Continua sul sito della Gazzetta del Mezzogiorno la rubrica «9 mesi, il podcast per i genitori»: un progetto nato da un'idea di Anna Algardi, ostetrica e consulente professionale nell'allattamento materno, che con una serie di puntate è pronta a dipanare dubbi e perplessità dei neogenitori.
Oggi parleremo di trattamento chirurgico della diastasi addominale con la Prof.ssa Elia Rossella, chirurgo plastico.
La diastasi addominale è l’allontanamento dei muscoli retti dell’addome dalla linea mediana.
Spesso è la donna stessa ad accorgersene, notando un rigonfiamento addominale persistente, soprattutto dopo una o più gravidanze.
Durante la visita specialistica, il chirurgo plastico effettua un attento esame obiettivo per valutarne la presenza e l’entità. A supporto della diagnosi possono essere richiesti esami strumentali come ecografia, risonanza magnetica (RMN) o TAC, utili a quantificare la separazione e ad avere un quadro completo della parete addominale per programmare correttamente l’intervento.
L’intervento chirurgico può essere eseguito anche con copertura del SSN quando la diastasi supera i 4–5 cm o se sono presenti sintomi funzionali associati, come lombalgia, senso di instabilità del core o incontinenza. Non si tratta solo di una questione estetica, ma spesso di un problema funzionale che può incidere sulla qualità di vita.
In questa puntata facciamo chiarezza su diagnosi, indicazioni chirurgiche e possibilità di trattamento.
















