Martedì 24 Novembre 2020 | 01:54

NEWS DALLA SEZIONE

L'emergenza sanitaria
Coronavirus, 150 nuove Usca pronte a partire in Puglia

Coronavirus, 150 nuove Usca pronte a partire in Puglia

 
Ospite a Otto e Mezzo
Covid 19, Conte : «Riapriremo scuole prima di Natale, ma no a vacanze sulla neve»

Covid 19, Conte : «Scuole aperte prima di Natale, ma no a vacanze sulla neve»

 
Il caso
Sparatoria in un quartiere popolare di Foggia: un ferito

Sparatoria in un quartiere popolare di Foggia: un ferito FOTO

 
Il caso
Processo ex Ilva, uno dei pm è positivo al Covid ma si avanti

Processo ex Ilva, uno dei pm è positivo al Covid ma si avanti

 
A Barletta
Natale al tempo del Covid 19, Boccia: «Con 700 morti al giorno è fuori luogo parlare di cenoni»

Natale col Covid, Boccia: «Con 700 morti al giorno fuori luogo parlare di cenoni. Aree provinciali? Non cambia»

 
Tennis
Pellegrino sfata un tabù in Puglia si può volare

Pellegrino sfata un tabù in Puglia si può volare

 
Il bollettino nazionale
Coronavirus Italia, 22.930 nuovi casi e 630 morti nelle ultime 24 ore

Coronavirus Italia, 22.930 nuovi casi e 630 morti nelle ultime 24 ore

 
emergenza coronavirus
Individuati «Covid hotel» in Puglia per 217 posti: strutture assenti nella BAT e nel Tarantino

Individuati «Covid hotel» in Puglia per 217 posti: strutture assenti nella BAT e nel Tarantino

 
La decisione
Bari, assolto ex amministratore unico Adp da accusa di truffa: «il fatto non sussiste»

Bari, Tribunale assolve ex amministratore unico Adp da truffa: «Fatto non sussiste»

 
dati regionali
Covid in Puglia, giornata nera: 40 morti e 980 nuovi casi (25% sui test). Foggia e Bat in crisi

Covid in Puglia, giornata nera: 40 morti e 980 nuovi casi (25% sui test). Intensive al 42%. Barletta, finiti posti al cimitero

 
dati regionali
Covid in Basilicata, 281 nuovi positivi su circa 2mila test durante il week end e altri 4 decessiA Matera tamponi drive in con la Marina

Covid Basilicata, + 281 positivi su circa 2mila test durante week end e + 4 decessi. A Matera tamponi drive in con la Marina

 

Il Biancorosso

SERIE C
Casertana-Bari 0-2: i biancorossi si rialzano dopo il ko con la Ternana

Casertana-Bari 0-2: i biancorossi si rialzano dopo il ko con la Ternana

 

NEWS DALLE PROVINCE

LecceIl caso
Covid 19, positiva addetta ai pasti: chiusa scuola dell'infanzia a Lecce

Covid 19, positiva addetta ai pasti: chiusa scuola dell'infanzia a Lecce

 
BariIl caso
Covid, rientra l'allarme in casa di riposo ad Alberobello: ora solo 1 positivo

Covid, rientra l'allarme in casa di riposo ad Alberobello: ora solo 1 positivo

 
FoggiaIl caso
Sparatoria in un quartiere popolare di Foggia: un ferito

Sparatoria in un quartiere popolare di Foggia: un ferito FOTO

 
TarantoL'evento
Vela, sarà Taranto a ospitare la prima tappa europea della SailGP 2021

Vela, sarà Taranto a ospitare la prima tappa europea della SailGP 2021

 
BatA Barletta
Natale al tempo del Covid 19, Boccia: «Con 700 morti al giorno è fuori luogo parlare di cenoni»

Natale col Covid, Boccia: «Con 700 morti al giorno fuori luogo parlare di cenoni. Aree provinciali? Non cambia»

 
PotenzaIl caso
Potenza, i pilomat «vandalizzati» costano cari al Comune

Potenza, i pilomat «vandalizzati» costano cari al Comune

 
BrindisiVita amministrativa
Brindisi, bufera al Comune: sul bilancio Forza Itala e il Pd ai ferri corti

Brindisi, bufera al Comune: sul bilancio Forza Itala e il Pd ai ferri corti

 
Potenzadati regionali
Covid in Basilicata, 281 nuovi positivi su circa 2mila test durante il week end e altri 4 decessiA Matera tamponi drive in con la Marina

Covid Basilicata, + 281 positivi su circa 2mila test durante week end e + 4 decessi. A Matera tamponi drive in con la Marina

 

i più letti

Criminalità

Bari, ecco come il Covid-19 sta spianando la strada al contagio degli usurai

«Il prolungato periodo di inattività fornisce alle mafie nuove occasioni per rilevare o infiltrare imprese in crisi»

Bari, ecco come il Covid-19 sta spianando la strada al contagio degli usurai

BARI - Il grido d’allarme lo lanciano politici, magistrati, investigatori. Tutti concordano, dalle Alpi al Tacco dello Stivale: l’usura è un rischio reale per gli imprenditori. E più tarda la liquidità promessa dallo Stato, più è facile per i “cravattari” tendere la mano a chi ha bisogno. Una stretta mortale perché il prestito a strozzo è la modalità più rapida per garantirsi guadagni immediati e far girare i soldi, sfruttando le condizioni di aziende allo stremo o di famiglie in povertà.

Cafiero De Raho è il procuratore nazionale antimafia. La sua analisi è lucida: “La criminalità mafiosa ha un patrimonio straordinario. Solo dal traffico di stupefacenti incamera 30 miliardi di euro l’anno. Il suo problema non è tanto la liquidità, ma il reinvestimento e la canalizzazione delle proprie ricchezze che offrono con forme persuasive più diverse raccogliendo il consenso degli imprenditori più in difficoltà. In questo momento le imprese più in difficoltà sono le più esposte. Certamente il settore turistico, così come quello della ristorazione, è un ambito preferito dalle mafie per investire i loro denari”.

Nicola Gratteri, oggi procuratore della Repubblica di Catanzaro, spiega: “Ci sono due tipi di usura, quella che danno gli insegnanti o gli impiegati e poi quella organizzata dalla Ndrangheta. L'usuraio 'ndranghetista vuole meno garanzie, perché sa che la vera garanzia è la vita del commerciante che, a sua volta, sa benissimo a chi si sta rivolgendo in quel momento. Inizialmente ci saranno interessi più bassi, anche sotto la soglia di quelli delle banche. Poi nell'arco di uno o due anni inizierà una lenta agonia. Il commerciante sarà sgozzato e l'obiettivo dell'usuraio mafioso non è quello di guadagnare sull'usura, ma è quello di rilevare l'attività commerciale che, attraverso un prestanome, diventerà un'azienda per fare riciclaggio".

Franco Gabrielli, capo della Polizia, non ha dubbi: “Al Sud il welfare lo fanno i clan. Ma le mafie sono interessate anche al post emergenza perché la crisi economica scatenata dall’epidemia rappresenta un terreno fertile”.

La Puglia, in questo scenario a tinte fosche, occupa una posizione di rilievo. Gli emissari delle organizzazioni criminali oggi prestano piccole cifre, chiedono il 10 per cento al mese. E’ l’allettante biglietto da visita, in quanto questo tipo di cliente paga senza problemi e preferisce ignorare l’aiuto delle associazioni antiracket, perché ritiene di poter restituire il prestito, finendo per essere poi stritolato dal meccanismo che calcola gli interessi. La strategia messa a punto è cambiata rispetto al passato: si riduce la somma prestata, ma si aumenta il numero dei prestiti. Con l’usura soft 5mila euro al mese di interesse te li assicuri, nel secondo caso rischi di perdere sia il capitale prestato che gli interessi e di finire pure in carcere. Così gli intermediari, approfittando del disagio sociale, girano per i negozi, sorridono, chiedono, propongono, si informano, si presentano defilati alle assemblee di categoria. Loro, sono lì. Una presenza inquietante, subdola. Lo ha ricordato recentemente anche il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Ha dato la propria disponibilità ad essere al fianco di chi denuncerà: “Questa è una battaglia che si vince tutti insieme”.

Dopo il lockdown, per la ripresa serve liquidità che il sistema bancario rilascia a contagocce, forte dei mille cavalli burocratici: alla fine le procedure farraginose si trasformano nel miglior alleato dei clan. Lo ha messo nero su bianco anche l’Uiif, l’unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia: “Il prolungato periodo di inattività fornisce alle mafie nuove occasioni per svolgere attività usuraie e per rilevare o infiltrare imprese in crisi con finalità di riciclaggio”.

L’aspetto surreale è che tutti gli attori istituzionali mostrano una elevatissima sensibilità verso il fenomeno usura. A parole. Come se dipendesse da altri trovare i rimedi. Insomma, tutti denunciano, lanciano grida d’allarme, sfornano analisi e previsioni. Sembrerebbe un modo per avere la coscienza a posto: “Io l’avevo detto”. A cominciare dal sistema bancario, chiuso su se stesso, poco propenso nei fatti a venire incontro alle richieste di chi è in difficoltà. Questo facilita, sia pur inconsapevolmente, l’abbraccio mortale della criminalità.

Le antenne sul territorio, però, si muovono. In Puglia, nei giorni scorsi, è stato sottoscritto un importante accordo con la presidenza della Giunta regionale. La Consulta nazionale antiusura Giovanni Paolo II, la Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici di Bari e la Fondazione Buon Samaritano di Foggia riceveranno 450mila euro da utilizzare per soddisfare le richieste di chi è a rischio usura a seguito del coronavirus. Si potranno attivare piccoli prestiti per fronteggiare una situazione ritenuta “fuori controllo” dal presidente della Consulta, monsignor Alberto D’Urso. La sua chiave di lettura parte da lontano: “Il dilagare del fenomeno negli ultimi 15 anni a causa della crisi economica del 2008 e l’esplosione dell’azzardo che ha indebitato molte persone ci hanno posto sempre davanti l’annoso dilemma della distribuzione delle limitate risorse tra troppi poveri. In questi mesi, a complicare la drammatica situazione delle tradizionali povertà, si è aggiunta quella da coronavirus. Pertanto, queste risorse rappresentano un ulteriore strumento, sia per fronteggiare le crisi economiche delle persone usurate o a rischio usura, sia per prevenire e contrastare la criminalità comune e organizzata”.
Renato De Scisciolo è il vicepresidente nazionale della Fondazione antiracket: “Non gira più denaro e le organizzazioni criminali devono in qualche modo procurarselo. Abbiamo già tantissime denunce di gente che si rivolge alla malavita per avere un'entrata e poi non ce la fa a pagare e ha paura delle conseguenze. Serve una legge per le vittime di usura beneficiarie di mutui e prestiti al fine di sospendere la restituzione delle rate”.

Le denunce per usura sono costanti nelle province di Bari, Bari e Foggia: 189 nell’ultimo anno. Dalla famiglia che ha il problema di conservare il posto di lavoro, agli artigiani schiacciati dall’eccessivo peso fiscale e dall’elevato costo del lavoro, tutti hanno bisogno di liquidità per andare avanti, per ripartire. Inevitabilmente aumenteranno i fallimenti, le occasioni per riciclare attività acquistate a quattro soldi. Le grandi assenti di oggi nello scenario prevenzione, sono le banche, restìe ad aprire nuove forme di credito. Eppure potrebbero rappresentare un modello di intervento più efficace e incisivo, rispetto a quanto possa fare lo Stato. Invece, tutto diventa quasi impossibile. A cominciare dagli appuntamenti da prendere con un istituto di credito, come dimostrano le code quotidiane all’esterno della gente in cerca di spiegazioni, informazioni.

E mentre in Italia la percentuale dei reati diminuisce (- 64,2 per cento, in Puglia - 55,6 per cento) l’usura - considerata dagli esperti un reato sentinella della presenza della criminalità organizzata e del relativo controllo del territorio - registra un +9,6 per cento.

Nell’ultimo report del Viminale sul fenomeno, firmato dal commissari o straordinario Annapaola Porzio, si quantificano in 732 le istanze pervenute al Fondo di solidarietà l’anno scorso: “Un numero non coerente con le reali dimensioni del fenomeno: l’affronto della criminalità organizzata si è fatto più silente ma certamente più pervasivo, sono cambiate le modalità ma non la sostanza. Le mafie sono riuscite a penetrare interi comparti economici e pubblici, hanno assunto il ruolo dell’imprenditore colto e bonario e si sono fatte forti di una collettività basita dalla crisi economica e valoriale, di un’incultura generalizzata, della perdita di alcuni importanti valori”.

Intanto, la cronaca registra qualche “strano” episodio, a dimostrazione di come il fuoco covi sotto la cenere: l’auto incendiata o fatta saltare in aria, il negozio dato alle fiamme. Segnali, messaggi intimidatori che dimostrano come il racket dell’usura sia passato alla fase 3.

«I ritardi e i burocrati della politica lasciano campo libero agli strozzini»

BARI - Ha appena terminato un’udienza, in qualità di consulente, presso la commissione Antimafia. Attilio Simeone, foggiano ma da tanti anni nel capoluogo pugliese, è il legale delle Fondazioni antiusura italiane e componente del comitato di solidarietà alle vittime del ministero dell’Interno.
E’ deluso, arrabbiato, sconfortato. “I burocrati della politica - spiega - detengono il vero potere. Sono loro a preparare leggi e disposizioni caratterizzate da una profonda ignoranza del meccanismo economico alla base di una impresa”.

Qualche esempio?

“Mi chiedo come si faccia a inserire tra i requisiti necessari per ottenere il prestito di 25mila euro, una somma tutto sommato esigua, la verifica della posizione Crifi, la centrale dei rischi della Banca d’Italia. Trovatemi un artigiano, un piccolo imprenditore che non abbia avuto a che fare con una sofferenza, con una rata pagata in ritardo. In questo modo si lascia nelle mani della criminalità organizzata la maggior parte dell’economia del Mezzogiorno”.

Se aggiungiamo anche i tempi della burocrazia, l’autunno si presenta bollente…

“Per chi arriverà all’autunno. Non serve un economista per capire come il tessuto economico si stia sgretolando. Ogni martedì esaminiamo dalle 10 alle 15 nuove di richieste d’aiuto, da parte di famiglie e di piccoli artigiani. In molti casi lo stipendio era l’unica forma di sostentamento. E già non si arrivava alla fine della terza settimana del mese. Nessuno ha ancora notizie della cassa integrazione, di quando quei soldi finiranno concretamente nelle tasche dei lavoratori. E l’usuraio di quartiere aumenta il suo potere, perché può contare su un sistema molto più efficace e tempestivo di quello dello Stato. Lui in 24 ore può mettere a disposizione non mille euro, ma decine di migliaia di euro”.

Il Papa parla di una nuova pandemia sociale.

“Non ci sono dubbi. Riceviamo due segnalazioni al giorno di sospensione di rate di mutui da parte di persone che abbiamo già aiutato come Fondazione antiusura. Questo significa che in un anno si rivolgeranno a noi tutti quelli assistiti in 25 anni. L’usura scava, si annida tra le ferite della crisi. Oggi la Piovra è dinamica, interagisce, si documenta, segue i settori economici in crisi, non è più solo radicata sul territorio. Lo sa che il settore caseario della Murgia rischia di essere completamente controllato dalla criminalità organizzata?”.

C’è una via d’uscita?

“E’ sempre più difficile, complicata, quasi impossibile. Le racconto un particolare. La prevenzione, in questa guerra, è strategica. Se consentiamo alle mafie di invadere il campo, saremo costretti a gestire l’emergenza. A quel punto la società civile sarà sconfitta. Avevamo proposto un emendamento allo scorso decreto liquidità. Ogni anno spendiamo 20 milioni di euro per sovvenzionare gli imprenditori finiti nelle mani dei clan. Il fondo disponibile è di 150 milioni di euro. Volevamo che il resto della somma venisse utilizzato a fondo perduto, tenendo presente requisiti diversi, che non fossero quelli della mancata segnalazione alla Crif. Fondo, tra l’altro, finanziato dagli italiani con l’1 per cento dei premi assicurativi. Emendamento bocciato: mancava la relazione tecnica del ministero dell’Interno e i soldi sono finiti nel calderone dei vari Ministeri. I burocrati hanno vinto ancora una volta”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

LE RUBRICHE

Speciale Abbonamento - Scopri le formule per abbonarti al giornale quotidiano della Gazzetta
Gazzettaffari - Portale di annunci de La Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta Necrologie