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Polignano, scoppia focolaio Covid in azienda agricola: 78 positivi. Arrivano le tende per i tamponi

Polignano, scoppia focolaio Covid in azienda agricola: 80 positivi

Tutto è partito da una dipendente, eseguiti circa 160 tamponi dall'Asl.

08 Settembre 2020

Redazione on line

Allarme Coronavirus a Polignano dove, dopo la chiusura per Covid degli uffici comunali e del Comando di Polizia locale, è scoppiato un focolaio presso una nota azienda agricola di import-export, la Sop, con 78 positivi per il momento. In queste ore sarebbero arrivati gli esiti di una parte di circa 158 tamponi eseguiti tra il personale dell'azienda dove un'operaia, dopo aver avvertito sintomi, è risultata positiva. 

Da qui si è messo in moto il meccanismo di sorveglianza sanitaria che ha visto impegnata l'Asl nell'esecuzione dei tamponi, mentre l'azienda SOP provvedeva alla sanificazione. I primi risultati avrebbero confermato i sospetti e cioè l'esplosione di un focolaio che avrebbe interessato buona parte dei dipendenti.Gli accertamenti sanitari - sulla base di quanto si è appreso dalle autorità sanitarie - avrebbero stabilito almeno 78 casi di positività.

Il Dipartimento di prevenzione della ASL di Bari ha attivato le procedure di sorveglianza epidemiologica. Non è da escludere che gli accertamenti possano far lievitare il numero dei contagi dopo l'attività di contact tracing. La Sop è un'azienda in cui ogni giorno transitano prodotti e persone provenienti da diversi territori della regione.

l'Asl Bari, intanto, ha deciso di montare una tenda vicino al campo sportivo per tutti coloro che vorranno effettuare il tampone con modalità drive-in, dopo la prenotazione al link predisposto dalla stessa azienda sanitaria, a cominciare dai contatti più stretti dei positivi.

Lo ha comunicato il sindaco di Polignano a Mare, Domenico Vitto, dopo un colloquio con l’Asl. Nella compilazione del modulo per la prenotazione andrà specificato che si è di Polignano e che si è stati in contatto con persone risultate positive.

Il sindaco nelle ultime ore, ha altresì disposto la chiusura degli uffici pubblici dopo un riscontrato caso di positività in una stagista in servizio presso il Comune. Sinora, la metà dei test sierologici eseguito sul personale comunale ha dato esito negativo.

LE PAROLE DI CONFAGRICOLTURA - «Siamo amareggiati per la notizia di un focolaio di Coronavirus rilevato all’interno dell’azienda ortofrutticola Sop di Polignano a Mare, ma allo stesso tempo siamo certi che l’impresa, tra le più importanti del panorama pugliese, avesse adottato, già da diverso tempo, tutti i protocolli di sicurezza previsti dalla normativa nazionale per limitare i rischi di contagi": lo dichiara il vicepresidente di Confagricoltura Bari-Bat, Massimiliano Delcore. «Purtroppo - prosegue - con una pandemia in atto, nonostante tutte le misure di sicurezza e la massima attenzione riposta, in presenza di un’entità così significativa di forza lavoro all’opera, non è possibile garantire il «rischio zero». Ma vogliamo rassicurare l'intera comunità circa il fatto che il settore ortofrutticolo pugliese, in questo momento al massimo della sua attività, è assolutamente strutturato e preparato a far fronte a questa emergenza, dando continuità al alla produzione in sicurezza. Come Confagricoltura Bari - conclude - siamo vicini ai lavoratori risultati positivi ai quali auguriamo una pronta guarigione; e all’azienda Sop, la cui attenzione alle misure di sicurezza e protezione ha permesso di individuare in un breve lasso di tempo il focolaio». 

UILA: VIGILARE SU PROTOCOLLI SICUREZZA - «La preoccupante esclation in termini di contagi che si sta vivendo alla Sop di Polignano a Mare, deve indurre tutti a non abbassare la guardia: ci rivolgiamo ai datori di lavoro affinché vigilino sul pieno rispetto dei protocolli di sicurezza imposti dalla pandemia e condivisi con le parti sociali, ma anche piena collaborazione dei lavoratori affinché compiano le proprie mansioni secondo un principio di autotutela, pensando alla propria salute ed a quella dei colleghi». Lo dichiara il segretario generale della Uila Puglia, Pietro Buongiorno, commentando la notizia di 80 lavoratori positivi occupati in una azienda agricola di Polignano a Mare. "A Polignano è scoppiato un vero e proprio focolaio, trattandosi di 80 positivi su 160 lavoratori - continua Buongiorno - una situazione complessa e delicata che sicuramente sarà gestita con la massima attenzione dagli enti preposti alla sorveglianza epidemiologica della comunità. Il momento impone massima responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti nella filiera agroalimentare, poiché il sistema economico locale e regionale non può sopportare altri periodi di blocco. Come organizzazione sindacale dei lavoratori agricoli ed agroalimentari vigileremo sul rispetto delle norme concordate e condivise a livello nazionale, rinnovando la nostra disponibilità ad affiancare le aziende con un dialogo costruttivo votato a garantire il bene dei lavoratori». 

CGIL: FORSE NORME NON RISPETTATE - «Il caso Polignano vede un numero troppo alto di contagi che ci fa pensare al fatto che probabilmente non ci sia stato il rispetto delle regole e di quel protocollo firmato il 10 giugno tra Prefettura, parti sociali e datoriali relativo alle misure di contenimento della diffusione del virus Covid 19 negli ambienti di lavoro. Richiamiamo quindi il ruolo dell Prefettura a riprendere il monitoraggio perché quello che è successo a Polignano non si verifichi più». Così in una nota Cgil Bari e Flai Bari, commentando la notizia del focolaio che si è sviluppato nell’azienda ortofrutticola Sop di Polignano. L'invito dei sindacati «a tutti lavoratori, cittadini, aziende" è «a non abbassare la guardia, a mantenere alta l’attenzione sulla possibilità che si creino nuovi focolai, ad essere vigili sull'applicazione delle misure finalizzate al contenimento della diffusione della malattia e quindi distanziamento e mascherina per scongiurare ulteriore diffondersi dei contagi. Si avvicina l'apertura delle scuole - aggiungono - e questo ci preoccupa non poco per il fatto che ogni eventuale focolaio riguarderebbe poi non solo i lavoratori coinvolti ma anche le loro famiglie. A macchia d’olio si potrebbe creare una situazione più grave, pertanto invitiamo alla massima prudenza e sorveglianza».

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