di questo osservatorio nasce proprio dalla necessità di essere d’aiuto». Per Dioguardi è fondamentale che i locali siano dotati di «uscite di sicurezza e di personale addetto alla sicurezza, necessario per affrontare gli attacchi di panico».

Savino Bartolomeo (Riva Club), come molti altri operatori del settore, dichiara di essere particolarmente colpito dalla tragedia in Svizzera, «è normale che chi fa il nostro mestiere si senta toccato, ci immedesimiamo e siamo empatici, perché siamo abituati a gestire strutture piene in ogni momento». Sul tema sicurezza rileva che «ormai si tratta di processi vivi che si evolvono e vanno monitorati in base a come si evolve il mercato. Il fatto umano ormai è diventato indispensabile, occorre fare formazione del personale, stabilire la chiarezza dei ruoli quando c’è un’emergenza e la capacità di decidere cosa fare sotto stress. Per questo io dico sempre che, in emergenza, non deve improvvisare chi è bravo ma deve agire chi è preparato. Occorre seguire protocolli precisi, abbiamo grandi responsabilità. Non serve il certificato appeso al muro, serve che chi lavora nel locale sia in sicurezza e così gli ospiti».

E ORA SI ACCENDONO I RIFLETTORI SULLE FESTE BARESI

Dopo la tragedia di Crans-Montana, i riflettori si accendono anche su quanto accade a Bari. In città e nell’area metropolitana non mancano feste giovanili organizzate in ville, case, locali dismessi e masserie di campagna, spesso in nero, tra alcol e droghe. A fine anno, ad esempio, centinaia di ragazzi sono stati stipati in strutture improvvisate. Chi controlla? L’organizzazione ruota attorno a reti informali, con artigiani che - per arrotondare - reclutano camerieri, dj, barman e addetti alla sicurezza, promuovendo gli eventi attraverso catene WhatsApp. Paghe e biglietti viaggiano fuori da ogni regola, con turni massacranti e molti partecipanti, soprattutto studenti fuorisede. Un sistema comodo per molti, forse per troppi: l’altro volto del divertimento.
Su questo scenario interviene Nicola Pertuso, FIPE Confcommercio Puglia: «Da sempre segnaliamo chi opera senza autorizzazioni, soprattutto sul fronte della prevenzione incendi. La normativa è complessa e richiede impianti antincendio, materiali ignifughi, uscite di emergenza e sistemi adeguati di aerazione, con costi elevati», spiega. Quando però si sottraggono clienti ai locali regolari organizzando feste in scantinati o strutture improvvisate, «non solo si danneggiano gli imprenditori professionali, ma si mettono a rischio vite umane».

Secondo Pertuso il fenomeno viene spesso sottovalutato. «Non si tratta solo di discoteche abusive: parliamo di bar con scantinati arrangiati, ristoranti, locali abbandonati o ville utilizzate senza alcuna autorizzazione di pubblico spettacolo e senza prevenzione incendi». FIPE presenta regolarmente esposti e collabora con le forze dell’ordine. «Quando le segnalazioni arrivano in tempo, molte iniziative vengono bloccate, ma tante feste vengono organizzate all’ultimo momento e restano invisibili».
Tra le proposte dell’associazione c’è l’introduzione di una targa obbligatoria all’ingresso dei locali, come nei Paesi anglosassoni, che indichi la capienza autorizzata. «Oggi i giovani assimilano un locale abusivo a una discoteca e non sanno che, in caso di emergenza, potrebbero trovarsi intrappolati». Mettersi in regola, però, non è semplice. «Gli adempimenti sono complessi e costosi, per questo chi opera nell’illegalità spesso ignora le regole», aggiunge, ribadendo l’appello a genitori e famiglie affinché vigilino sui luoghi frequentati dai figli.

Sul tema è intervenuto anche il senatore Filippo Melchiorre, che dopo la tragedia svizzera ha chiesto una ricognizione straordinaria dei locali notturni di Bari e dell’area metropolitana. In una lettera inviata a Comune, Prefettura, Commissione di Vigilanza e Vigili del Fuoco, il parlamentare sollecita controlli immediati su discoteche e spazi occasionalmente adibiti a eventi. Tra le priorità indica il divieto di fuochi pirotecnici in ambienti chiusi, la verifica delle uscite di sicurezza, dei materiali ignifughi e dei controlli antincendio aggiornati, oltre alla regolarità degli spazi utilizzati per serate con prevendita.
Un’urgenza condivisa anche dal mondo delle imprese. «Negli ultimi dieci anni i locali da ballo ufficiali si sono dimezzati», conclude Pertuso. «Pesano la crisi economica, l’inflazione, ma soprattutto il fatto che oggi si balla ovunque: bar e ristoranti si trasformano in piste improvvisate». Un tempo per aprire una discoteca servivano investimenti ingenti; oggi, con attrezzature a basso costo, chiunque può improvvisare. «È un capovolgimento totale del sistema del ballo, e senza controlli il prezzo più alto rischiano di pagarlo i ragazzi».

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