Giovedì 21 Febbraio 2019 | 15:37

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I fatti a Messina

Scontri tra tifoserie: domiciliari per ultras Bari

Già disposti 18 Daspo

Scontri tra tifoserie: domiciliari per ultras Bari

La Digos di Messina sta eseguendo un provvedimento di arresti domiciliari nei confronti di 5 ultras baresi coinvolti negli scontri con alcuni tifosi messinesi che avvennero nella città dello Stretto il 21 ottobre e il 4 novembre scorsi. Per gli stessi fatti il questore Mario Finocchiaro aveva emesso 18 Daspo.

Il 21 ottobre gli scontri avvennero all’imbarcadero dei traghetti Caronte & Tourist tra un piccolo gruppo di tifosi del Messina che rientravano dalla partita giocata a Torre del Greco e quelli del Bari che avevano fatto una trasferta a Marsala. Il bilancio fu di decine di feriti e danni ai tornelli della stazione marittima. Sulla vicenda aprì un’inchiesta la polizia che acquisì subito i filmati delle telecamere per l’identificazione dei tifosi.
Il 4 novembre scorso, invece, alcuni tifosi del Bari, provenienti da una trasferta ad Acireale, in attesa di imbarcarsi per Villa San Giovanni, scesero dai pullman con mazze, bombe carta e fumogeni e tentarono di provocare alcuni automobilisti incolonnati verso il traghetto. Anche in quel caso fu la polizia a riportare l’ordine. L’indagine che ha portato agli arresti è stata coordinata dalla Procura di Messina guidata da Maurizio De Lucia.

I 5 ultras baresi arrestati oggi e coinvolti in due fatti di guerriglia urbana accaduti a Messina il 21 ottobre e il 4 novembre scorsi sono stati identificati dalla Digos della città dello Stretto. Nel primo dei due episodi - entrambi si sono verificati nell’area degli imbarchi della società Caronte &Tourist - un piccolo gruppo di tifosi del Messina, appena sbarcato, provenienti da una trasferta a Torre del Greco, è stato aggredito dai tifosi baresi, in attesa di imbarcarsi alla volta di Villa San Giovanni, di rientro dalla competizione calcistica disputatasi a Marsala.
Brevi minuti di «guerriglia urbana», sedati dai poliziotti che erano agli imbarchi. Le due tifoserie hanno lanciato fumogeni e bombe carta. Gli agenti hanno evitato che gli scontri degenerassero facendo risalire i tifosi del Bari sul pullman ed allontanando quelli messinesi dall’area intanto chiusa al traffico. Al termine dell’indagine avviata subito dopo la Digos di Messina, con l’aiuto dei colleghi baresi, ha denunciato 10 ultras baresi.


Nel secondo episodio sempre i tifosi del Bari di rientro da Acireale in attesa di imbarcarsi verso la Calabria hanno cercato di aggredire degli automobilisti. All’intervento dei poliziotti hanno lanciato fumogeni e bombe carta ferendo tre agenti. Gli investigatori hanno i identificato e denunciato altri 7 tifosi. Ai domiciliari oggi sono finiti Roberto Conese, barese, Cristiano Ladisi, barese, Nicola Sibillani, Vitangelo Spizzico. Marco Atzori è stato portato in carcere perché durante la perquisizione è stato trovato con un chilo di hashish, una pistola giocattolo, munizioni da guerra. Sono accusati, a vario titolo, di interruzione di servizio di pubblica utilità, danneggiamento aggravato, lancio e possesso di oggetti pericolosi, lesioni, rissa.

Ad incastrare i tifosi del Bari arrestati stamani sono state soprattutto le immagini delle telecamere di sorveglianza visionate dalla polizia scientifica di Messina che ha svolto un lavoro molto accurato». A dirlo il vicequestore di Messina Nicola Spampinato oggi durante la conferenza stampa a Messina per l’arresto di 5 tifosi del Bari.
«L'indagine non è stata semplice - prosegue Spampinato - i più violenti erano con il volto coperto. Questi non sono tifosi, sono delinquenti, la maggior parte di loro ha precedenti penali. Vanno in giro camuffati in barba ai Daspo, ora la misura è stata inasprita con l’obbligo di firma ed è più efficace. Mazze e armi, invece, le nascondono probabilmente nei mezzi di trasporto. Negli stadi non entrano ma sono utilizzate nei tragitti al ritorno».

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