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In Puglia e Basilicata

Estate

I meteorologi: saranno due settimane di afa, 27 città bollenti in tutta Italia

Caldo e afa in Puglia, weekend di fuoco con picchi di 37 gradi

foto d'archivio

Cresce l'allerta: il Sud nella morsa del caldo, al Nord è allarme siccità

23 Giugno 2022

Redazione Primo Piano

Continua a salire l’allerta caldo in Italia: sono infatti 7, dopo le 2 di ieri e le 4 di oggi, le città che venerdì sono da bollino rosso, quelle dove le alte temperature sono un rischio per tutta la popolazione. Mentre le previsioni parlano di due settimane, le prossime, da record per i livelli raggiunti dalla colonnina di mercurio in 27 centri urbani.

Ieri l’allerta più alta ha riguardato Bologna e Bolzano cui si aggiungeranno, oggi, Firenze e Perugia. Venerdì il massimo livello di rischio caldo è previsto a Bologna, Bolzano, Campobasso, Firenze, Perugia, Pescara e Rieti. Oltre ai bollini rossi, aumentano anche quelli arancioni (rischio salute per i più fragili): ieri erano 6 (Campobasso, Firenze, Perugia, Pescara, Rieti e Roma), oggi e domani 9. «Le ultime proiezioni - spiega Lorenzo Tedici, meteorologo de ILMeteo.it - indicano che l’anticiclone Caronte vuole infuocare lo Stivale fino al 4-6 luglio, con la prossima settimana ancora più calda di quella appena iniziata. Prepariamoci quindi a 2 settimane di caldo eccezionale senza tregua». Magra consolazione, la pioggia in alcune zone del Nord: nel bellunese si è verificato un forte temporale di grandine, pioggia e vento, che ha richiesto gli interventi dei Vigili del Fuoco. Prime gocce di pioggia sono cadute ieri a Milano, ma intanto la siccità sta mettendo in ginocchio tutto il Nord.

Lo stato d’emergenza arriverà, ma al momento è un contenitore da riempire. La Conferenza delle Regioni ha incontrato il capo della protezione civile Fabrizio Curcio, per definire i dettagli operativi: non è semplice perché non è del tutto chiaro quello di cui ci sarà bisogno nelle prossime settimane, visto anche che le previsioni meteo non autorizzano a pensare a un inversione di tendenza. «Stiamo ragionando sui parametri tecnici per andare incontro alle richieste - ha detto Curcio, al termine dell’incontro - ricordiamoci che lo stato d’emergenza serve a fare delle cose. Si sta lavorando per definire quali sono le attività che seguono allo stato di emergenza, che non è un’idea, ma consiste in una serie di azioni che vanno fatte. Ci stiamo lavorando».

Attilio Fontana, presidente della Lombardia, una delle regioni maggiormente in difficoltà, ha detto che la situazione non è mai stata grave come quest’anno. Le Regioni hanno ribadito la necessità di lavorare su due fronti: da una parte garantire l’irrigazione e l’idropotabile, ovvero l’acqua che arriva dai rubinetti nelle case, dall’altra mettere in cantiere una serie di iniziative strutturali, chieste in particolare dal presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, per non passare ogni estate degli anni a venire in emergenza, visto che il cambiamento climatico lascia supporre che non si tratti di un’estate eccezionale, ma che diventi più o meno la regola.

Il ministro delle politiche agricole Stefano Patuanelli ha auspicato un percorso che vada verso l’obbligo assicurativo per il settore agricolo, anche perché, secondo le prime stime delle associazioni di categoria, le perdite economiche saranno ingenti e finiranno inevitabilmente per riflettersi sui prezzi sugli scaffali dei supermercati. Nel bacino del Po, intanto, ogni giorno che passa senza precipitazioni significative, aggrava i problemi. Una delle questioni che, allo stato, preoccupa maggiormente è quella relativa all’approvvigionamento idrico delle case. Alcune aree del Piemonte, della Lombardia e dell’Emilia-Romagna sono osservate speciali e moltissimi Comuni hanno già emesso delle ordinanze che vietano l’uso dell’acqua per gli scopi non indispensabili. Il Comune di Cuneo, per precauzione, ha deciso di chiudere le fontane pubbliche, mentre rimarranno in funzione le fontanelle delle aree verdi.

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