La vicenda ha tenuto banco anche al question time, occasione che ha consentito al ministro Giannini di annunciare la pubblicazione - avvenuta ieri - delle graduatorie relative ai test e a ribadire che si è proceduto al ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti: «Le domande non riconducibili sia all’area medica sia a quella dei servizi saranno pubblicate sull'area riservata di ogni candidato e, ai fini del punteggio in graduatoria, a esse sarà attribuito il punteggio della risposta corretta, ovvero 1 punto». Il ministro ha anche spiegato che la scelta del ministero è stata dettata dalla volontà di tutelare gli sforzi personali e economici dei candidati e delle loro famiglie.
Gli aspiranti specializzandi però insistono nella protesta: «Il concorso, atteso da un anno e mezzo, non è stato affatto meritocratico», dicevano ieri. Al loro fianco le associazioni studentesche. «Per noi l’unica risposta percorribile è quella dei finanziamento e dell’aumento delle borse fino alla copertura totale dei richiedenti, quelle #12milaborse che in tanti sui social chiedono in questi giorni», ribadisce l’Udu, mentre le associazioni dei consumatori, Codacons e Federconsumatori in testa, studiano ricorsi collettivi al Tar.
E dai grillini è arrivato un nuovo affondo contro il ministro. «Il caos seguito ai test di accesso alle scuole di specializzazione in Medicina e la gestione a dir poco dilettantesca da parte del Miur richiederebbe un passo indietro da parte del ministro Giannini». Per i rappresentanti 5Stelle in commissione Cultura di Camera e Senato, la Giannini avrebbe dovuto «convalidare il concorso, garantendo che a tutti venga assegnata la relativa borsa e l'ammissione ai corsi. Una soluzione che avrebbe il pregio di evitare i tantissimi ricorsi che, inevitabilmente, pioveranno sul ministero, e di venire incontro al fabbisogno di specializzandi in medicina che esiste nel nostro Paese».
















