Giovedì 21 Febbraio 2019 | 09:46

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Economia del mare

Crisi della pesca in Puglia: in arrivo 16mln dopo fermo biologico

Risarcimenti per la sospensione e sostegni di reddito per i pescatori

Crisi della pesca in Puglia: in arrivo 16mln dopo fermo biologico

Arrivano gli incentivi del fermo biologico per il mondo della pesca italiana. Sul tavolo ci sono sia gli 11 milioni di euro previsti in caso di sospensione dal lavoro derivante da misure di arresto temporaneo obbligatorio sia, per la prima volta, 5 milioni di euro annui per il riconoscimento di una indennità giornaliera onnicomprensiva a titolo di sostegno al reddito, fino ad un importo massimo di 30 euro al giorno nel periodo di fermo volontario. Questa misura è destinata, nel limite di quaranta giorni l’anno, in favore dei lavoratori dipendenti da imprese adibite alla pesca marittima, compresi i soci lavoratori delle cooperative della piccola pesca.
A confermarlo, nei giorni scorsi, è stata il sottosegretario Alessandra Pesce, rispondendo in Commissione Agricoltura alla Camera al question time presentato dal deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) che chiedeva conferma sull’operato del Ministero delle Politiche Agricole. Il Decreto interministeriale per le indennità relative al fermo pesca 2018 è stato, infatti, firmato il 28 dicembre scorso e poi trasmesso alla Corte dei Conti per conseguenti visto e registrazione. Le domande dovranno pervenire al Ministero del Lavoro entro e non oltre il 28 febbraio 2019 che inoltrerà al Mipaaft quelle ammesse entro il successivo 30 giugno. Successivamente, verranno erogate le risorse finanziarie in favore dei funzionari delegati delle Capitanerie di Porto sede di Direzione Marittima, Enti erogatori, senza oneri.


«Grazie all’operato del Governo Conte, il mondo della pesca ottiene finalmente le risposte tanto attese – commenta L’Abbate (M5S) – ho già indicato alla sottosegretaria Pesce alcune modifiche da apportare affinché si renda il procedimento burocratico più agevole e davvero conforme ai bisogni dei pescatori italiani. Lavorando di concerto con il mondo della pesca, per il prossimo anno le migliorie necessarie saranno realtà».
Ijntanto dai porti pugliesi si leva la protesta dei pescatori per le norme stringenti applicate dall’Unione europea. «Non posso che esprimere tutta la mia più sincera vicinanza e solidarietà ai tanti pescatori che, in queste ore, hanno deciso di far sentire nuovamente la loro voce, rimasta spesso, troppo spesso, inascoltata. La pesca, per la Puglia, è un mestiere che racconta secoli di storia e di esperienze in mare tramandate di generazione in generazione. E tutte le istituzioni - dice Giandiego Gatta, vicepresidente del Consiglio regionale - devono guardare con la massima attenzione ciò che sta succedendo: le nostre marinerie erano un orgoglio per l’economia regionale ed oggi si sono decimate. Da Manfredonia a Monopoli, la protesta dei pescatori deve essere fonte di riflessione e azione per la politica: norme Ue troppo rigide, imposizioni che gravano sull’organizzazione del lavoro fino al giornale di bordo elettronico. I nostri pescherecci sono costretti, ogni giorno, ad avventurarsi nei mari e a pensare ad adempimenti burocratici farraginosi, che cozzano con la durezza di un lavoro che qualcuno, che evidentemente nulla sa della pesca, vorrebbe trasformare in ragioneristico. Chiedo alla Regione Puglia di raccogliere il grido di dolore dei pescatori e farsi portavoce in tutte le sedi della necessità di sostenere e rilanciare le flotte pescherecce del nostro mare»

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