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Quel male che «cova» sotto la pelle

Quel male che «cova» sotto la pelle

Tumori cutanei, 40 casi al giorno: come prevenirli e curarli. Occhio a macchie ed esposizioni solari

10 Giugno 2022

Nicola Simonetti

Achtung sole, mare, spiaggia e scottature e controllare le loro conseguenze persino tumorali. Attenzione al cancro mammario riservandogli puntuali screening e diagnosi anticipate.

Le ustioni solari, nonostante le creme anti UV siano ormai alla portata di tutti, sono ancora un fenomeno diffuso: più del 65-70% della popolazione totale riferisce almeno un’ustione da sole tra infanzia ed adolescenza. L’organismo non lo dimenticherà mai. Sotto la pelle cova la minaccia del melanoma o altro tumore cutaneo. Bisogna prevenire, fare attenzione.

Il dott. Gennaro Palmiotti, direttore reparto oncologia medica «don Tonino Bello» dell’Istituto oncologico «Giovanni Paolo II» di Bari, raccomanda prudenza e dedica una sessione del «Focus su tumori cutanei e della mammella» (inizio 14 giugno ore 8,30, hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci), a questi temibili tumori che possono impiantarsi su questi «ricordi cutanei», vecchi o recenti.

Il melanoma è tumore temibile che colpisce, ogni anno, oltre 14.000 italiani (una quarantina al giorno) e, negli ultimi anni, è aumentato dell’8% annuo. «Oggi – dice Palmiotti – questo tumore è stato ammansito grazie alle terapie avanzate, sofisticate biologiche ed immunologiche più complesse. A distanza di 6 anni dalla diagnosi di melanoma metastatizzato (il peggiore), il 50% dei soggetti trattati può essere classificato “lungosopravvivente”, avvicinandosi alla guarigione completa. Il nostro Istituto oncologico “Giovanni Paolo II”, a Bari, dedica particolare interesse a questi tumori con ricerca, diagnosi e terapia di avanguardia in reparto dedicato, diretto dal dr Michele Guida (che parteciperà al “Focus”)».

Attenzione puntata anche su altri due tipi di tumore cutaneo: i basocellulari e gli spinocellulari, autentici drammi anche del recente passato ed ora non più tali. I carcinomi basocellulari originano dalle cellule basali di strato più profondo epidermico; gli spinocellulari dalle cellule più superficiali dell'epidermide. Ambedue rappresentano la quasi totalità (oltre il 99 per cento) dei tumori della pelle non melanomatosi.

Le fasi iniziali sono subdole e facilmente questi cattivi tumori mostrano la faccia buona che non desta allarme che, invece, dovrebbe scattare subito: comparsa o cambio di aspetto di qualche lesione o macchia sulla pelle: per gli spinocellulari: noduli o aree con bordi più alti e depressione centrale, talvolta ulcerati; I basocellulari: piccoli noduli di aspetto perlaceo o chiazze di colore rosa, aumentano lentamente di dimensione.

Ulcerazioni, piaghe anche ampie erano lo spettro che, grazie ai nuovi farmaci ed alla maggiore attenzione della popolazione, si vedono raramente. «Constatiamo, con orgoglio, che la ricerca, l’immunoterapia specifica, i farmaci biologici ci hanno consentito passi da gigante.

In presenza di questi segni, urge visita di medico di fiducia e dermatologo. Una tavola rotonda - continua il dr Palmiotti - ci dimostrerà la necessità di prevenzione primaria: difendersi dal sole amico-nemico tenendo presente anche la minore difesa naturale di soggetti a pelle chiara, biondi, con elevato numero di nei, pregresse ustioni solari, familiarità. Essi devono essere controllati almeno 1 volta l’anno. I nei possono essere valutati dallo specialista usando il provvidenziale dermoscopio. Il “brutto anatroccolo” va smascherato il prima possibile ed oggi si può».

Il cancro della mammella, invece, colpisce 1,8 milioni/anno di donne nel mondo (quasi 5.000 al dì); in Italia, oltre 54.000 (150/die). Soprattutto questo tumore si è avvalso di screening e trattamenti sempre più moderni che lo hanno reso meno invasivo con minore mortalità.

«Il congresso – conclude Palmiotti – porrà a contatto l’esperienza della senologia (direttore prof. Riccardo Masetti) dell’ospedale policlinico Gemelli di Roma, che ha ottenuto il massimo dell’accreditamento di qualità, con la nostra che è su questa strada e punta all’eccellenza. L’impegno e le capacità elevati, del direttore generale, avv. Alesandro Delle Donne, la collaborazione delle equipe sanitarie sono presagio di ulteriori affermazioni».

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