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di Massimo Levantaci

Tocca al «territorio» indicare il tecnico che dovrà affiancare la Regione nella nuova notifica all’Ue sui lavori per la pista del Gino Lisa. L’assessore regionale al Bilancio ci ripensa, o forse precisa meglio la sua proposta già illustrata su queste colonne il 5 febbraio: «Abbiamo la necessità – dice Raffaele Piemontese alla Gazzetta – che gli enti locali, le associazioni e la società civile si sentano parte attiva in questo processo. Non vogliamo, d’intesa con l’assessore ai Trasporti Giannini, prendere decisioni unilaterali che un domani possano venir contestate, o peggio strumentalizzate in caso di insuccesso. Non abbiamo il timore che ciò accada, sia chiaro, però le cose se si fanno insieme si fanno meglio. Voglio precisare – aggiunge – che la Regione è nelle condizioni di predisporre una notifica valida, corredata di tutti quei dettagli tecnici che la direzione generale Concorrenza ci chiede per dare il via libera al progetto. Però riteniamo che questa debba essere una partita da giocare dalla stessa parte: l’istituzione regionale e gli enti locali devono interagire».

La precisazione di Piemontese sembra in realtà un ripensamento a un mese esatto dalle prime intenzioni manifestate nella nostra precedente intervista, mentre i comitati civici in difesa dell’aeroporto hanno già ripreso a rumoreggiare e nel silenzio – va detto – della politica e delle istituzioni locali che sul Gino Lisa hanno ripreso a sonnecchiare. L’assessore foggiano aveva assunto l’onere di portare avanti la questione, caricandosi per la verità di un peso non dovuto perché la Regione è unica e certi passaggi già avvenuti per Bari e Brindisi non si vede perché non debbano essere compiuti anche per Foggia. Forse sta qui la debolezza di Piemontese: nell’aver cominciato anche lui a fare i conti con il muro gomma barese che aveva caratterizzato tutto il precedente mandato del governo Vendola.

Piemontese assicura che la questione Gino Lisa resta sul tappeto: «La notifica è stata ritirata perché dobbiamo riproporne un’altra. Però questa volta non dobbiamo sbagliare – sottolinea – i tecnici della Concorrenza sono abbastanza pignoli per trovare anche nei piani cosiddetti già dettagliati qualcosa che non va». A cosa si riferisce l’assessore al Bilancio? «Lo studio del gruppo Class/Bocconi commissionato dalla Camera di commercio – risponde – è senza dubbio un segnale di interesse manifestato dal territorio, ma andrebbe fatto qualcosa di diverso. Lo dico perché nell’eventualità si volesse riproporre uno studio su quella falsariga, andrebbe corredato di valutazioni molto più stringenti alle obiezioni della commissione». Tra le obiezioni ricordiamo la precisazione fatta dall’Ue sui passeggeri potenziali per il Gino Lisa che non possono essere individuati tra i turisti sul Gargano. Ma questo è comunque un dettaglio, il problema adesso è capire sul piano innanzitutto politico se la Regione su questa storia vuole ancora misurarsi. «La Regione – risponde Fabio Porreca, presidente della Camera di commercio – deve dire se la notifica all’Ue la vuole fare oppure ha cambiato idea. Cosa c’entra la scelta del tecnico? Il tecnico deve affiancare uno studio che è della Regione: tocca all’assessorato ai Trasporti presentare uno studio sia per la proposta Sieg (i voli garantiti dallo Stato: ndr) che per la proposta commerciale. E’ l’Unione europea che ci ha suggerito questo doppio binario, è l’Ue che ora si aspetta di ricevere questa proposta. Il tecnico è un supporto che affianca questo processo e non si sostituisce a esso. La Regione vuole che lo si indichini noi? Bene, lo faremo. Ma non confonda le due cose».

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