Mercoledì 18 Febbraio 2026 | 14:39

Bari e le notti folli di Poggiofranco: migliaia di giovani nei weekend, corse clandestine, parcheggi selvaggi

Bari e le notti folli di Poggiofranco: migliaia di giovani nei weekend, corse clandestine, parcheggi selvaggi

Bari e le notti folli di Poggiofranco: migliaia di giovani nei weekend, corse clandestine, parcheggi selvaggi

 
Davide Lattanzi

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Davide Lattanzi

Bari e le notti folli di Poggiofranco: migliaia di giovani nei weekend, corse clandestine, parcheggi selvaggi

Le zone critiche dove si concentra lo svago «molesto» sono via Mazzitelli e «Punto x». I residenti: «L’amministrazione comunale ci ha dimenticato. Fra dialoghi e promesse è passato troppo tempo»

Mercoledì 18 Febbraio 2026, 12:30

Moto di grossa cilindrata che sfrecciano a tutta velocità, schiamazzi e litigate, fuochi d’artificio, parcheggi ai limiti dell’impossibile. Nei weekend a Poggiofranco non si dorme mai. Non è una novità, in fondo, bensì un fenomeno che si ripete da almeno due anni, sforando spesso i limiti della tollerabilità.

Il tema fu sviscerato a fine ottobre 2024 in un incontro chiesto da una delegazione di residenti ed esercenti delle attività di «food & beverage» all’amministrazione comunale che fu rappresentata, nella circostanza, dal consigliere Lorenzo Leonetti, all’epoca con delega a «sindaco della notte». Il tempo è passato, ma le richieste di chi vive e opera nella zona non sono cambiate: i residenti non tollerano la movida sregolata, vogliono un pattugliamento puntuale delle forze dell’ordine, auspicano che sia disciplinata la segnaletica stradale al fine di impedire parcheggi selvaggi.

Via Mazzitelli e «punto x»: movida e corse clandestine L’angolo critico di Poggiofranco si trova principalmente in via Mazzitelli. Un numero altissimo di locali sono concentrati in pochi metri, generando, peraltro, un’offerta eterogenea tra le attività: si spazia dalla cucina tipica a quella etnica, dalle pizzerie ad una cornetteria che funge da autentico attrattore per i giovani, rimanendo aperta ininterrottamente di notte fino alla mattina inoltrata del giorno successivo. La strada, peraltro, conta pochissimi parcheggi diventando una strettoia nella quale l’assembramento di persone e auto rende complessa la viabilità, per poi sfociare in un tratto largo, diventato una sorta di pista notturna per le gare tra auto e motociclette di grossa cilindrata, pronte a dar vita a combattutissime gare clandestine transitando anche in via Papacena e al «punto X», altra zona densa di criticità.

Il rombo dei motori, la musica diffusa in piena notte, migliaia di ragazzi che addirittura aggiungono sedie ai tavolini dei locali (dopo l’orario di chiusura) per trattenersi fino all’alba sono i principali fattori che rendono insonni le notti dei residenti.

«Dialogo incompiuto con il Comune» «Del promettente dialogo con il Comune sono rimaste poche tracce», è il pensiero di Nicola Lafronza, proprietario del Centro Studi Condominiale, nonché organizzatore dell’incontro avvenuto un anno e mezzo fa con l’amministrazione. «Durante i weekend nella zona arrivano oltre duemila persone che sostano fino all’alba. Così come proseguono le gare di moto e auto che causano morti e incidenti. Inoltre, a mezzanotte sono puntualmente accesi pericolosissimi fuochi d’artificio che possono divampare venendo a contatto con i tessuti presenti nelle abitazioni. E non dimentichiamo i giovani di una baby gang che urlano o lanciano pietre alle finestre degli appartamenti. Non vogliamo danneggiare le attività commerciali che portano vita al quartiere, ma una tutela è indispensabile». Nel dettaglio, i residenti reclamano il diritto al riposo notturno, chiedono aiuti e confronti con le istituzioni, soprattutto un più ampio dispiegamento di forze dell’ordine per controlli mirati. «Basterebbe una presenza fissa delle forze dell’ordine per sole due ore, dalle 23 all’una di notte», prosegue Lafronza. «Fin quando dura il freddo, sarebbe sufficiente anche soltanto nei weekend».

Zona tutelata I gestori dei locali di «food & beverage» d’altro canto, difendono le loro ragioni: si tratta di imprenditori che hanno avuto il via libera per investire su attività dislocate in una parte della città relativamente «nuova» e soggetta a prossimi sviluppi. Peraltro, via Mazzitelli e via Papacena sono inserite nelle zone «Aset», ovvero ad alta tutela: eventuali nuovi insediamenti di attività commerciali dovrebbero superare specifici requisiti autorizzatori, non bastando la semplice «Scia» sufficiente nella precedente disciplina.

Parcheggi selvaggi «Tra via Mazzitelli e il punto X vivono professionisti che spesso non riescono a raggiungere in tempo i posti di lavoro a causa dell’assoluta mancanza di disciplina nel parcheggiare le auto», aggiunge l’avvocato Pierluigi Zanetti, residente in via Mazzitelli. «Mi riferisco a medici che lavorano nella rianimazione: di sera devono recarsi velocemente in ospedale e trovano puntualmente vetture in sosta davanti alle rampe di accesso o addirittura ai garage. Risulta praticamente impossibile ottenere un intervento dei vigili urbani: il paradosso è che prima ci dicevano di non poter sanzionare perché mancavano i passi carrabili, ora invece ci sono, ma non sono chiare e complete le segnaletiche stradali. Possibile che un quartiere si blocchi su tali banalità? Per tutelare un minimo di quiete, inoltre, alcuni complessi residenziali hanno provveduto a incaricare a proprie spese dei vigilanti, sostenendo costi che spetterebbero all’amministrazione. Un’ulteriore dimostrazione che siamo stati dimenticati: comprendiamo che esistano zone con criticità ancora maggiori, ma Poggiofranco non può essere sempre sacrificata».

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