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In Puglia e Basilicata

Le dichiarazioni

Xylella, senatore Ciampolillo: «Patologia non avanza, la gente va a cercarla»

Xylella, senatore Ciampolillo: «Patologia non avanza, la gente va a cercarla»

Parla il senatore del Movimento 5 Stelle: «Il mio ulivo di Cisternino era vitale, sostanzialmente guarito»

01 Febbraio 2019

Marco Mangano

«In Puglia, non è la Xylella fastidiosa ad avanzare, ma gli uomini che vanno a cercarla. Nella regione la batteriosi è presente da un secolo». Ne è certo Lello Ciampolillo, senatore del M5s, 46 anni, barese.


A questo punto, lei mette in discussione pure l’approdo del patogeno nel Barese?
«Sì. Anche in quell’area la patologia c’è sempre stata».


Contesta anche l’emergenza?
«Certo. Questo termine indica un fenomeno che non dura molto. In Puglia, invece, come ho già detto, la malattia risiede da numerosi anni. A riprova di ciò, si rifletta su un dato: la percentuale di alberi campionati colpiti dalla Xylella è costante, sempre l’1,8%. Non c’è alcuna epidemia».


E allora la denominazione «Emergenza Xylella» del sito regionale non è appropriata?
«Non lo è. Dovrebbe essere “Emergenza disseccamenti”».


Beppe Grillo, nel suo blog, ospitò un articolo in cui si sosteneva che la Xylella altro non fosse se non una bufala.
«No. Con “bufala” non si intendeva negare l’esistenza della patologia, ma mettere in discussione quest’ultima come l’unica causa dei disseccamenti».


Quali sono le altre cause?
«Uso massiccio o errato di pesticidi, terreni abbandonati o non arati, mancanza o esecuzione poco professionale di potature».


Cosa pensa degli sradicamenti?
«Ritengo siano inutili, rappresentano una pratica folle».


Perché inutili?
«Perché la Xylella è presente su oltre 300 specie, 32 in Puglia. Pertanto, nella nostra regione, si dovrebbero tagliare le piante appartenenti a tutte le 32 varietà. Si devono, invece, curare terreni e alberi».


E allora per quale ragione in California le viti colpite dalla Xylella vengono sradicate da decenni?
«Ciò va verificato e, comunque, la realtà statunitense è diversa da quella pugliese».


Come crede si possa affrontare la questione?
«Con metodi naturali, la cui efficacia è stata scientificamente provata».


Ce li illustri.
«Una pianta ammalata può guarire facendo ricorso alle difese naturali. In altri casi, è provato che, con i trattamenti, si può ridurre in misura significativa la patologia. Questo lo ha dimostrato il professor Marco Scortichini e ciò è stato oggetto di pubblicazioni su autorevoli riviste scientifiche».


Lei si è opposto in ogni modo al taglio del suo ulivo di Cisternino. Mette in dubbio i risultati delle analisi che certificavano la batteriosi?
«No. L’albero è stato tagliato in maniera barbara. Ciò è stato inutile. Era un testimone scomodo: doveva diventare oggetto di studio dal momento che costituiva la prova che la Xylella può essere combattuta e vinta. Non aveva alcun segno di sofferenza e, nonostante fosse stato aggredito dal batterio da due anni, non presentava disseccamenti, ma piena vitalità ed era quindi sostanzialmente guarito».


Condivide l’utilizzo di insetticidi per uccidere la sputacchina, il vettore della patologia e distruggerne le uova?
«Basta rimuovere le erbe in cui l’insetto depone le uova».


La linea della Regione Puglia.
«Vuole abbattere fino a 10-11 milioni di ulivi sani, molti secolari, sostituendoli con alberelli che vengono definiti “resistenti” o “tolleranti” alla batteriosi, ma ciò può essere provato solo dopo molti anni. Che senso ha sostituire gli alberi con esemplari giovani che potrebbero comunque contrarre la Xylella?».

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