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Maniaco a Bari

Telecamera nascosta
per «spiare» le donne

Al San Paolo 55enne sorpreso con l'apparecchiatura nel marsupio

Telecamera nascosta  per «spiare» le donne

di Luca Natile

BARI - Il guardone con la telecamera. La sua era diventata una autentica ossessione: lasciar cadere l’occhio nelle generose scollature delle «signorine tutteforme», esplorare con sguardi concupiscenti le curve disegnate da camicette fin troppo aderenti, correre con lo sguardo sotto i risvolti di short e minigonne. Guardone, voyeur, un po’ maniaco, l’uomo, 55 anni, di Palese, è stato fermato dagli agenti della Polizia Municipale, mentre si infilava con l’occhio della sua telecamera, nascosta in un marsupio, lì dove solitamente non batte il sole ma a volte può arrivare lo sguardo. Aveva scelto come cornice per il suo «reality on the road», un po’ grande fratello, un po’ novella in stile Decamerone, il mercato di merci varie del quartiere San Paolo.

La microtelecamera, come già detto, era nascosta nel borsello marsupio ergonomico, modello classico (quello che si lega intorno alla vita), che il cinquantacinquenne teneva nella mano destra, facendo in modo di puntarla lì dove lo portavano il cuore e le pulsioni.

Soggetto preferito? Tutto ciò che il piccolo obiettivo della telecamera riusciva a sbirciare, a catturare sotto le gonne che gli svolazzavano intorno, mentre l’uomo si aggirava con espressione gaudente tra le bancarelle affollate di signore e signorine intente a contendersi al prezzo migliore, l’articolo più conveniente. Inutile dire che nella selezione naturale dei «soggetti» da immortalare, le registrazioni hanno di fatto tramandato ai posteri le intimità di belle, giovani e procaci signorine.

L’attenzione degli agenti della Municipale è stata subito attirata da quello strano individuo che sembrava tenere il suo marsupio come se dentro vi fosse un metal detector. Per dare alla microtelecamera la giusta inclinazione e catturare la panoramica più eccitante, infatti, l’improvvisato cineasta era costretto a ruotare il polso e il braccio in maniera quasi innaturale.

Gli agenti hanno intuito che stava accadendo qualche cosa di poco lecito e hanno deciso di vederci chiaro.

Hanno bloccato l'uomo prima che riuscisse ad allontanarsi e gli hanno chiesto di mostrare il contenuto del borsello. Nel marsupio hanno trovato una telecamera digitale Nikon, ancora accesa e in modalità di attesa. Nella scheda di memoria della piccola macchina da ripresa erano «incise» le prove del misfatto: curve, rotondità, lingerie e qualche cosa di più.

L’uomo ha bofonchiato a bassa voce, si è detto sorpreso di tanta attenzione e che il contenuto della «memory card» era solo roba sua, «roba di privacy». È stato accompagnato dagli agenti presso gli uffici del Comando della Polizia Municipale e denunciato per violenza privata e molesti. L'attrezzatura, ossia la telecamera e il marsupio, è stata posta sotto sequestro.

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