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Ci sono già alcuni indagati

Gallipoli, ombre sulle elezioni
si indaga per voto di scambio

Un esposto ha messo in moto l'inchiesta: la Gdf è già al lavoro

Gallipoli, ombre sulle elezionisi indaga per voto di scambio

FRANCESCO OLIVA

GALLIPOLI - Il sospetto è che alle amministrative ci sia stata una compravendita di voti. Soldi in cambio della preferenza. Un patto su cui la Procura ha deciso di aprire un’indagine. E qualche nome è già finito nel registro degli indagati.
L’ipotesi, sostenuta da un esposto con nomi e cifre ma anche dalla trascrizione di una intercettazione, è finita in un fascicolo di indagine. Si indaga per voto di scambio. Un’inchiesta blindata. Top secret. Che la raffica di interrogatori, disposti dalla Procura, ha inevitabilmente portato allo scoperto.
Le indagini riguardano il voto per l’elezione del sindaco e il rinnovo del consiglio comunale di Gallipoli. La sfida si è decisa al ballottaggio. Al primo turno, si è votato il 5 giugno, nessuno dei quattro candidati (Flavio Fasano 39.89 per cento; Stefano Minerva 37.37; Sandro Quintana 20,28; Tommaso Giuseppe Provenzano 2,44) ha superato il 50 per cento dei voti. Così il 19 giugno c’è stato il duello fra Fasano e Minerva. L’esito è noto: con una differenza di 280 voti Minerva (5.810 preferenze) si è affermato su Fasano (5.530).
Sulla competizione, adesso, la Procura ha acceso un faro. L’inchiesta (quasi a volere evidenziare quanto delicata sia la materia) è sul tavolo del procuratore Antonio De Donno. Le indagini sono state affidate ai finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura, coordinati dal colonnello Francesco Mazzotta.
A mettere in moto le verifiche è stato un esposto giunto a Palazzo di giustizia. Il mittente non è un misterioso corvo. Non è, infatti, un documento anonimo ma un atto firmato. Un dossier corredato da nomi e somme che sarebbero state versate in cambio del voto. All’esposto, poi, è stata allegata anche la registrazione di una conversazione. Il contenuto, a quanto se ne sa, farebbe riferimento al passaggio di denaro per ottenere consenso elettorale.
Gli accertamenti, adesso, dovranno verificare se la compravendita di voti ci sia stata effettivamente.
Più di dieci le persone che sono comparse davanti ai finanzieri. Sono state verbalizzate le dichiarazioni in qualità di persone informate dei fatti. Dalle scarne indicazioni, invece, nessuno degli indagati sarebbe stato convocato dagli investigatori.
La consegna del silenzio - come si diceva - è assoluta. E lo stesso procuratore, sulla vicenda, non ha fornito indicazioni.
Altri interrogatori sono in programma. Ed è ragionevole supporre che possano comparire anche gli indagati. Del resto, per il voto di scambio, il reato viene contestato sia al candidato che offre soldi o favori, ma anche all’elettore che ricambia la dazione con la preferenza.

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