Martedì 27 Ottobre 2020 | 01:10

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Puglia, manca numero legale, non approvata doppia preferenza di genere: nessun accordo su emendamenti. Dietrofront: Lopalco è candidabile

L'epidemiologo potrà dunque presentarsi nella lista 'Con' del centrosinistra, a sostegno del governatore uscente Michele Emiliano

Consiglio Regionale Puglia, protesta su ddl omotransfobia: «Stop discrminazioni»

(foto Luca Turi)

Il Consiglio regionale pugliese non ha approvato la doppia preferenza di genere. Nella notte, alle 2, dopo una lunga e accesa discussione tra maggioranza e opposizione, il centrosinistra ha deciso di abbandonare l’Aula facendo cadere il numero legale. Il presidente dell’Assemblea, Mario Loizzo, ha dovuto prendere atto delle numerose assenze tra i banchi della maggioranza e dichiarare la chiusura dei lavori.
La scelta di non proseguire, annunciata dal capogruppo del Pd, Paolo Campo, è avvenuta dopo che l’Aula ha approvato, con il voto segreto, un emendamento dell’opposizione che avrebbe stoppato la candidatura del professore Pierluigi Lopalco. La sessione era cominciata con i 2mila emendamenti presentati alla proposta di legge, quasi tutti depositati da Fratelli d’Italia. Un’operazione di ostruzionismo politico per indurre i gruppi di maggioranza a ritirare i loro emendamenti che avrebbero introdotto nel sistema elettorale pugliese altri provvedimenti, come l’obbligo di rispettare le percentuali di rappresentanza di genere (60%-40%) nella compilazione delle liste elettorali, pena l'esclusione stessa della lista dalla competizione elettorale. "Piuttosto che stare qui a discutere del nulla - ha accusato Campo - è meglio affidarsi a quanto il Governo nazionale farà sostituendosi al Consiglio regionale in tema di doppia preferenza di genere».

Intanto è confermato il dietrofront sulla candidatura dell'epidemiologo Pierluigo Lopalco, che potrà essere candidato alle prossime regionali pur essendo a capo della Task Force anticovid. Il 'blitz' di ieri sera nell'ultima seduta del Consiglio pugliese, con l'emendamento presentato dai consiglieri Domenico Damascelli (Forza Italia) e Mario Conca (Indipendente) passato a voto segreto con 28 preferenze su 47, non ha avuto effetto visto che è saltato l'intero provvedimento che prevedeva le modifiche alla legge elettorale dopo la presentazione di oltre 1950 proposte di modifica, in larghissima parte avanzate dal centrodestra. Una maratona terminata con la fine della seduta per mancanza del numero legale, facendo così cadere gli intenti della Maggioranza per approvare il provvedimento in vista di settembre. 
 
L'affossamento del pacchetto di norme per la doppia preferenza di genere, dunque, 'salva' l'epidemiologo che potrà dunque presentarsi nella lista 'Con' del centrosinistra, a sostegno del governatore uscente Michele Emiliano.

EMILIANO: MI ASSUMO RESPONSABILITA' POLITICA -  «Mi assumo la responsabilità politica di non essere riuscito a convincere la maggioranza in Consiglio ad approvare la doppia preferenza di genere che è un punto essenziale del nostro programma». Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, commentando la mancata approvazione in Consiglio regionale della proposta di legge per inserire la doppia preferenza di genere nel sistema elettorale pugliese, nonostante la diffida del premier Giuseppe Conte. "Ieri, in quell'aula - ha detto Emiliano - ho provato gli stessi sentimenti di sdegno che oggi tante pugliesi e tanti pugliesi stanno esprimendo. Ho già contattato in piena notte il Governo per informarlo di quanto accaduto e dando il mio pieno consenso all’emissione di un provvedimento che introduca la doppia preferenza di genere. La battaglia continua».

IL COMMENTO DI FITTO - «In Puglia sul tema della legge elettorale relativamente alla parità di genere si sta consumando un pericoloso gioco politico-elettorale che mette a rischio la tenuta democratica delle Istituzioni. E’ necessario fare chiarezza ricostruendo i fatti: per tutta la legislatura, Emiliano e la sua maggioranza non hanno mai affrontato il tema». Lo afferma Raffaele Fitto, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Puglia. "Nei giorni scorsi - prosegue Fitto - dopo il sollecito del Governo, la Giunta regionale approva un testo di legge che prevede la doppia preferenza di genere. La commissione approva il testo della Giunta all’unanimità e lo invia in Consiglio regionale. Il centrodestra pugliese in Consiglio regionale avrebbe votato e voterebbe il testo della giunta Emiliano senza discussione. In Consiglio invece vengono presentati molti emendamenti che nulla hanno a che fare con la parità di genere. A questo punto l’opposizione di centrodestra ne presenta oltre 2000 (pronti a ritirarli in un minuto) non per ostruzionismo, ma con il chiaro obiettivo di votare solo ed esclusivamente il testo della Giunta e niente altro».

LE PAROLE DI SCALFAROTTO - «L'ultima pagina è la più buia per Michele Emiliano. Manca nella notte il numero legale e la legge elettorale sulla parità di genere affonda definitivamente sotto i colpi del l’ostruzionismo delle destre reso possibile dalla quinquennale, colpevole inerzia della maggioranza": è il commento di Ivan Scalfarotto, candidato presidente alle Regionali in Puglia per Italia Viva, Azione e +Europa. «La palla - prosegue - passa ora al governo nazionale, che dovrà porre un rimedio all’incapacità e all’inerzia del Consiglio regionale». "In tutta Italia - evidenzia Scalfarotto - le Regioni si sono organizzate e la doppia preferenza di genere è già legge. Purtroppo in Puglia questo non è avvenuto e si è provato a recuperare in zona Cesarini, nell’ultima riunione del Consiglio regionale prima del suo scioglimento. Ma la seduta inizia male. Prima i quasi duemila emendamenti presentati dal centrodestra, poi Emiliano e i suoi che vanno sotto sull'emendamento Lopalco». Secondo il candidato renziano, «questo è l’ennesimo fallimento politico di Emiliano. Aveva promesso di farcela e non ce l’ha fatta perché non ha voluto farcela». «L'episodio di stanotte - conclude - è la dimostrazione della fine di un’esperienza politica: da oggi è chiara a tutti l’insostenibilità di questa situazione e inizia una nuova partita». 

LA PROPOSTA DEL GRUPPO DI FDI -  Il gruppo di Fratelli d’Italia ha depositato una richiesta al presidente del Consiglio regionale pugliese, Mario Loizzo, per chiedere di tornare in Aula entro il 5 agosto per discutere e approvare solo la doppia preferenza di genere. «Non ci arrendiamo - ha detto il capogruppo Fdi, Ignazio Zullo, durante una conferenza stampa del centrodestra - noi siamo favorevoli alla doppia preferenza, ma solo a quella. Siamo disponibili a votare il disegno di legge approvato dalla Giunta e firmato dal presidente Michele Emiliano. Non altri istituti. Per questo abbiamo depositato una richiesta ufficiale al presidente Loizzo, siamo ancora in tempo: approviamo solo la doppia preferenza di genere, quello che abbiamo ribadito più volte ieri in Consiglio regionale». Già ieri il gruppo Fdi si era detto disponibile a ritirare i suoi quasi duemila emendamenti se anche la maggioranza avesse ritirato i propri. 

L'ACCUSA DELLA LARICCHIA (M5S) -  «Gli uomini di Emiliano e Fitto hanno offeso le donne pugliesi": lo dichiara Antonella Laricchia, candidata presidente del M5S alle prossime Regionali in Puglia, dopo la mancata approvazione in Consiglio regionale della doppia preferenza di genere. «L'immagine del centrosinistra che fugge dall’Aula - continua - perché non si fida di se stesso e di Emiliano che scappa senza dire una parola, mentre il centrodestra presenta 2000 emendamenti per affossare la parità di genere è la degna fine di una farsa durata cinque anni. Cala il sipario su una delle peggiori legislature per i pugliesi e avviene nel modo peggiore, con un nulla di fatto ottenuto sulla modifica della legge elettorale regionale per l’introduzione della doppia preferenza di genere. Segno che alla vecchia politica, nonostante le belle parole, non importa niente delle donne, anzi ne ha paura». «Il centrosinistra lascia l’aula - prosegue Laricchia - per salvare la poltrona di Lopalco che, con un emendamento passato durante la discussione del disegno di legge grazie anche ai voti dei consiglieri di maggioranza, avrebbe dovuto dimettersi dalla guida della task force regionale per l’emergenza Covid per potersi candidare». 

LA DELUSIONE DEL MINISTRO BELLANOVA - «Quanto temevamo è puntualmente accaduto. Stanotte il Consiglio regionale e il presidente Emiliano hanno umiliato tutte le donne pugliesi impedendo la loro presenza nei luoghi della politica istituzionale e delle decisioni. Adesso mi aspetto che nessuno tra quanti hanno boicottato prima, affossato poi come stanotte la doppia preferenza di genere nella legge elettorale pugliese venga ricandidato nelle liste che fanno riferimento al presidente Emiliano o al Pd». Lo dichiara il ministro Teresa Bellanova.

«Mi aspetto che chi ha lavorato, palesemente e sottotraccia, per dare manforte al centro destra e ai suoi duemila emendamenti, venga considerato incandidabile così da evitare la vergogna di chi ritiene che le donne siano solo utile massa di manovra ma fastidiose e inopportune se invece siedono nel consiglio regionale o nelle stanze dove si decide il destino dei territori e dei cittadini pugliesi, uomini e donne. Perché il provvedimento sull'equilibrio di genere nel consiglio regionale fosse portato in Aula, praticamente fuori tempo massimo e nell’ultima seduta utile, sono state necessarie mobilitazioni delle donne, prese di posizione durissime, la diffida del Governo con l’eventualità dei poteri sostitutivi. Non è bastato», prosegue. «Ancora una volta, sono e siamo costrette a prendere atto di una vergognosa sconfitta della maggioranza, nonostante le tante dichiarazioni roboanti e retoriche della vigilia. Perché è evidente che questo nulla di fatto, e il mancato adeguamento della legge regionale a quella nazionale e al dettato costituzionale, se è responsabilità dell’intero emiciclo lo è soprattutto di chi ha governato per ben lunghi cinque anni la Puglia. Quella stessa maggioranza che invece non ha avuto difficoltà alcuna nel tessere accordi di sottogoverno utili alla distribuzione degli incarichi e che non si è sottratta, nemmeno stanotte, all’utilizzo disinvolto e strumentale del numero legale. Gli uni e gli altri saldamente complici nel tenere le donne fuori dalle liste e dal governo. Una vergogna, di cui dovranno dare conto. Guardando in faccia le donne, quando andranno a chiedere il voto. E una ragione di più per dire che è tempo, finalmente, di voltare radicalmente pagina». 

DECARO: UNA SCONFITTA -  «Credo sia una sconfitta per la nostra regione. Se una regione non riesce ad adeguarsi a una norma nazionale che dà pari opportunità ai due generi per le elezioni, credo sia una sconfitta». Lo ha detto il sindaco di Bari e presidente dell’Anci, Antonio Decaro, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla mancata approvazione in Consiglio regionale della proposta per introdurre la doppia presenza di genere nella legge elettorale pugliese in tempo per le regionali di settembre. "Una ulteriore sconfitta che abbiamo già vissuto purtroppo 5 anni fa - ricorda il sindaco di Bari - e ancora una volta, alla scadenza del mandato del Consiglio regionale, non siamo riusciti ad approvare questa norma. Spero che il Governo con i poteri commissariali possa introdurre la norma anche per la Regione Puglia, che è l’ultima regione (tra quelle al voto in settembre, ndr). Tutte le altre Regioni si sono adeguate, siamo rimasti soltanto noi». "È una sconfitta anche perché - ha aggiunto Decaro - la legge elettorale che invece vale per i Comuni ha dimostrato, anche nel mio Comune, che c'è la possibilità per tante donne di mettersi a disposizione della propria comunità. Nella mia città ci sono tante donne che sono state elette come consigliere comunali e tante donne, la metà della mia Giunta, che amministrano questa città con la loro azione di governo». 

NELLA NOTTE LA BAGARRE - Dopo una pausa di oltre due ore e una serrata discussione dei capigruppo, è ripresa in Consiglio regionale della Puglia la discussione della proposta di legge sulla doppia preferenza di genere. I consiglieri regionali sono tornati in Aula senza alcun accordo sui circa 2mila emendamenti, quindi si andrà avanti nella discussione con la votazione di ogni singolo emendamento. La bagarre in Aula è proseguita con un litigio tra il consigliere di Fratelli d’Italia, Francesco Ventola, e il governatore Michele Emiliano: il primo chiedeva che gli emendamenti venissero fotocopiati e distribuiti a tutti i consiglieri; Emiliano ha urlato «vergogna, siete contro le donne».

Durante la discussione in Consiglio regionale pugliese del disegno di legge per l’introduzione della doppia preferenza di genere, con il voto segreto è stata approvata una mozione presentata dall’opposizione che rende ineleggibile a consigliere regionale tutti gli amministratori o i titolari di incarichi di consulenze sottoscritti in aziende collegate o controllate dalla Regione, nonché consulenti a qualsiasi titolo nominati dal presidente e dalla Giunta regionale e vigenti al momento di indizione delle elezioni.
Si tratta di un emendamento presentato, è stato spiegato in Aula dai proponenti, per impedire che professionisti come l'epidemiologo Pierluigi Lopalco, titolari di una consulenza che lo lega alla Regione Puglia, possano candidarsi, salvo che non rinuncino alla collaborazione entro il termine di presentazione delle liste. L’emendamento è stato approvato con voto segreto (28 voti a favore e 19 contrari).

LA LUNGA GIORNATA DI IERI - Alla proposta di legge per inserire nel sistema elettorale pugliese la doppia preferenza di genere, come sollecitato a più riprese anche dal premier Giuseppe Conte, sono stati presentati circa 2mila emendamenti. La proposta, che porta la firma del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è stata posta all’ultimo punto all’ordine del giorno del Consiglio regionale di oggi, cominciato con 5 ore di ritardo.

Dei circa 2mila emendamenti presentati oggi alla proposta di legge per inserire nel sistema elettorale pugliese la doppia preferenza di genere, sono 1.946 quelli depositati da Fratelli d’Italia. La maggioranza di centrosinistra ne ha firmati cinque. La proposta, che porta la firma del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sarà discussa dal Consiglio regionale come ultimo punto all’ordine del giorno. I lavori, se gli emendamenti non verranno ritirati, potrebbero proseguire ad oltranza fino a tarda sera. Tra gli altri, due emendamenti sono stati presentati dall’assessore regionale Alfonso Pisicchio. Uno è dal Movimento5Stelle per inserire anche l’obbligo del rapporto 60%-40% fra un genere e l’altro, nella compilazione delle liste, pena l’esclusione dalla competizione elettorale.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia nel Consiglio regionale della Puglia, Ignazio Zullo, si è detto disponibile «a ritirare i quasi 2mila emendamenti» alla proposta per l’inserimento della doppia preferenza di genere nella legge elettorale, a patto che anche gli altri gruppi «ritirino i loro». "Noi siamo favorevoli alla doppia preferenza - ha spiegato in Aula - e siamo pronti a votarla, ma dobbiamo votare solo quella, non altri istituti che vanno a modificare la legge elettorale». Dopo Zullo, ha preso la parola il capogruppo di Forza Italia, Nino Marmo, che ha ribadito la sua contrarietà alla doppia preferenza. «Io sono per la preferenza unica proprio per garantire la parità di genere», ha sostenuto: «Si utilizza una richiesta delle donne e che rispettiamo e che rispetteremo - ha detto - per propri fini elettorali, penso all’emendamento del consigliere sospeso» in caso di nomina in Giunta.

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