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La banda dei tir di bestiame
da S. Severo in tarsferta a Nord

La banda dei tir di bestiame
da S. Severo in tarsferta a Nord

La banda dei tir di bestiame
da S. Severo in tarsferta a Nord

 
Nicola PEPE

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Nicola PEPE

Il clan dei tir di bestiame7 arresti, alcuni foggiani

Operazione 'Corrida-Tracco» dei carabinieri di Legnago, nel Veronese: ricostruiti 20 colpi

Lunedì 04 Luglio 2016, 16:54

20:01

Sette persone sono state arrestate dai carabinieri di Legnago (Verona) con l’accusa di furto aggravato in concorso.
I militari hanno sgominato un’organizzazione criminale pugliese specializzata nei furti ad danni di allevatori e autotrasportatori. L’operazione, denominata «Corrida-Tracco», aveva preso il via nel febbraio dello scorso anno ed ha ricostruito la «filiera» della banda che agiva con pendolari del furto, che soprattutto dal foggiano si spostavano nel nord Italia per rubare capi di bestiame e merce caricata sui Tir.

Oltre 200 bovini rubati, per un valore di 359mila euro. E poi i vari semi-rimorchi portati via in aziende del Nordest per trasportare vitelli, torri e vacche. Era una banda di «trasfertisti» assolutamente organizzata quella stroncata dai carabinieri: una banda composta in gran parte di gente di San Severo (nel Foggiano) alcuni allevatori di bestiame con precedenti specifici per furto, che veniva in Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna per rubare capi della razza «charolais», che poi venivano portati in Puglia dove venivano macellati e venduti da aziende compiacenti, mentre i semirimorchi venivano smontati e rivenduti in pezzi.

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Maria Federica Ormanni, hanno ricostruito almeno venti episodi criminali con danni per parecchie migliaia di euro ad aziende agricole, allevatori e ditte di autotrasporti tra le province di Verona, Padova, Mantova e Rovigo. Le ordinanze di custodia cautelare sono state seguite dai militari della Compagnia legnaghese e le persone arrestate sono state rinchiuse in carcere a Foggia e Bologna.

In carcere a Foggia sono finiti Nicola Ivan Massari, i cugini Carmine e Maurizio Delli Calici, Antonio Gentile, Ennio Della Fazia, Patrizio Marino e Alessandro D’Amato, ritenuto il basita emiliano della banda a cui sono contestati furti di bestiame a Carceri nel Padovano, a Vigasio, Sommacampagna, Bonavigo e Albaredo d’Adige nel Veronese e a Castelnovo Bariano nel Rodigino, oltre ai vari furti di semi-rimorchi avvenuti in prevalenza in Emilia ma anche ad Oppeano in provincia di Verona.

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