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In Puglia e Basilicata

L'intervista

Di Bari (M5S): «Con Laricchia e Lezzi sarà difficile incontrarsi in futuro»

Di Bari (M5S): «Con Laricchia e Lezzi sarà difficile incontrarsi in futuro»

Il capogruppo alla regione difende la scelta pro-Draghi e auspica il voto sull'ingresso in giunta della Barone

17 Febbraio 2021

Michele De Feudis

Grazia Di Bari, presidente del gruppo regionale M5S, cosa succede dopo il voto su Rousseau pro Draghi?
«Il Movimento 5 Stelle era atteso da una votazione importante. Doveva decidere se mettere a disposizione le proprie forze parlamentari per scrivere un Recovery Plan italiano che avesse come guida l’interesse dei cittadini o se stare a guardare gli altri sbagliare. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle hanno scelto di impegnarsi. Ancora una volta hanno anteposto gli interessi dell’Italia a quelli del Movimento. E io sono contenta di questa decisione».

Che aspettative ha il M5S Puglia rispetto al nuovo governo?
«Non dobbiamo avere aspettative, ma il Movimento deve avere energia e volontà per esprimersi. Un politico serio non è quello che alza la voce quando è rimasto fuori dai tavoli che contano, ma è quello che si mette in una posizione tale da incidere sulle materie di cui si discute, prima che una decisione sia presa. Sparare nel mucchio dopo è sempre più facile».

Quali priorità per il Recovery pugliese?
«Sanità, agricoltura, welfare, infrastrutture. E me lo consenta, lo dico perché è una battaglia che sento mia, serve un grande intervento di pianificazione sul tema degli asili nido».

Dopo l’addio all’arcipelago pentastellato del parlamentare Giuseppe D’Ambrosio, c’è all’orizzonte il rischio scissione?
«L’argomento, umanamente, mi addolora. Politicamente, lui ha fatto le sue scelte senza confrontarsi . Si è “scisso” da solo».

Cosa pensa della posizione di Di Battista, della Lezzi e della Laricchia?
«Per me sono posizioni differenti. Alessandro pone questioni di posizionamento politico del Movimento 5 Stelle, su cui è legittimo avere idee differenti. Barbara e Antonella, con toni diversi, ci contestano scelte valoriali. Mettono in discussione la nostra stessa presenza nel M5S. Altro che dialogo, ci vogliono fuori. Questo stile e questi toni rendono difficile incontrarsi sulle scelte future».

Quando si voterà su Rousseau sull’assessorato “con riserva” della Barone?
«Purtroppo la contingenza politica ha spostato in avanti l’agenda di Rousseau. Prima il voto su Draghi, poi il voto pianificato sulle modifiche allo statuto e il voto sull’organo collegiale sposteranno in avanti la questione. E mi dispiace, perché i detrattori di Rosa Barone nel Movimento 5 Stelle hanno insinuato che lei non voglia confrontarsi con il voto degli attivisti. Niente di più falso».

Gestione della pandemia in Puglia. Tante critiche dall’opposizione. Cosa si può fare per migliorare lo status quo?
«Il tema è complesso, bisogna fare delle distinzioni. Non si può tagliare con l’accetta. Si poteva fare meglio, come sempre. Ho detto più volte ad Emiliano e a Lopalco che bisogna potenziare le strutture sanitarie del territorio. Ho fatto decine di esempi sulla mia provincia, la Bat. Se mancano i posti letto, il contatto con i medici di medicina generale e il coordinamento è un problema che possiamo affrontare in Regione. Se ci sono problemi di sistema dove si allarga la platea dei decisori vanno distribuite critiche, esaminate responsabilità e proposte soluzioni. Non dimentichiamoci che il Consiglio Regionale non aspetta altro che discutere di proposte legislative, cosa che abbiamo fatto poco nei cinque anni passati. Proviamoci adesso: finché avremo il virus a dettarci l’agenda, non potremo far alto che trovare soluzioni condivise per fermarlo».

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