Martedì 17 Settembre 2019 | 12:14

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Gasdotto Tap, sassaiola e cariche della polizia al cantiere: 3 feriti

MELENDUGNO - Sassaiole e cariche della polizia si sono verificate al cantiere Tap a San Foca, marina di Melendugno dove si registrano nuove tensioni tra un gruppo di persone - una cinquantina - che si oppone alla realizzazione del gasdotto e le forze di polizia che presidiano la zona. A quanto si è appreso, tre persone - due guardie giurate e una donna, presumibilmente una manifestante 'No tap' - sono rimaste leggermente ferite. Gli scontri sono cominciati poco dopo le 5.30 e continuano a tratti.

Secondo quanto si è appreso, poco dopo le 5.30 un gruppo di attivisti del movimento che si oppone alla realizzazione in loco del terminale del gasdotto, per lo più con i volti coperti, ha dapprima sbarrato l'accesso ai cancelli 4 e 5 del cantiere con delle barriere composte da grate e pietre, poi ha acceso dei falò e, subito dopo l'arrivo delle forze di polizia montanti, ha accerchiato i mezzi, tra cui un pullman del battaglione San Marco dei carabinieri e veicoli dell'istituto di vigilanza privato Alma Roma, impedendo con la forza alle persone che erano a bordo di entrare nel cantiere.

Nell'azione di contenimento messa in atto dalle forze di polizia presenti, tre persone - due guardie giurate e una donna appartenente quest'ultima ai manifestanti - sono rimaste contuse. Il ferimento della donna, trasportata all'ospedale Vito Fazzi in codice verde da un'ambulanza, ha innescato la reazione dei manifestanti che hanno cominciato a lanciare numerose pietre all'indirizzo dell'area cantiere, delle torri faro e dei mezzi presenti, danneggiando alcune auto della polizia, Guardia di Finanza e dell'Alma Roma. I mezzi di Tap con a bordo gli operai che avrebbero dovuto raggiungere l'area cantiere dove proseguono i lavori a scopo preventivo sono tornati indietro. Sul posto ancora in queste ore si registrano nuovi disordini.

SOSPESA ATTIVITA' NEL CANTIERE - E’ stata sospesa ogni forma attività all’interno del cantiere Tap dove ancora adesso gruppi di attivisti continuano seppur sporadicamente a lanciare pietre all’indirizzo delle torri faro. Lo si apprende da fonti interne al consorzio che per motivi di sicurezza, di concerto con la Questura, ha disposto l’allontanamento degli operai presenti all’interno. Si tratta di un numero esiguo, quei pochi che erano riusciti ad entrare nel cantiere durante i disordini avvenuto all’alba. Nel cantiere é presente al momento solo la vigilanza. Secondo quanto denuncia il movimento No Tap, oltre alla donna ricoverata al pronto soccorso in codice verde, ci sarebbe un secondo attivista rimasto contuso mentre prestava soccorso alla donna che sarebbe rimasta incastrata sotto una grata durante l'azione di contenimento della polizia.

AZIENDA DENUNCIA ASSENZA CONDIZIONI SICUREZZA - Dopo i disordini di oggi avvenuti nell’area del cantiere, Tap in una nota denuncia "l'assenza delle condizioni di sicurezza e serenità necessarie per svolgere lavori regolarmente autorizzati, come diretta conseguenza del mancato rispetto della legge e della convivenza civile da parte di una frangia sempre più violenta e lontana da ogni manifestazione di pacifico dissenso».

«Tap - si legge nel comunicato - si trova nuovamente a denunciare i ripetuti atti di violenza che da due giorni impediscono alle maestranze e ai mezzi di entrare al cantiere dove è in corso la realizzazione del pozzo di spinta per la costruzione del microtunnel per svolgere il loro lavoro. Ai blocchi stradali, ai tentativi di sfondamento dei cancelli, alle minacce personali ai lavoratori, si sono aggiunti lanci di pietre, di fumogeni e di altri materiali contundenti contro le forze dell’ordine e le guardie di vigilanza privata. Risultano ferite, seppur in maniera lieve, una funzionaria di pubblica sicurezza e due guardie di vigilanza privata. Sono stati inoltre vandalizzati alcuni mezzi e autovetture». 

Tap esprime «la sua più sentita solidarietà ai feriti impegnati a tutelare l’incolumità dei lavoratori» e «confida nel supporto delle autorità e delle istituzioni per garantire la ripresa dei lavori in adeguate condizioni di sicurezza».

CHIODI E SASSI PER IMPEDIRE ACCESSO AL CANTIERE - «Per impedire il transito di mezzi ed operai al cantiere Tap, sono stati disseminati (lungo le strade che portano all’area, ndr) chiodi a tre punte camuffati sotto piccoli cespuglietti di erba e massi prelevati dai vicini muretti a secco secolari». Lo rende noto la Questura di Lecce in merito ai disordini verificatosi a San Basilio, nell’area del cantiere Tap.

«Il blocco è stato compiuto con un’azione violenta perché gli attivisti - si legge nella nota- in più punti del cantiere e in più momenti hanno preso di mira le forze dell’ordine con delle sassaiole, costringendole a ripararsi nelle proprie auto di servizio». Questo non avrebbe consentito la movimentazione delle maestranze, ritardando il cambio delle pattuglie dell’Alma Roma e delle forze di polizia che sarebbero quindi state «sequestrate - secondo quanto riferisce la Questura - all’interno del cantiere stesso dal momento che tutte le strade erano inaccessibili per la presenza sulla sede stradale di chiodi e sassi».

Chiodi e sassi, secondo quanto denuncia la nota diffusa dalla Questura, presenti già dalla giornata di ieri tanto da richiedere l’intervento della polizia locale di Melendugno, competente in materia di viabilità sulle strade comunali, per la rimozione degli ostacoli posti dagli attivisti sulle vie adiacenti il cantiere ma che però sarebbero stati rimossi solo dopo i fatti di questa mattina. Gli investigatori sono al lavoro per identificare i responsabili, «soggetti già noti perché recidivi», tra cui «ci sarebbero anche appartenenti all’area antagonista». 

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