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Foto Maizzi

È stata uccisa con cinque proiettili calibro 3.80 sparati da una pistola a salve modificata Nunzia Compierchio, la donna di 41 anni trovata morta domenica pomeriggio in casa alla periferia di Cerignola (Foggia), per il cui omicidio è stato fermato il marito Angelo Di Meo, 44 anni, disoccupato. I proiettili l’hanno raggiunta allo sterno e alle gambe.
L’uomo, accusato di omicidio volontario, si è avvalso della facoltà di non rispondere nell’interrogatorio davanti al pubblico ministero Matteo Stella della Procura di Foggia.
L’uccisione è avvenuta davanti ai due bambini di 11 e 12 anni, figli della coppia, mentre il terzo figlio, maggiorenne, è detenuto per rapina.
La polizia ha tentato di ricostruire gli ultimi istanti di vita della donna. Gli investigatori affermano che marito e moglie erano separati di fatto e continuavano a vivere sotto lo stesso tetto. A quanto si apprende, ieri mattina erano andati a mangiare a casa dei genitori di lui e verso le 14 Angelo Di Meo aveva riaccompagnato a casa la donna. Poi si sarebbe allontanato, ma per tornare poco dopo e, «non appena la donna ha aperto la porta, Di Meo ha esploso la raffica di proiettili, i primi in direzione delle gambe poi quello mortale allo sterno». Di Meo è stato trovato dalla polizia a casa del padre che vive nello stesso quartiere. Gli inquirenti parlando di motivazioni quasi certamente di natura 'passionalè, predominanti su eventuali ragioni economiche nel conflitto all’interno della coppia: l’uomo era ossessionato dalla gelosia, in un quadro familiare piuttosto difficile.

Nunzia Compierchio di Cerignola (Foggia), è stata uccisa con alcuni colpi di arma da fuoco all’interno della sua abitazione, un pianterreno che si trova in via Fabriano alla periferia del comune Foggiano, dove si trovava insieme a due figli piccoli. Secondo i primi accertamenti, a sparare sarebbe stato l’ex marito, che dopo essere fuggito è stato fermato dalle forze dell’ordine: si tratta di Angelo Di Meo, 44 anni, disoccupato, che è stato portato in commissariato per essere interrogato dal pubblico ministero Matteo Stella della procura di Foggia.

Secondo una prima ricostruzione fatta dalle fonti investigative, nel primo pomeriggio, verso le 14, l’uomo separato da tempo dalla ex moglie si è presentato a casa di Nunzia Compierchio: non appena la donna ha aperto la porta il 44enne ha esploso una serie di colpi di pistola, ferendola a morte. I vicini hanno raccontato di aver udito almeno quattro colpi di arma da fuoco. I proiettili hanno raggiunto la vittima nella parte alta del corpo. Secondo le testimonianze, Di Meo, subito dopo aver esploso i colpi di pistola, è fuggito via per rifugiarsi a casa del padre. Ed è proprio lì che gli agenti del commissariato l’hanno trovato.
L’uomo aveva ancora con sé una pistola a salve ma modificata in modo da poter utilizzare colpi veri, arma che gli inquirenti ritengono abbia utilizzato per uccidere la sua ex donna.

La coppia aveva avuto tre figli, due minorenni ed un maggiorenne. Al momento dell’omicidio in casa sembra fossero presenti soltanto i due figli più piccoli. Uno dei due, raccontano alcuni residenti di via Fabriano, sarebbe sceso in strada urlando e attirando l’attenzione del vicinato dopo la tragedia.

La donna e l’uomo, secondo alcune testimonianze , pare fossero separati già da diverso tempo. Gli investigatori stanno cercando di verificare se fossero anche già divorziati. I rapporti tra i due, ammette chi indaga, erano molto tesi. Alcuni anni fa la donna avrebbe denunciato l’ex marito perché non avrebbe versato gli alimenti ai figli. Notizia ancora al vaglio degli inquirenti che stanno cercando di risalire al movente di questo femminicidio. Al momento, comunque, non si esclude alcuna pista investigativa: dal delitto passionale a quello maturato per questioni economiche. (Foto Maizzi)

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