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In Puglia e Basilicata

Lo sciopero

Puglia, la scuola si ferma: domani lezioni a rischio

Puglia, la scuola si ferma: lunedì lezioni a rischio

E a Bari un flashmob di professori in via Sparano. Bocciato dai sindacati il decreto che contiene la riforma del reclutamento e della formazione degli insegnanti

28 Maggio 2022

Antonella Fanizzi

BARI -  Domani, lunedì 30 maggio, lezioni a rischio per tutti, per gli alunni delle materne e delle elementari e per gli studenti delle medie e delle superiori, e manifestazione nazionale a Roma. La scuola, a poche settimane dalla campanella che segna la fine dell’anno scolastico, si ferma per un giorno. I sindacati di categoria bocciano il Decreto che contiene fra l’altro la riforma del reclutamento e della formazione dei docenti con un nuovo percorso abilitante riservato agli insegnanti. Flc Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda chiamano la categoria alla mobilitazione «contro l’invasione di campo operata dal Governo in materie come salario e carriera, che sono di esclusiva competenza della contrattazione. La rigidità del ministero rispetto alle questioni sollevate non ha lasciato margini, per questo abbiamo deciso di avviare un percorso di forte protesta, non escluso lo sciopero degli scrutini, e di informazione capillare del personale», dicono i rappresentanti di categoria.

Uno scontro aperto, eppure a livello locale non sono state organizzate iniziative o cortei. A bacchettare i sindacati è un gruppo di professori della provincia di Bari: il 30 maggio hanno deciso di darsi appuntamento per un flashmob in via Sparano, strada regina dello shopping del capoluogo pugliese. Sul piazzale della chiesa di San Ferdinando dalle 10 alle 12.30, ogni mezz’ora i docenti solleveranno un libro pur restando in silenzio. «Il Governo - spiegano i promotori - ha intenzione di tagliare 125 euro all’anno dai 500 euro della carta del docente e di apportare una riduzione di 11.600 cattedre all’organico di potenziamento. Inoltre si renderà obbligatorio  un triennio di formazione per tutti, con esami alla fine di ogni anno dall’esito non sempre certo. In cambio in busta-paga riceveremo un aumento netto di 40 euro al mese». L’obiettivo di questa manifestazione spontanea è proprio quello di rompere il silenzio e catturare l’attenzione dei cittadini sui problemi della scuola, costretta al Sud a fare i conti con le classi sovraffollate e con la migrazione del personale a caccia dei contratti a tempo indeterminato.

«L’esecutivo - tuonano i sindacati - facendosi scudo di una presunta e indimostrata indicazione dell’Unione Europea, è intervenuto in materia di salario e di carriera varando un Decreto Legge che introduce percorsi di formazione incentivata con valutazione finale. Si tratta di un’ipotesi elaborata fuori da ogni sede di confronto, divisiva della categoria e come tale del tutto inaccettabile. È infatti la Contrattazione collettiva nazionale a dover regolare salario e carriera del personale docente, educativo e Ata: il Governo, su queste materie, ha la possibilità di intervenire attraverso i propri atti di indirizzo, ma lasciando alla contrattazione tra sindacati e Aran (l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni) la determinazione dei contenuti del contratto. È in questo modo che si garantisce il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso le proprie rappresentanze, nella regolazione del proprio rapporto di lavoro: la scelta di intervenire per decreto, in aperta violazione delle disposizioni di legge, rappresenta  un’autentica invasione di campo e, come già avvenuto in altre occasioni, compromette tale possibilità, generando inevitabilmente tensioni e conflitti che si riflettono negativamente sull’andamento delle attività didattiche e in generale del servizio scolastico».

Il Decreto prevede che, a copertura delle misure di incentivazione della formazione, le risorse derivino dal taglio agli organici del personale, da una parte del bonus formazione docenti e dalle risorse finora dedicate all’autonomia scolastica.

LE INDICAZIONI

Lunedì 30 maggio ci sarà un flash mob in via Sparano, nel tratto di strada adiacente la chiesa di San Ferdinando, dalle ore 10.00 alle ore 12.30, per protestare contro il decreto legge del 30 aprile in fase di approvazione. Il Governo ha intenzione di tagliare 125 euro l’anno dai 500 euro della carta del docente e di apportare una riduzione di 11.600 cattedre all’organico di potenziamento. Inoltre si renderà obbligatorio un triennio di formazione per tutti, con esami alla fine di ogni anno dall'esito non sempre certo. In cambio un aumento netto di 40 euro al mese.
Partecipiamo numerosi portando con noi un libro che solleveremo tutti insieme ogni mezz'ora nell'assoluto silenzio (10.30, 11.00, 11.30, 12.00, 12.30).

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