Martedì 21 Settembre 2021 | 13:32

Il Biancorosso

Serie C
Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

 

i più letti

Ucraina - Diossina a cena: avvelenato il candidato sgradito a Mosca

Conferma dai medici a Vienna. Per Viktor Yushchenko sospetti sulla cena con il capo dei servizi segreti, risalente al 4 settembre • Il ballottaggio per le elezioni presidenziali si terrà il 26 dicembre: i risultati il 10 gennaio
Ucraina - Viktor Yushchenko VIENNA - Nella migliore tradizione dei romanzi di spionaggio, qualcuno ha cercato di uccidere il candidato presidente: il leader dell'opposizione ucraina Viktor Yushchenko è stato avvelenato da diossina. Il sospetto che da settimane aleggiava sulla misteriosa sindrome che ha sfigurato il paladino della rivoluzione «arancione» è diventato certezza con il referto ufficiale dei medici.
«Non v'è dubbio che la malattia sia stata provocata da un avvelenamento da diossina», ha spiegato il dottor Michael Zimpfer, primario della clinica Rudolfinerhaus dove Yushchenko è nuovamente ricoverato da ieri. Zimpfer e il medico personale del leader ucraino, Nikolai Korpan, sono comparsi davanti ai giornalisti per annunciare la diagnosi redatta sulla base «dei cambiamenti all'epidermide, delle analisi del sangue e dei referti istologici».
Tutti gli esami hanno dato lo stesso esito: «C'era un'altissima concentrazione di diossina, molto probabilmente somministrata per via orale», ha detto Zimpfer. La diossina, hanno spiegato i dottori, è solubile e potrebbe essere stata facilmente sciolta per esempio in una zuppa o in una vellutata.
Sul fatto che qualcuno abbia avvelenato deliberatamente Yushchenko vi sono pochi dubbi ed è quanto meno singolare che il giorno prima di sentirsi male il leader ucraino avesse cenato con il capo dei Servizi segreti federali russi, l'erede del Kgb; la moglie Kateryna ha raccontato che quando Yushchenko tornò a casa lei lo baciò e sentì sulle labbra il sapore di un veleno.
I medici sono prudenti, ma non smentiscono. Anzi.
«Sospettiamo che la causa» dell'avvelenamento «sia stata scatenata da una parte terza», ha detto Zimpfer, ma certo «noi non eravamo lì». «La nostra diagnosi è avvelenamento, spetta alle autorità accertare se sia stato volontario».
Dal punto di vista clinico, il candidato presidente sta meglio. «Le funzioni epatiche sono tornate alla normalità» e si registra «un drastico miglioramento» delle condizioni generali del paziente. Ieri, prima di essere ricoverato, lo stesso Yushchenko ha confermato: «Va tutto bene, ho in mente di vivere a lungo e di essere molto felice».
Per smaltire le tossine, però, occorrerà tempo. La diossina ha provocato non solo la particolare forma di acne che ha sfigurato l'aitante Yushchenko, chiamata «cloracne». Il leader politico ha una parziale paralisi del volto, lacrimazione involontaria e terribili dolori alla schiena. Per una settimana, il mese scorso, è stato costretto a far campagna elettorale con un catetere nella schiena che consentiva ai medici di iniettargli antidolorifici direttamente nella spina dorsale.
Fin dal primo momento Yushchenko e il suo partito "Nostra Ucraina" hanno parlato di avvelenamento, alla vigilia del cruciale appuntamento elettorale in Ucraina: la sfida con il premier filorusso Viktor Yanukovich per la presidenza. I fedelissimi di Yanukovich erano stati caustici, quando non offensivi, sulle accuse neppure tanto velate lanciate da "Nostra Ucraina". A Yushchenko, dissero, potrebbe aver fatto male un sushi avariato o magari le troppe vodke.
Il calvario di Yushchenko è cominciato il 5 settembre, all'indomani della cena con il capo del Fsb. Ricoverato alla clinica Rudolfinerhaus di Vienna il 10 settembre dopo cinque giorni di terribili dolori all'addome, non riusciva più a camminare. I medici riscontrarono anomalie nel sangue, ulcere in tutto l'intestino e infiammazioni a fegato e pancreas.
Nonostante le numerose diagnosi tentate, nessuno seppe dare una spiegazione.
Otto giorni dopo, quando gli esami cominciarono a normalizzarsi, nonostante il parere contrario degli specialisti si fece dimettere, ma già sul volto cominciavano ad apparire le prime cicatrici. Passarono altri dieci giorni e Yushchenko si precipitò di nuovo a Vienna per un terribile mal di schiena.
Il dolore era così forte che i medici ricorsero a dose massicce di morfina che però rallenta la respirazione.
Yushchenko fu ricoverato in terapia intensiva e se si fosse deciso di aumentare la dose di oppiacei sarebbe stato necessario attaccarlo a un respiratore.
Yushchenko però non voleva saperne di restare semicosciente in ospedale mentre il suo rivale Yanukovich continuava la sua campagna elettorale. Quindi insieme con i medici decise per una soluzione drastica: un catetere epidurale tra le scapole per consentire ai medici di iniettargli antidolorifici in loco senza comprometterne le facoltà mentali. Tornato a Kiev, il leader della rivolta arancione ha sempre avuto al fianco il dottor Korpan, pronto a soccorrerlo.
In condizioni terribili, Yushchenko ha affrontato il primo turno delle presidenziali e il contestato ballottaggio del 21 novembre che aveva assegnato la vittoria a Yanukovich, appoggiato dal presidente uscente Leonid Kuchma e dalla Russia.
Poi si è battuto come un leone trascinando in piazza centinaia di migliaia di persone per manifestare contro i brogli che avevano alterato il voto e dopo settimane di protesta ha ottenuto che le elezioni si ripetano.
L'Ucraina tornerà alle urne il 26 dicembre. Per molti, Yushchenko ha già la vittoria in tasca.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzetta Necrologie