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Da Bruxelles

Ex Ilva, Emiliano: «Battaglia per decarbonizzazione passa da Ue»

michele emiliano all'Ilva

Al via dibattito Comitato Regioni su suo parere strategia clima

28 Gennaio 2019

Redazione online

«La battaglia che abbiamo fatto per contrastare l’inquinamento dell’Ilva e che stiamo continuando a fare, passa dall’Ue e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’Italia per non avere tutelato la salute dei cittadini pugliesi e tarantini». Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, dopo che in commissione ambiente del Comitato europeo delle Regioni è cominciata la discussione del suo parere sulla Strategia dei cambiamenti climatici dell’Ue. «Oggi abbiamo parlato di controllo del clima per un pianeta pulito, produttivo, che metta al centro le persone. È chiaro che questo significa cambiare le politiche nel loro complesso, ma l’Ue può essere leader di questo cambiamento», ha detto.

«La Puglia è il punto di riferimento delle regioni europee con questo parere, e ringrazio il Pse che mi ha dato fiducia, cosa non facile visto il clima politico che ho attorno in Italia», ha continuato il governatore, secondo cui il suo parere "può cambiare la storia del mondo, assieme alle decisioni che il Parlamento europeo dovrà adottare».

«Ci stiamo battendo da anni per cambiare la visione del governo italiano, affinché promuova immediatamente la decarbonizzazione delle industrie», ha continuato Emiliano, che ha chiesto per l’Ilva di «iniziare subito con la decarbonizzazione, l’eliminazione dell’immunità penale - perché non può esistere un’industria che non opera nel pieno rispetto della legge e dei diritti inviolabili delle persone - e il risarcimento da parte dello stato di tutti i tarantini sopravvissuti e che hanno perso la vita».

E sulla xylella ha aggiunto: «Non c'è alternativa: o si trova un accordo per stabilire quello che l’Ue deve fare per far sopravvivere l’olivicoltura pugliese, che è il 50% di quella italiana, o saremo costretti a far valere queste vicende in giudizio». Così il presidente della Puglia Michele Emiliano a margine dei lavori del Comitato europeo delle Regioni. «A causa della Xylella abbiamo avuto in Puglia un danno da circa 1 mld di euro, che ci è stato inflitto perché l’Ue non ha inserito le piante ornamentali, e in particolare quelle da caffè provenienti dal Sud America, nell’elenco delle specie da sottoporre a controlli. Sappiamo con certezza che l’Ue ha questa responsabilità e ci auguriamo che al più presto disponga, per le varie necessità relative alla ricerca e al reimpianto delle specie di ulivi resistenti, di uno stanziamento massiccio per i prossimi 3-5 anni che consenta di lenire questo danno subito. Altrimenti non avremo alternativa che avviare in sede giudiziaria una causa di risarcimento nei confronti dell’Ue». Emiliano ha quindi precisato che per il tema Xylella in Ue tratta il governo e non avrà incontri con la Commissione.

CASO TRIVELLE «SOLUZIONE DEL GOVERNO? PANNICELLO CALDO» - «La soluzione del governo sulle trivelle è un pannicello caldo. Come avvenuto già per l’Ilva, dove il M5S ha tradito tutte le aspettative di coloro che si credevano che avrebbero dato la priorità alla salute delle persone, anche per le trivelle il tradimento è assoluto. Eravamo convinti che avrebbero cancellato l’idea stessa della ricerca di idrocarburi nel Mediterraneo, che è una stupidaggine assoluta, così come pensano tutti gli addetti ai lavori». «Il tradimento del M5S verso chi era convinto che fossero un partito 'No triv' è stato tamponato soprattutto grazie al ministro Costa, che ci ha messo la faccia - ha continuato Emiliano -, questa è la differenza fra chi fa solo chiacchiere, come gli esponenti dei 5 Stelle, e quelli invece che hanno servito lo stato con un giuramento di fedeltà alla Costituzione». «Costa ha fatto l’impossibile e ho fiducia che abbia ritenuto che quella fosse l’unica mediazione possibile, ma io non mi accontento perché l’obiettivo della Puglia è di eliminare completamente le ricerche petrolifere sia entro che oltre le 12 miglia, perché non hanno più alcun senso», ha concluso il governatore.

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