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L'attore e comico si improvvisa ristoratore murgiano. «Inaugurazione» di notte con 145 comparse

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Checco Zalone inaugura il suo «Murgia e Sushi», raffinato locale di tendenza, a Gravina, zona Madonna della Stella, sul costone occidentale della verdeggiante valle carsica che delimita l’abitato, proprio di fronte alla Cattedrale.
E parenti, amici, invitati vari applaudono convinti, mentre sui nastri trasportatori viaggiano portate di pesce crudo farcito, poi servito da due cuochi, e mentre una cantante un po’ geisha intona melodie nasali, tradizionali del Sol Levante.
Tutto alla Checco maniera, nel segno del personaggio ignorante e furbo che piomba nell’alta società facendo danni, insomma la marionetta adorata da tutto lo Stivale che nei primi quattro lungometraggi della sua carriera (tutti diretti dal barese Gennaro Nunziante) ha fruttato al botteghino in tutto 200 milioni. Ricordiamo i titoli ormai diventati cult: «Cado dalle nubi», «Che bella giornata», «Sole a catinelle» e «Quo vado?». Quella milionata di euro è stata una grande boccata d’ossigeno per le sale cinematografiche da Nord a Sud, afflitte ahimè dalla crescente diserzione del grande pubblico. I gestori sono convinti, e comunque sperano, che anche «Tolo tolo», in uscita il 25 dicembre, porterà incassi ragguardevoli.
L’inaugurazione del ristorante di sushi è la prima scena girata a Gravina del primo film in cui Luca Medici è anche regista, oltre che attore protagonista.

Ben centoquarantacinque comparse reclutate dalla Taodue fanno da sfondo al vernissage del locale, ricreato nel vero grottone del resort rinomato, noleggiato dalla produzione. Persone di tutte le età, dai venti agli ottant’anni, hanno, loro, la fortuna di assistere per la prima volta allo spettacolo esilarante di un Zalone che, balzato su una pedana, in giacca grigia e jeans, si autobattezza imprenditore grazie ai risparmi di qualche generoso zio attempato (non sono forse sempre più gli anziani a reggere il bilancio delle famiglie?). Per esempio «Zio Sushi», il personaggio interpretato da Nunzio Cappiello, l’attore altamurano settantenne amato dalle folte platee del «Federicus», la rievocazione in costume medievale che quest’anno si terrà nella Leonessa di Puglia tra pochissimi giorni, dal 24 al 28 aprile.

Così, di fronte alla performance «live» del comico, è sembrato meno pungente il freddo della notte gravinese (le riprese sono durate fino quasi all’alba e sono continuate nella notte successiva nella stessa location) per le comparse e i generici, nella parte di invitati ai tavoli, in abiti di scena leggeri, all’evento «estivo» dell’immaginario «Murgia e Sushi».
Giacche leggere e camicie aperte per gli uomini, sandali e spallina per le donne è l’abbigliamento del ciak notturno. E sì che la produzione non lesina coperte di lana e poi cestini da set, arrivati fumanti intorno alle 23 a base di pasta al forno, orecchiette, polpettone e insalata. Circa 250 i pasti serviti da un catering locale a figuranti, giunti da mezza regione, e alle squadre tecniche, a confermare che Pugliawood o Murgiawood portano lavoro e benessere, anche e soprattutto nell’indotto.
Checco-Luca, nel ruolo di regista, appare instancabile, scrupoloso e attento tra i monitor, i fari, le istruzioni da dispensare all’aiuto regista e le verifiche luci e audio con il direttore della fotografia e il fonico di presa diretta. In un istante, quando tutto è pronto per il fatidico «azione!», l’artista capursese smette i panni seri del director e diventa la collaudata marionetta che fa sbellicare l’Italia intera, stavolta improvvisatasi imprenditore della ristorazione dal gusto giapponese.
Tra campi, controcampi, totali e primi piani, il tempo passa e in un niente è notte fonda. Arriva il «liberi tutti!» e per i figuranti l’ora di reindossare i propri vestiti in costumeria e tornare a casa, forse un tantino intirizziti ma con la consapevolezza di avere partecipato alla «squadra fortissimi» del comico del terzo millennio.

La produzione ha ottenuto dal Comune di Gravina di poter spegnere due fari in zona ponte Acquedotto perché disturbavano la fotografia del film. Tre i camion della produzione al servizio delle riprese.
Gruppi di aspiranti comparse arrivano in pellegrinaggio sul set sperando di essere reclutati. Ma non è possibile, ovviamente il casting è stato completato nei giorni scorsi, e vengono rimandate indietro, gentilmente.
Parlavamo dell’indotto. Nella città murgiana tutto esaurito nei bed & breakfast e nei ristoranti. E dalle parti dell’amministrazione comunale gongolano, anche se domani, giovedì, e venerdì, il sindaco Alesio Valente cederà (molto volentieri) la sua stanza in Municipio per altre due giornate di registrazione che prevedibilmente catalizzeranno l’attenzione e i blabla dei residenti e dei tanti passanti dalla centralissima via Vittorio Veneto, per l’occasione chiusa al traffico con ordinanza della Polizia municipale.
Anche qui, da domani, sono attese decine di comparse oltre a tutta la cittadella semovente di tecnici e di tir. Ma per la produzione, presumibilmente, nel centro nevralgico della città sarà meno facile tenere lontani gli immancabili cacciatori di selfie e autografi.
In che cosa consisterà la scena da registrare nel palazzo municipale? Top secret. Certo, quando Checco proietta la sua vena ironica nel mondo della politica, lascia il segno. Sono in molti a domandarsi quale dei tanti vizi tutti italiani Medici-Zalone si riserva di portare alla luce attraverso la sua graffiante ironia.

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