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Cittadini in strada per protesta
nel giorno della festa patronale

Non vogliono il compattatore di rifiuti vicino le loro abitazioni

Cittadini in strada per protesta nel giorno della festa patronale

di ANGELO MORIZZI
BERNALDA - Un compattatore mobile in una zona residenziale, densamente abitata, a ridosso del campo sportivo. Protestano i cittadini dell’area, che hanno deciso di far sentire la loro voce, organizzando un presidio spontaneo di protesta, proprio nel luogo dove è stato collocato, dal Comune, il mezzo tecnico per la raccolta differenziata: nel piazzale sottostante il serbatoio dell’Acquedotto.
«Chiediamo che il compattatore sia trasferito nella sua area di competenza, in zona Pip – sottolinea Nunzio Bruno –. Il perimetro urbano tra le vie Ghidoni, Parri, Mastroliscianni e viale Berlinguer versa nel degrado più assoluto da quando il Comune, attraverso la Teknoservice, ha deciso di stoccare parte dei rifiuti raccolti, in pieno centro abitato». Tutto intorno buste, plastiche e scarti organici vari, inondano il terreno, infestando di sgraditi odori il circondario, caratterizzato da erbacce e arbusti. Molte le donne che hanno aderito alla protesta. Rosaria D’Auria e Anna Guida segnalano tutta la loro stanchezza. «Non ce la facciamo più – dicono –. Odori nauseanti, rumori molesti dei mezzi in azione, rifiuti lasciati a terra e i cani che infieriscono, trasportando la sporcizia ovunque, fino ai giardini delle nostre case».
Secondo Rocco Favale «ci sono altre zone di Bernalda, lontane dalle abitazioni, che potrebbero essere utilizzate per lavorare col compattatore. I mezzi comunali, inoltre, perdono olio, lasciando scie nere e maleodoranti sull’asfalto». Cosimo Lemma ricorda che «al tempo dei cassonetti, in questa zona già si parlava di discarica a cielo aperto. Adesso che vige la raccolta differenziata è ancora peggio».
Mentre stazioniamo tra i manifestanti, arriva un giovane che scarica dalla sua auto una busta di rifiuti organici. Pensa di poterla riversare nel camion compattatore. Sembra forestiero e rimane quasi allibito quando gli viene detto che il mezzo mobile non è un cassonetto e non va utilizzato per le utenze private. «È una storia che si ripete ogni giorno – asserisce Maria Luisa Gangai –. Abito a pochi metri da qui. E spesso mi devo confrontare aspramente con chi non rispetta le regole. Poi ci si mette anche il Comune coi suoi camion mattutini. Insomma, la situazione è diventata insostenibile». Emanuele Disantis è arrabbiato: «Non possiamo più convivere con questa situazione di degrado – dice –. Ci faremo sentire per convincere gli amministratori a delocalizzare il compattamento dei rifiuti».

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