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Autonomia differenziata, Capone: «così il governo dichiara guerra al Sud». Le reazioni

Autonomia differenziata, Capone: «così il governo dichiara guerra al Sud». Le reazioni

Autonomia differenziata, Capone: «così il governo dichiara guerra al Sud». Le reazioni

 
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Autonomia differenziata e credito di imposta: colpi al cuore del Sud

Il commento della presidente del Consiglio Puglia Capone e le parole della Cgil Puglia: aumenta diseguaglianze nei territori

Venerdì 03 Febbraio 2023, 19:54

19:55

BARI -  L’autonomia è una «dichiarazione di guerra al Sud»: lo sostiene la presidente del Consiglio regionale pugliese, Loredana Capone. «Il disegno di legge del ministro Roberto Calderoli - scrive su Facebook - è stato approvato ieri in Consiglio dei Ministri. Adesso chi ha più soldi e più servizi potrà averne ancora di più e chi, invece, ne ha di meno è destinato a restare ancora più indietro». «I livelli essenziali delle prestazioni - aggiunge - saranno definiti da una cabina di regia attraverso un Dpcm, il Parlamento, totalmente escluso da ogni confronto e discussione, non potrà fare altro che ratificare, ovvero, prenderne atto, e questo si aggiunge l’invarianza di spesa perché la riforma, che pure mette come condizione base l’individuazione dei Lep, non prevede nessuna spesa pubblica aggiuntiva per lo Stato». «Saranno le Regioni, infatti, a dover fare fronte alle nuove spese utilizzando il proprio gettito fiscale. In sostanza - sottolinea - la ripartizione delle risorse non avverrà su base nazionale a seconda delle necessità collettive dei territori ma sarà affidata alla contrattazione diretta con le singole regioni». Secondo Capone «una pagina politica tra le più brutte che il nostro Paese abbia mai conosciuto, realizzata dal governo in tutta fretta prima di un confronto approfondito con la Conferenza Stato Regioni e con le forze economiche e sociali, e soprattutto prima di individuare e impegnare le risorse necessarie a garantire i livelli essenziali delle prestazioni, e si parla, per iniziare, di oltre 60 miliardi». Per la presidente si tratta di una «dichiarazione di guerra al Sud». 

«Fermiamo l’autonomia differenziata». E' quanto dichiara in una nota la Cgil Puglia che «chiama alla mobilitazione lavoratori, cittadini, istituzioni e forze sociali e culturali». «L'approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge sull'autonomia differenziata - riferisce il sindacato - rappresenta un fatto politicamente grave nella direzione di aumentare le disuguaglianze sociali e territoriali nel Paese anziché provare a contrastarle che, come abbiamo denunciato sin da subito, rischia di colpire pesantemente i servizi pubblici delle regioni del Mezzogiorno, dalla sanità ai trasporti all’istruzione in quella che efficacemente è stata definita 'secessione' dei ricchi». «Non è questo ciò di cui la Puglia, il Sud e l’Italia hanno bisogno in questo momento. Servirebbero - sottolineano dal sindacato - invece politiche industriali, investimenti su infrastrutture sociali e materiali che garantiscano pari diritti su tutto il territorio, buona occupazione». Per questo la Cgil Puglia propone «a lavoratori, cittadini, istituzioni, a tutte le forze sociali, politiche e culturali della Puglia di condividere e sostenere il nostro percorso di mobilitazione. Dobbiamo far sentire la nostra voce».

LE REAZIONI IN ITALIA

È ancora muro contro muro sull'autonomia differenziata, con il centrodestra che parla di riforma storica e il Pd che definisce il testo «spacca Italia».
Lo scontro, però, non è solo tra maggioranza e opposizione: all’indomani del varo del disegno di legge si apre una crepa anche dentro il governo, in particolare sulla sanità, tra il ministro Orazio Schillaci e il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.
Il primo, tecnico di area FdI, lancia un monito chiedendo che le Regioni siano in qualche modo «guidate dal Ministero della Salute» che, a suo dire, deve avere «non solo un potere di indirizzo e distribuzione dei fondi ma deve anche sostenere un meccanismo virtuoso insieme alle Regioni per capire chi lavora meglio e aiutare chi è in difficolta o non riesce a lavorare così bene». Di tono assai diverso l’intervento di Salvini: «Se in alcune Regioni il livello di assistenza sanitaria è scadente, non è per l’autonomia, che non c'è, è per l’incapacità di alcuni governatori, penso a De Luca ed Emiliano, che - attacca - chiacchierano e per anni non hanno fatto nulla».
Al di là del tema specifico, l’appello dal sapore 'centralistà di Schillaci, in qualche modo, rappresenta bene lo sforzo che sta facendo Fratelli d’Italia per garantire il proprio elettorato meridionale sul fatto che questa riforma, fortemente voluta dalla Lega, non aumenterà in alcun modo i divari esistenti tra Nord e Sud. In tal senso si inseriscono le parole rassicuranti del ministro Francesco Lollobrigida, molto vicino alla premier Giorgia Meloni: «Il nostro partito - spiega - nasce dalla coesione nazionale, un partito radicato e forte al sud. Potrebbe mai approvare un testo di legge che produce quell'effetto? Sarebbe un pò un suicidio».
Ma a parte i dissapori interni al centrodestra, la polemica tra maggioranza e tutte le opposizioni resta fortissima, uno scontro reso ancora più violento dal clima pre-elettorale, a una settimana dal voto in Lombardia e nel Lazio. Piero Fassino lo denuncia in modo esplicito: «Il governo - attacca l’ex leader dei Ds - vuole imporre un centralismo regionale spezzettato, disorganico che crea disuguaglianze e divide il Paese. Uno specchietto per le allodole per raccattare qualche voto per le elezioni regionali». Secondo il dem, Francesco Boccia, «il governo si è piegato alla peggior Lega. Quella di Fontana e Calderoli non è l’autonomia prevista dalla Costituzione ma quella deteriore contro l’uguaglianza, la scuola pubblica e la sanità pubblica; per loro autonomia coincide con privatizzazione dei servizi».
Anche il governatore della Puglia, Michele Emiliano lega questo testo all’esito del voto, in particolare quello lombardo: "Se la Lega va sotto il risultato di Fratelli d’Italia in Lombardia - afferma - cambiano gli assetti interni al Governo in maniera ancora più negativa per la Lega e FI. Temo e spero che dopo le regionali in Lombardia questo discorso sull'autonomia possa estinguersi».
Netta la bocciatura da parte dei Cinque Stelle: l’ex ministro Stefano Patuanelli defenisce il ddl «un’altra porcata di Calderoli». Anche il leader di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni attacca frontalmente il partito di Salvini, osservando che «con l’approvazione dello 'Spacca Italià, il partito della Meloni ha ceduto alle scempiaggini della Lega, che finalmente potrà impugnare la bandierina dell’autonomia delle Regioni». Severo infine Davide Faraone, deputato di Azione-Italia Viva, secondo cui «alla Meloni piace regalare giocattoli ai suoi ministri. Li lascia giocare, li fa girare a vuoto e li fa ripartire sempre dal via»

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