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arrestato imprenditore

Lecce, trovato in flagranza
mentre alterava il vino

vino

RACALE - «Vino adulterato». E un imprenditore di Racale finisce agli arresti. Si tratta di Tommaso Vantaggio, titolare di un’azienda di trasformazione di prodotti agricoli. L’uomo è stato arrestato giovedì dai carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Lecce.
Nel corso del controllo nella sede dell’azienda, situata in contrada Ospina, i carabinieri hanno proceduto al sequestro di due cisterne contenenti una vino bianco e l’altra vino rosso. In tutto, sono stati apposti i sigilli a 390 quintali di prodotto che, secondo gli investigatori, non sarebbe conforme alle norme di produzione vigenti. Sotto sequestro è finito anche l’immobile aziendale.

L’imprenditore risponde di adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari e ora si trova agli arresti domiciliari, in attesa di ulteriori disposizioni dell’autorità giudiziaria. Oggi dovrebbe presentarsi dinanzi al giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Michele Toriello, per esporre la sua versione dei fatti.
Il sequestro probatorio è stato disposto dal sostituto procuratore Donatina Buffelli. L’imprenditore è difeso dall’avvocato Roberto D’Ippolito.

Gli investigatori hanno anche eseguito alcuni prelievi di vino: i campioni, acquisiti materialmente dagli ispettori del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, una volta analizzati potranno fornire informazioni più dettagliate sulle accuse mosse all’imprenditore. Le indagini mireranno anche a verificare se il prodotto sotto accusa sia già stato commercializzato.
Bisognerà vedere se le accuse a carico dell’imprenditore saranno confermate.
Intanto, caso specifico a parte, il fenomeno della sofisticazione rappresenta un duro colpo al buon nome dell’enologia salentina, che attualmente vive un momento di grande successo anche in campo internazionale grazie alla qualità dei vini prodotti.
Nei decenni passati sono stati molti i casi di adulterazione scoperti in tutta Italia. Per fare fronte alle richieste, negli anni Ottanta si diffuse la pratica di aggiungere zucchero al prodotto, per aumentarne gradazione e quantità. Poiché, però, la trasformazione dello zucchero in alcol era lenta, qualcuno passò all’aggiunta di alcol etilico, per causare l’incremento della gradazione. Il «caso» vero e proprio, lo scandalo del vino al metanolo, scoppiò nel 1986: l’ingestione di vino adulterato da alcol metilico causò l’avvelenamento e l’intossicazione di decine di persone, soprattutto nel Nord Italia.

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