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Bari, al Policlinico autotrapianto di staminali su bimba di 13 mesi

Bari, al Policlinico autotrapianto di staminali su bimba di 13 mesi

Bari, al Policlinico autotrapianto di staminali su bimba di 13 mesi

 
Redazione online

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Bari, al Policlinico autotrapianto di staminali su bimba di 13 mesi

Affetta da un neuroblastoma, ha potuto suonare lo xilofono durante l'intervento

Mercoledì 26 Maggio 2021, 14:00

14:07

Bari - Affetta da una forma rara e aggressiva di tumore infantile, il neuroblastoma, una bambina di 13 mesi, il cui peso raggiunge appena i sei chili, è stata sottoposta ad un autotrapianto di cellule staminali, durante il quale ha anche potuto suonare ovetti e xilofono. È accaduto nell’unita di «Pediatria a indirizzo OncoEmatologico» del Policlinico, diretta da Nicola Santoro. Si è trattato della prima volta e la procedura è stata eseguita con successo.

Dato il peso della paziente che poneva complesse problematiche tecniche e cliniche, la raccolta delle cellule (aferesi terapeutica) è stata attentamente studiata e condotta dal Centro Trasfusionale dello stesso ospedale. Inoltre, grazie alla disponibilità dei trasfusionisti che hanno trasportato le necessarie apparecchiature e all’impegno della psicologa e del musicoterapeuta dell’associazione Apleti, l’aferesi è stata condotta al letto della piccola affiancata dalla sua mamma. Durante le circa cinque ore necessarie, la piccola è rimasta tranquilla con i suoi genitori e non ha avuto bisogno di sedazione farmacologica. Successivamente ha affrontato senza problemi la lunga degenza necessaria per la procedura di trapianto, di circa 4 settimane, superandola brillantemente. Ora sta affrontando un percorso di immunoterapia oncologica che le permetterà di confidare ancor più nella guarigione.

«L'autotrapianto (trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche) - spiega Santoro - è una metodologia pressoché routinaria per quanto riguarda le nostre patologie, la particolarità è data dal peso estremamente basso della bambina che era l’ostacolo più grande da superare. La piccola ha brillantemente superato tutta la fase trapiantologica a cui abbiamo associato anche un’immunoterapia particolarmente aggressiva: tutte le procedure eseguite hanno dato un esito decisamente positivo e favorevole».

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