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C'è un Bari che chiede spazio: Vivarini tiene le porte aperte

C'è un Bari che chiede spazio: Vivarini tiene le porte aperte

I "vecchi" Neglia e Floriano in prima linea per scalare posizioni

Una spinta che viene da lontano. C’è un... vecchio Bari che vuole provare a conquistare il nuovo allenatore, Vincenzo Vivarini. Già, perché tra i segnali più evidenti trasmessi nei due match disputati sotto la gestione dell’allenatore abruzzese, emerge il contributo degli «eroi» della serie D. Ovvero, il drappello di calciatori confermati dopo aver riportato il Bari tra i professionisti dopo una sola stagione tra i dilettanti. Gli ultimi giorni di mercato (con le partenze di Francesco Bolzoni ed Andrea Feola) hanno ulteriormente assottigliato una flotta che ormai si riduce a soli sei uomini: il portiere Davide Marfella, il difensore e capitano Valerio Di Cesare, il centrocampista Zaccaria Hamlili, gli esterni Samuele Neglia e Roberto Floriano, il centravanti Simone Simeri.

Ebbene, nella vittoriosa trasferta di sabato scorso a Picerno, in quattro su sei erano titolari: Marfella, Di cesare, Hamlili e Simeri. Una quota rappresentativa della vecchia guardia mai così folta dall’inizio del torneo. Curioso, peraltro, il fatto che sia stato il neo allenatore a chiamare a raccolta i «veterani» e non Giovanni Cornacchini che proprio con loro aveva vinto lo scorso campionato. I confermati, però, hanno dato un segnale eloquente a Picerno: nel complesso, sono stati i migliori in campo. Complice l’infortunio di Frattali (che comunque ieri ha ripreso a pieno regime e dovrebbe tornare disponibile per la gara di domenica contro la Cavese), Marfella si è trovato a disputare entrambe le gare in programma dall’avvento di Vivarini. Ebbene, il 20enne napoletano è stato determinante nel blindare il pari con il Monopoli con un’uscita tempestiva su Donnarumma e nel match in Basilicata ha mostrato sicurezza rimanendo imbattuto.

Di Cesare era stato un punto fermo anche con Cornacchini, ma è indubbio che il difensore romano abbia ulteriormente alzato il suo rendimento negli ultimi 180’: a Picerno, in particolare, ha guidato con carisma e prontezza il reparto arretrato fino ad arrendersi ad un dolore alla schiena che, tuttavia, sembra già superato e non pregiudicherà la sua presenza domenica prossima. Quanto ad Hamlili, il centrocampista italo-marocchino era stato escluso una sola volta dalla precedente gestione tecnica, partendo in panchina nel match contro la Reggina (entrò comunque negli ultimi dieci minuti). Vivarini, però, non ha avuto dubbi nel puntare su di lui senza indugio ed il 28enne di Manerbio ha risposto con due prestazioni sopra le righe, confermando di essere tra i centrocampisti più duttili (se la cava indifferentemente da centrale puro e da mezzala) e adatti alla categoria nella pur vasta rosa biancorossa. Per corsa e agonismo, ha pochi omologhi che possano sfilargli i gradi da titolare.

Della rinascita di Simeri, infine, si è già detto: da quasi epurato (escluso da Cornacchini nella trasferta di Francavilla) a match winner sabato scorso, con ottime chance di essere confermato anche contro la Cavese come partener d’attacco di Antenucci. L’altra faccia della medaglia riguarda Floriano e Neglia che con Vivarini non hanno fin qui disputato nemmeno un minuto. I due esterni sono stati penalizzati dal 3-5-2 scelto dal trainer di Ari che, tuttavia, è al lavoro su altre soluzioni tattiche in grado di valorizzarli. Non a caso, Vivarini ha esplicitamente fatto i loro nomi al termine della sfida del «Viviani» ricordando che, pur senza utilizzarli, non vuole rinunciare al loro talento. Perché, nonostante i 18 volti nuovi, il Bari evidentemente ha ancora tanto bisogno dei protagonisti che ne hanno avviato la rinascita.

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