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L'intervista

«Con lo “ius scholae” aperture scriteriate»

«Con lo “ius scholae” aperture scriteriate»

Sasso (Lega): «La sinistra pensa all’ideologia non all’Italia»

17 Marzo 2022

Michele De Feudis

La maggioranza che sostiene il governo Draghi si divide sul tema dei diritti di cittadinanza per i figli degli stranieri. Il provvedimento che introduce lo ius scholae, proposto dal deputato barese Giuseppe Brescia (5S), è stato votato dal centrosinistra e da Fi in Commissione, mentre Fdi e Lega si sono opposti. Sul fronte Carroccio la «Gazzetta» ha raccolto l’opinione del sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso.

Onorevole, cosa non la convince della proposta di legge sullo «ius scholae»?

«Innanzitutto la tempistica: con una guerra nel cuore dell'Europa e con gli italiani alle prese con il caro carburante, l'inflazione e gli aumenti delle bollette, non ha senso impantanare il Parlamento in una discussione sulla cittadinanza. La legge attuale garantisce ai minori stranieri residenti in Italia tutti i diritti, a cominciare da quelli fondamentali all'istruzione e alle cure sanitarie. Il progetto della sinistra, abbastanza scoperto direi, è di piantare una bandierina ideologica e, subito dopo, aprire la strada a un nuovo tentativo di imporre il Ddl Zan (il deputato dem mi ha anche attaccato sui social). In questo momento di tutto c'è bisogno tranne che di altre fibrillazioni all'interno della maggioranza. Occupiamoci dei reali bisogni dei cittadini italiani».

È una ipotesi legislativa che si muove sulla falsa riga del precedente dibattito sullo «ius soli»?

«Tecnicamente si vuole legare l’ottenimento della cittadinanza alla frequenza scolastica, ma sostanzialmente si sta cercando di allargare in modo scriteriato la platea dei possibili beneficiari. Mettiamo il caso di un minorenne diventato cittadino italiano che però ha un padre cittadino straniero che perde il lavoro e, di conseguenza, il permesso di soggiorno: il genitore dovrebbe lasciare il Paese ma, logicamente, prevarrebbe la tutela del minore e l'unità familiare. Ecco che, di fatto, dando la cittadinanza al ragazzino la si estenderebbe a tutto il nucleo». 

Il Carroccio ha solidarizzato con i profughi ucraini. Bastano le leggi attuali per accoglierli ed eventualmente integrarli?

«Ci troviamo di fronte a un evento eccezionale, quindi accanto agli strumenti ordinari bisogna prevederne alcuni straordinari. Accogliere non basta: queste persone vanno inserite nelle nostre comunità in modo che possano vivere questo periodo in Italia, breve o lungo che sia, nella massima serenità possibile. Come ministero dell'Istruzione siamo al lavoro proprio per trovare le soluzioni migliori a garanzia del diritto allo studio dei minori che stanno arrivando».

La Lega osteggia la pdl di Brescia. E’ un tema, questa proposta, dell’accordo sul governo Draghi?

«Il Governo di unità nazionale è nato per gestire l'emergenza pandemica, predisporre i progetti del Pnrr e rilanciare la nostra economia. I temi divisivi, ideologici non rientrano nel programma dell'esecutivo. Qualcuno, però, continua a fare il furbo e a provarci lo stesso».

L’opposizione al provvedimento riunisce il centrodestra tradizionale o ci sono ambienti moderati o centristi della coalizione che voteranno a favore?

«Forza Italia ha già votato a favore, facendo in modo che il provvedimento passasse l'esame in commissione. Vedremo come si comporterà in aula».

La crisi energetica mette a rischio la produzione di molte fabbriche pugliesi. Le soluzioni della Lega?

«Va programmato immediatamente un intervento che blocchi l'aumento vertiginoso dei carburanti. Stiamo chiedendo di tagliare le accise e l'Iva su benzina e gasolio, che incidono in maniera pesantissima sul costo finale per chiunque faccia rifornimento, e di arrestare l'intollerabile spirale speculativa da parte di alcune compagnie.  Questo servirà a tamponare la situazione, ma è ovvio che sul medio-lungo periodo bisogna ripensare il modello italiano per quanto riguarda l'approvvigionamento di materie prime. Su questo mi pare che il presidente Draghi si sia già cominciato a muovere».

Il governo Emiliano ha cambiato assessori alla Sanità e alla Cultura. C’è una musica diversa? Le tante inchieste sui collaboratori del governatore?

«Parleranno i fatti. Se il direttore è sempre lo stesso… Gli indagati sono sempre innocenti fino al terzo grado di giudizio, ma cominciano a essere troppe le inchieste che riguardano le persone vicine al presidente».

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