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emergenza rifiuti

Impianti per il compost
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si guarda al Nord Italia

Si punta a evitare il blocco del conferimento della frazione umida

rifiuti

di PIERO BACCA

LECCE - Ore decisive per trovare una soluzione al blocco del conferimento della frazione organica negli impianti di compostaggio pugliesi. A pochi giorni dall’elezione, il sindaco Carlo Salvemini si trova ad affrontare l’immancabile “grana” estiva nella gestione dei rifiuti. L’impianto “Bioecoagrim” di Lucera, che accoglieva una parte della frazione organica prodotta dal capoluogo, sarà fermo fino al 15 settembre per necessarie manutenzioni; indisponibile pure l’impianto “Tersan” di Modugno, dove Lecce conferiva un’altra quota delle 450 tonnellate di frazione umida prodotte settimanalmente nel territorio.

L’emergenza è scattata il primo luglio scorso, ed ora la frazione organica già raccolta in città è stoccata ancora nei camion. Solo una minima parte può essere smaltita in Puglia. Ma non è sufficiente. Le speranze sono ora affidate ad un impianto del Settentrione che la Regione ha indicato ieri ai tecnici leccesi nel corso di una riunione tenuta a Bari.

«Una riunione - spiega il resposnabile del settore Ambiente, Fernando Bonocuore - alla quale hanno preso parte i gestori degli impianti di compostaggio ed il commissario dell’Agenzia regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandagliano. La Regione ha preso atto dell’impossibilità per queste strutture di ricevere altri rifiuti, perché già sature».

Resta l’impianto della ditta “Aseco” di Ginosa che ha una capienza molto ridotta rispetto alle altre strutture e non può far fronte alle esigenze di Lecce. Ma il problema non è solo salentino. Molti altri comuni pugliesi del barese e del foggiano, tra i quali San Severo - che conferiva nella Bioecoagrim - stanno attraversando delle difficoltà a causa della saturazione o della scarsa capacità delle strutture rimaste attive.

«E’ da tempo che ribadiamo che gli impianti esistenti sono insufficienti, ed ora molti sono anche indisponibili fino alla metà di settembre - spiega Bonocuore - così ho fatto delle ricognizioni anche in Calabria, in Molise e Basilicata. Ma il risultato è sempre lo stesso. Non c’è disponibilità. La Regione ci ha indicato un impianto del Nord ed ora ci metteremo in contatto con i titolari per organizzare l’eventuale conferimento. Abbiamo preparato anche la richiesta di un preventivo sulla tariffa».

Quanto ai costi, però, si dovrà attendere una risposta. E l’auspicio è che la Regione possa fare farsi carico di almeno una parte dei maggiori costi che si sosterranno per il trasporto dei rifiuti oltre i confini pugliesi.

«Stiamo cercando di fare tutto il possibile - sottolinea Bonocuore - ma certamente trovare una soluzione è un impegno non facile». Ancora una volta, insomma, la carenza di impianti e la filiera incompleta nel ciclo di smaltimento rischiano di produrre disagi proprio quando Lecce ed il Salento si preparano ad accogliere l’ondata dei vacanzieri.

Ieri sera, intanto, si è tenuta a Palazzo Carafa una nuova riunione alla quale ha partecipato anche il sindaco Carlo Salvemini. E già questa mattina potrebbero esserci delle novità sull’individuazione dell’impianto.

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