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Arcelor Mittal, licenziato ingiustamente operaio Usb: la protesta di Borraccino

Lo rende noto lo stesso sindacato secondo cui, al lavoratore «viene contestata una assenza durante una giornata di sciopero indetto dall’Usb con notevole preavviso

Ex Ilva, sindacati: anomalie su assunzioni e esuberi

TARANTO -  Un delegato dell’Usb, impiegato nel reparto Parchi minerali dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto, è stato licenziato dall’azienda. Lo rende noto lo stesso sindacato secondo cui, al lavoratore «viene contestata una assenza durante una giornata di sciopero indetto dall’Usb con notevole preavviso. Era in viaggio verso Roma quando è stato interessato da una comandata».

Il sindacato spiega in una nota che «nella procedura di licenziamento l’azienda si è avvalsa di un protocollo stipulato nel 1966 che prevede, prima del licenziamento effettivo, una fase di conciliazione tra Confindustria e sindacato». Questo incontro, riferisce ancora la nota, è avvenuto oggi e ha avuto esito negativo.

L’Usb parla di «una vera e propria farsa. Non abbiamo avuto neanche il tempo di sederci perché i giochi erano già fatti. Ci è stato presentato un verbale - prosegue il coordinatore provinciale Francesco Rizzo - che aveva già nel suo contenuto la decisione per il licenziamento dell’operaio senza nessuna conciliazione avvenuta. Quindi si è consumata l’ennesima vendetta e l’ennesimo schiaffo ai diritti dei lavoratori e alla cittadinanza che si trova a convivere con impianti da fermare immediatamente, dove l’azienda non sta spendendo un solo euro e di conseguenza va incontro a nuove tragedie che coinvolgeranno gli operai».

Secondo Rizzo, «vogliono soffocare la voce dell’unico sindacato, l’Usb, che sta denunciando le gravi condotte dei gestori e le condizioni precarie della fabbrica».L’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Mino Borraccino definisce "incomprensibile e immotivato» il provvedimento di licenziamento notificato da ArcelorMittal Italia a un lavoratore dello stabilimento siderurgico di Taranto, rappresentante sindacale dell’Usb. Provvedimento che, secondo l’assessore, avrebbe colpito il lavoratore «per non essersi presentato al lavoro lo scorso 9 luglio in quanto aveva aderito allo sciopero indetto dalla sua organizzazione sindacale e al presidio tenutosi a Roma dinnanzi al Ministero dello Sviluppo Economico.

La sensazione che abbiamo nell’apprendere del licenziamento, ma vorremmo tanto sbagliarci, di questo lavoratore modello, con vent'anni di esperienza alle spalle e padre di famiglia, è che ArcelorMittal abbia voluto colpirne uno per educarne cento».

Con lo scopo, sostiene l’assessore, «di intimidire i lavoratori, affinché cessino di rivendicare, con gli scioperi e l’attività sindacale, i loro sacrosanti diritti, sia sotto il profilo della sicurezza sul lavoro sia sotto il profilo della tutela ambientale».

Borraccino esprime «solidarietà al lavoratore dell’ex Ilva» e denuncia «un atteggiamento inaccettabile» da parte dell’azienda, da «veri e propri - conclude - padroni del vapore. Sappia ArcelorMittal che il Governo regionale sarà sempre al fianco dei lavoratori che rivendicano i loro diritti. Mi auguro che prevalga il buon senso e che il lavoratore possa presto tornare alla sua occupazione».

LA REPLICA DELL'AZIENDA - «ArcelorMittal Italia, con un provvedimento emesso lo scorso 5 settembre, ha deciso di licenziare un dipendente occupato presso il Reparto Parchi dell’Area Ghisa perché, pur se incluso nelle liste nominative del personale di 'comandatà - ossia quei lavoratori che, nel giorno di uno sciopero, vengono 'comandatì a garantire la necessaria sicurezza di personale e impianti - non si è presentato sul posto di lavoro e non ha comunicato alcuna causa di impedimento». Lo sottolinea l’azienda in una nota riferendosi al licenziamento di un lavoratore del reparto Parchi minerali, rappresentante sindacale dell’Usb.

A seguito dello «sciopero di 24 ore - prosegue la società - proclamato lo scorso 9 luglio da Usb nello stabilimento siderurgico di Taranto, il giorno prima, 8 luglio, ArcelorMittal Italia, in esecuzione degli accordi sulla 'salvaguardia impiantì, ha provveduto a comunicare alle RSU di fabbrica le liste nominative del personale cosiddetto di 'comandatà tra cui figurava anche il dipendente oggetto della contestazione. In ragione della sua assenza, la società ha, in via informale, avvisato il sindacato USB e ha attivato la normale procedura disciplinare, così come previsto dal CCNL di riferimento, inviando una formale lettera di contestazione». Solo «allo scadere - conclude la nota - dei termini previsti ArcelorMittal Italia ha preso la decisione di licenziare il dipendente perché il suo comportamento rappresenta una violazione gravissima degli obblighi contrattuali».

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